Alberi secchi di recente piantumazione
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Attualità

L'allarme di Pro Natura: «Rischio desertificazione urbana a Bisceglie»

«Dopo le dimissioni dell'assessore Monterisi, è giunto il momento che ci sia un rinnovamento di tutta la classe dirigente»

Il concetto di "foresta" nell'ultimo decennio si è ampliato fino a includere aree urbane e periurbane, comprendendo alberi situati in parchi, giardini, strade e aree abbandonate. Il Pnrr ha previsto per la tutela e la valorizzazione delle aree verdi urbane investimenti sulla forestazione, per rafforzare la biodiversità, migliorare la qualità della vita e contrastare fenomeni quali l'inquinamento atmosferico e il cambiamento climatico. Numerose città nel mondo come Parigi, Barcellona, Lindholm, Medellín e Melbourne hanno sviluppato progetti innovativi che prevedono "Corridoi Verdi" e riforestazione. Questi temi sono stati affrontati in un recente articolo dal titolo "Rimboschimento urbano in Puglia (Italia meridionale): una panoramica" apparso su Italian Botanist.

Lo studio, realizzato da Raimondo Pardi, Fortunato Cirlincione, Emilio Di Gristina, Giuseppe Venturella e Maria Letizia Gargano analizza la diversità della vegetazione forestale urbana in Puglia attraverso un censimento sistematico dei progetti di riforestazione pianificati o realizzati nei territori delle sei province. L'indagine, condotta sulla base di una revisione della letteratura, dell'analisi di documenti delle amministrazioni comunali e di osservazioni in campo, ha individuato 40 interventi, con una netta prevalenza nella provincia di Bari e di un solo progetto nella Bat, a Barletta. Molti interventi riguardano la riqualificazione di siti urbani degradati, confermando la riforestazione urbana come uno strumento efficace per la rigenerazione ambientale e sociale. I risultati sottolineano la necessità di monitorare le specie naturalizzate o potenzialmente invasive e di promuovere una pianificazione interdisciplinare orientata alla resilienza climatica e alla sostenibilità a lungo termine. Gli studiosi asseriscono che «la riforestazione urbana, se fondata su solidi principi ecologici e integrata in strategie di pianificazione sostenibile, può fungere da modello efficace e replicabile per le città mediterranee che si trovano ad affrontare le sfide congiunte dell'espansione urbana e dei cambiamenti climatici».

«Sono assunti che dovrebbero costituire l'ABC della gestione del verde pubblico e delle politiche ambientali della città, ma facciamo fatica ad intravedere una minima applicazione nell'ambito cittadino» afferma, sul tema, Pro Natura. «La necessità di tutela e salvaguardia del patrimonio verde pubblico di Bisceglie è diventata una questione fondamentale dopo i recenti tagli delle alberature stradali, la chiusura dei parchi e la morte di centinaia di esemplari. Ci si interroga se ci sia una strategia ovvero una pianificazione da parte dell'amministrazione pubblica. A questa domanda non c'è una risposta: tagli e disseccamenti vanno avanti senza nessuna possibilità di confronto con il mondo associativo ambientalista, in quanto le relazioni sono state troncate unilateralmente da loro, senza alcuna spiegazione. Gli assessori della giunta Angarano sono introvabili: constatiamo che non c'è un assessore all'ambiente in quanto le deleghe alla "Transizione ambientale ed energetica" e al "benessere animale" rappresentano un aspetto secondario dell'universo ambientale, per cui restano nel limbo, in quanto mai affrontate, la consulta per l'ambiente, il Parco di Lama di Croce, l'area marina protetta Grotte di Ripalta/Torre Calderina, il censimento del verde pubblico e il relativo regolamento comunale. Per non parlare dei temi quali la caccia, l'inquinamento, l'erosione costiera che non hanno mai trovato una sponda a Palazzo San Domenico. Emblematico il caso del Piano per la mobilità sostenibile (Pums) di cui cui si sono perse le tracce anni fa».

«Ritornando all'articolo scientifico, esso si è concentrato sull'analisi della diversità della vegetazione forestale nelle aree urbane della Puglia. È stato censito un totale di 55 specie arboree e arbustive, con una predominanza di taxa appartenenti alle famiglie delle Fagaceae, Rosaceae, Oleaceae e Lamiaceae. L'analisi corologica ha evidenziato una forte prevalenza di specie autoctone, selezionate per la loro adattabilità alle condizioni termo-mediterranee, l'elevata resilienza climatica e la capacità di fornire servizi ecosistemici, tra cui la regolazione del microclima, la gestione delle acque meteoriche e il supporto alla biodiversità urbana. Il genere Quercus emerge come il più rappresentato, con otto taxa. La sua predominanza riflette non solo la sua versatilità ecologica in diverse condizioni pedoclimatiche, ma anche il suo forte significato culturale e paesaggistico nel territorio pugliese, dove le querce rappresentano un elemento chiave dell'identità del paesaggio forestale tradizionale».
L'articolo afferma che «Nel complesso, i risultati sottolineano l'importanza di integrare le conoscenze ecologiche, fitopatologiche e di pianificazione urbana nella progettazione e gestione delle foreste urbane. Tale integrazione è essenziale per massimizzare le prestazioni ecologiche a lungo termine, migliorare la resilienza urbana ai cambiamenti climatici e rafforzare le dimensioni sociali e culturali delle infrastrutture verdi nelle città mediterranee».

«Concordiamo con quanto asserito dagli studiosi, ma facciamo fatica ad immaginare "infrastrutture verdi" e "foreste urbane" a Bisceglie. Non solo perché il concetto di biodiversità vegetale è sconosciuto (si continuano a piantare le solite querce), ma anche perché c'è scarsa attenzione alla cura degli esemplari. Lo dimostrano i disseccamenti degli stessi lecci di recente piantumazione e anche di quelli secolari (anche a causa degli attacchi parassitari della cocciniglia Kermes vermilio), di centinaia di palme Chamaerops excelsa (per le quali si spesero 20.000 euro) e il taglio indiscriminato di centinaia di Pinus. Ribadiamo che è necessario avere consapevolezza del ruolo strategico delle infrastrutture verdi urbane nel mitigare gli impatti negativi dell'urbanizzazione e dei cambiamenti climatici. Ci sentiamo in dovere di ringraziare gli autori per il pregevole studio, che in conclusione sottolineano: "La pianificazione futura dovrebbe rafforzare la collaborazione interdisciplinare tra ecologi, urbanisti e responsabili politici per garantire che la selezione delle specie, la progettazione degli impianti e le pratiche di gestione siano coerenti con le condizioni ecologiche locali e con gli obiettivi di resilienza climatica a lungo termine"».

«Purtroppo, l'assenza di concertazione con le associazioni ambientaliste e lo sconcertante silenzio dell'amministrazione Angarano oggi pone un serio ostacolo alle alla realizzazione delle nostre proposte di sostenibilità ambientale. Nonostante la situazione precaria dei parchi cittadini, hanno bocciato due nostre proposte di gestione delle due aree verdi costiere di via Capitini, che le avrebbero reso fruibili a beneficio dell'ambiente e della comunità. Anche per questi motivi, all'inizio del 2026, avevamo richiesto le dimissioni dell'assessora Monterisi, poi rassegnate. Ora è giunto il momento che ci sia un rinnovamento di tutta la classe dirigente cittadina, affinché si doni alla nostra comunità la speranza di credere a un futuro sostenibile» ha concluso Pro Natura nella nota.
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