
Cultura
Chiara Tagliaferri apre gli appuntamenti di luglio alle Vecchie Segherie Mastrototaro
La scrittrice ha presentato nella serata di venerdì 3 luglio il suo nuovo libro "Arkansas. Storia di mia figlia"
Bisceglie - sabato 4 luglio 2026
12.19
Una vicenda privata trasformata in letteratura per sottolinearne il significato politico, il coraggio di una scelta ostacolata anche dalla legge. Chiara Tagliaferri racconta nel suo nuovo libro "Arkansas. Storia di mia figlia" il percorso tortuoso affrontato per diventare madre, dopo una diagnosi di menopausa precoce.
Il viaggio ha portato la scrittrice a confrontarsi con la GPA, la Gestazione per altri giungendo sino in Arkansas ed incrociando la sua vita con quella di Daisy, la donna come la definisce l'autrice "luminosa" che porterà in grembo sua figlia.
Tanti i temi affrontati durante la presentazione alle Vecchie Segherie nella serata di venerdì 3 luglio, dalle diverse considerazioni sulla GPA e dal dibattito sul diritto all'autodeterminazione sino alla necessità di doversi nascondere a causa della Legge Varchi che nel novembre 2024 ha iscritto la GPA ai "reati universali", rendendola dunque perseguibile penalmente con un periodo di reclusione da 3 mesi a 2 anni e una pena pecuniaria.
«Questo è un memoir in cui racconto l'avvicinamento alla maternità e alla possibilità di diventare genitori per me e mio marito grazie ad un percorso di Gestazione per Altri, avvenuto 8 mesi prima che la legge Varchi in Italia stabilisse che far venire al mondo un bambino con questo percorso era un reato universale, paragonato quindi al genocidio, alla pedofilia, ai crimini di guerra e alla tratta degli esseri umani. È piuttosto assurdo pensare che in Italia non è reato universale uccidere un bambino ma lo è farlo nascere - ha dichiarato Tagliaferri a margine dell'evento -. Dunque raccontare una storia di desiderio e amore di una bambina che è venuta al mondo nell'amore, mi sembrava un gesto importante perché una storia così privata è anche una storia politica, perché è una storia che rivendica il diritto di poter diventare genitori usufruendo di questo percorso grazie alle donne meravigliose come a nostra gestante che ha offerto la sua capacità generativa a noi che non l'avevamo e ha deciso di donarci questa possibilità di vita in maniera libera e consapevole, in un posto, l'America dove la GPA è normata con grande trasparenza. Non serve criminalizzare, serve normare».
L'invito da parte dell'autrice ad abitare tutte le storie, in particolare quelle più profonde: «Bisogna immaginare questa come una delle tante possibilità: le storie devono sempre essere abitate prima di essere giudicate e i libri servono proprio a questo, ad entrare dentro mondi magari anche molto lontani da quello che immagini o che pensi, ma mettersi in ascolto è sempre interessante».
Il viaggio ha portato la scrittrice a confrontarsi con la GPA, la Gestazione per altri giungendo sino in Arkansas ed incrociando la sua vita con quella di Daisy, la donna come la definisce l'autrice "luminosa" che porterà in grembo sua figlia.
Tanti i temi affrontati durante la presentazione alle Vecchie Segherie nella serata di venerdì 3 luglio, dalle diverse considerazioni sulla GPA e dal dibattito sul diritto all'autodeterminazione sino alla necessità di doversi nascondere a causa della Legge Varchi che nel novembre 2024 ha iscritto la GPA ai "reati universali", rendendola dunque perseguibile penalmente con un periodo di reclusione da 3 mesi a 2 anni e una pena pecuniaria.
«Questo è un memoir in cui racconto l'avvicinamento alla maternità e alla possibilità di diventare genitori per me e mio marito grazie ad un percorso di Gestazione per Altri, avvenuto 8 mesi prima che la legge Varchi in Italia stabilisse che far venire al mondo un bambino con questo percorso era un reato universale, paragonato quindi al genocidio, alla pedofilia, ai crimini di guerra e alla tratta degli esseri umani. È piuttosto assurdo pensare che in Italia non è reato universale uccidere un bambino ma lo è farlo nascere - ha dichiarato Tagliaferri a margine dell'evento -. Dunque raccontare una storia di desiderio e amore di una bambina che è venuta al mondo nell'amore, mi sembrava un gesto importante perché una storia così privata è anche una storia politica, perché è una storia che rivendica il diritto di poter diventare genitori usufruendo di questo percorso grazie alle donne meravigliose come a nostra gestante che ha offerto la sua capacità generativa a noi che non l'avevamo e ha deciso di donarci questa possibilità di vita in maniera libera e consapevole, in un posto, l'America dove la GPA è normata con grande trasparenza. Non serve criminalizzare, serve normare».
L'invito da parte dell'autrice ad abitare tutte le storie, in particolare quelle più profonde: «Bisogna immaginare questa come una delle tante possibilità: le storie devono sempre essere abitate prima di essere giudicate e i libri servono proprio a questo, ad entrare dentro mondi magari anche molto lontani da quello che immagini o che pensi, ma mettersi in ascolto è sempre interessante».


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