
Cronaca
Morte Alessia Ferrante, il chirurgo condannato a 3 anni di reclusione
L'influencer biscegliese è deceduta il 10 aprile del 2020 prima di un intervento di liposuzione per un arresto cardiaco
Bisceglie - mercoledì 14 ottobre 2026
18.00
Tre anni di reclusione. È la pena a cui è stato condannato il chirurgo plastico Francesco Reho, l'imputato per la morte dell'influencer biscegliese Alessia Ferrante. La 37enne si sarebbe dovuta sottoporre a un intervento di liposuzione (asportazione di tessuto adiposo) in un poliambulatorio di Monopoli il 10 aprile del 2020: la tesi avanzata dall'accusa è stata quella del sovradosaggio anestetico somministrato prima dell'operazione, che avrebbe causato alla donna un arresto cardiaco.
La condanna è stata stabilita dal giudice monocratico di Bari Antonio Coscia. La pm che ha indagato sul caso, Carla Spagnuolo, aveva chiesto la condanna a 2 anni di reclusione con pena sospesa.
«Le sentenze si rispettano e quando ingiuste, come in questo caso, si impugnano» è la dichiarazione resa nota dal difensore dell'imputato. «È singolare inoltre che l'odierna decisione arrivi dopo una perizia non solo inattendibile nel metodo e infondata nel merito, ma redatta, per i profili medico-legali, da un medico appartenente alla scuola di specializzazione diretta proprio dal consulente della parte civile, ancorché poi revocata. Non esiteremo naturalmente a chiedere quanto prima alla Corte di Appello di porre rimedio a quanto, davvero irragionevolmente, accaduto» ha aggiunto l'avvocato Roberto Eustachio Sisto.
La condanna è stata stabilita dal giudice monocratico di Bari Antonio Coscia. La pm che ha indagato sul caso, Carla Spagnuolo, aveva chiesto la condanna a 2 anni di reclusione con pena sospesa.
«Le sentenze si rispettano e quando ingiuste, come in questo caso, si impugnano» è la dichiarazione resa nota dal difensore dell'imputato. «È singolare inoltre che l'odierna decisione arrivi dopo una perizia non solo inattendibile nel metodo e infondata nel merito, ma redatta, per i profili medico-legali, da un medico appartenente alla scuola di specializzazione diretta proprio dal consulente della parte civile, ancorché poi revocata. Non esiteremo naturalmente a chiedere quanto prima alla Corte di Appello di porre rimedio a quanto, davvero irragionevolmente, accaduto» ha aggiunto l'avvocato Roberto Eustachio Sisto.


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