Fratelli d'Italia
Fratelli d'Italia

Sanità, FdI: «Niente chiusure fino a quando nei cinque grandi ospedali non entra il paziente zero»

La nota integrale del gruppo regionale Fratelli d'Italia

«Cominciano a essere più di uno i cerini che Michele Emiliano ha lasciato nelle mani di Antonio Decaro: sanità, finanziamenti alle imprese, e chissà quanti saranno accesi nelle prossime settimane. Un'eredità politica e amministrativa troppo pesante da gestire in maniera ordinaria. Soprattutto troppo complicata per tutto il centrosinistra che non si ha il coraggio di 'gettare la maschera' e ammettere che, soprattutto nel 2025, più che un'attività legislativa è stata fatta campagna elettorale, mirata unicamente a intercettare voti aprendo le maglie dei bandi Mia, Minipia ect ect, facendo andare in over booking le risorse che venivano elargite 'accontentando' gli imprenditori e studi di consulenza vicini», così il Gruppo Regionale Fratelli d'Italia.

«Una lunghissima campagna elettorale promettendo che alcuni ospedali e reparti non sarebbero stati chiusi eleggendo questo o quel candidato di centrosinistra, che oggi siede fra i banchi della maggioranza e che dovrebbe chiedere scusa ai cittadini dei 18 Comuni (Corato, Putignano, Monopoli, Triggiano, Bisceglie, Barletta, Andria, Lucera, Cerignola, San Severo, Casarano, Galatina, Copertino, Santissima Annunziata, Grottaglie, Moscati, Mesagne e San Pietro Vernotico, ma a questi andrebbero aggiunti i Comuni vicini che facevano riferimento a quelle strutture) nei quali è stata fatta una campagna elettorale proprio promettendo non solo la non chiusura, ma addirittura il potenziamento. È evidente che ora non sanno che pesci prendere. Per questo chiediamo a gran voce un Consiglio monotematico per conoscere nel dettaglio quali Piani s'intendono attuare e quali soluzioni trovare alla voragine di 369 milioni di euro di disavanzo sanitario».

«Come Fratelli d'Italia, e non da ora, abbiamo sempre sostenuto che non solo nessun altro nosocomio va chiuso, ma vanno tutti migliorati, per garantire la giusta assistenza in ogni territorio, stessi servizi stessi diritti in ogni zona della Puglia, se prima non vengono realizzati i mega ospedali, convinti come siamo che i tempi non sono brevi neppure per il Monopoli-Fasano, unico completato e addirittura inaugurato otto mesi fa! Non contiamo più, invece, le inaugurazioni del San Cataldo di Taranto, mentre è ancora un cantiere fermo al 98%. Tenuto conto che quelli di Andria e Nord Barese sono ancora sulla carta senza bando di gara e quello di Maglie-Melpignano non è neppure su una carta».

«Una desolazione che ci porta a sostenere che neppure in questa legislatura tutti gli ospedali, dei quali si parla dal 2012 - la nuova rete ospedaliera, poi, è stata presentata e approvata dalla Giunta regionale nel maggio 2013 e prevedeva i cinque grandi ospedali – saranno realizzati. Ma nel frattempo, a partire dal 2016, gli ospedali di Terlizzi, Triggiano, Rutigliano, Trani, Canosa di Puglia, Minervino Murge, Spinazzola, Monte Sant'Angelo, Fasano, Mesagne e Grottaglie sono stati riconvertiti in strutture minori e territoriali, con la giustificazione che tanto si stavano costruendo i nuovi ospedali! E così da 10 anni siamo senza più servizi sanitari degni di questo nome. Date che scandiscono chiaramente di chi sono le responsabilità dello sfascio della Sanità in Puglia».

«Quindi giù le mani dagli ospedali fino a quando non entrerà il paziente zero nei grandi ospedali e, comunque, prima di riconvertili in centri di lungodegenza, riabilitazione o assistenza territoriale si abbia il coraggio del confronto in aula. Si abbia il coraggio di metterci la faccia»
© 2001-2026 BisceglieViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica telematica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
BisceglieViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.