
Cultura
Aurora Tamigio presenta "Otto ragazze" alle Vecchie Segherie Mastrototaro
L'appuntamento è per giovedì 22 ottobre a Bisceglie
Bisceglie - martedì 20 ottobre 2026
14.47
Le Vecchie Segherie Mastrototaro di Bisceglie continuano ad arricchire la propria stagione culturale con un nuovo, attesissimo incontro letterario. Giovedì 22 ottobre, alle ore 19.00, la libreria ospiterà Aurora Tamigio per la presentazione del suo nuovo romanzo "Otto ragazze".
L'evento, organizzato in collaborazione con Letture intorno al Braciere, vedrà l'autrice in dialogo con Adriana Nardò per esplorare le dinamiche profonde che uniscono donne di generazioni diverse.
Un esperimento di co-residenza nel cuore di Milano
Cosa significa davvero scegliere i propri legami e costruire una famiglia al di fuori delle convenzioni? In un mondo che ridefinisce continuamente i concetti di casa e appartenenza, un'utopia tutta al femminile apre le sue porte per raccontare la forza dirompente della solidarietà tra donne.
La narrazione prende vita a Villa Debora, una dimora Liberty un po' sfiorita che diventa il teatro di un progetto rivoluzionario guidato da Sara: un modello di abitazione condivisa per donne sole o in difficoltà, pensato come luogo di supporto reciproco, cura e rinascita. Attraverso gli occhi della quattordicenne Argenta, figlia di Sara, il pubblico viene introdotto nelle stanze della villa dove arrivano le prime ospiti, tra cui Valeria, in fuga da un marito violento, e sua figlia Adele. Nonostante le nette diversità caratteriali, il carattere timido e stravagante di Argenta opposto a quello rumoroso e schietto di Adele, tra le due ragazze si sviluppa un'intensa complicità, destinata a diventare il perno di una profonda trasformazione personale.
L'esplorazione delle nuove parentele e la forza del racconto
Dopo il grande successo del romanzo d'esordio "Il cognome delle donne", Aurora Tamigio firma una storia intensa che indaga come le nuove forme di parentela stiano ridefinendo il concetto stesso di famiglia.
Quando l'equilibrio apparentemente perfetto dell'utopia domestica comincia a vacillare, Argenta e Adele si trovano a interrogarsi sulle regole imposte, sul rapporto con le proprie madri e sul valore di una sorellanza costruita per scelta.
A fare da spettatrice silenziosa e partecipe è la stessa Villa Debora, custode dei segreti e dei desideri di ciascuna protagonista, per un appuntamento culturale che promette di incuriosire i lettori.
L'evento, organizzato in collaborazione con Letture intorno al Braciere, vedrà l'autrice in dialogo con Adriana Nardò per esplorare le dinamiche profonde che uniscono donne di generazioni diverse.
Un esperimento di co-residenza nel cuore di Milano
Cosa significa davvero scegliere i propri legami e costruire una famiglia al di fuori delle convenzioni? In un mondo che ridefinisce continuamente i concetti di casa e appartenenza, un'utopia tutta al femminile apre le sue porte per raccontare la forza dirompente della solidarietà tra donne.
La narrazione prende vita a Villa Debora, una dimora Liberty un po' sfiorita che diventa il teatro di un progetto rivoluzionario guidato da Sara: un modello di abitazione condivisa per donne sole o in difficoltà, pensato come luogo di supporto reciproco, cura e rinascita. Attraverso gli occhi della quattordicenne Argenta, figlia di Sara, il pubblico viene introdotto nelle stanze della villa dove arrivano le prime ospiti, tra cui Valeria, in fuga da un marito violento, e sua figlia Adele. Nonostante le nette diversità caratteriali, il carattere timido e stravagante di Argenta opposto a quello rumoroso e schietto di Adele, tra le due ragazze si sviluppa un'intensa complicità, destinata a diventare il perno di una profonda trasformazione personale.
L'esplorazione delle nuove parentele e la forza del racconto
Dopo il grande successo del romanzo d'esordio "Il cognome delle donne", Aurora Tamigio firma una storia intensa che indaga come le nuove forme di parentela stiano ridefinendo il concetto stesso di famiglia.
Quando l'equilibrio apparentemente perfetto dell'utopia domestica comincia a vacillare, Argenta e Adele si trovano a interrogarsi sulle regole imposte, sul rapporto con le proprie madri e sul valore di una sorellanza costruita per scelta.
A fare da spettatrice silenziosa e partecipe è la stessa Villa Debora, custode dei segreti e dei desideri di ciascuna protagonista, per un appuntamento culturale che promette di incuriosire i lettori.


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