Il ministro Schillaci e il sottosegretario Gemmato
Il ministro Schillaci e il sottosegretario Gemmato
Attualità

Firmato l'accordo di programma per il nuovo ospedale del nord barese

Lo stato garantirà gran parte degli oltre 192 milioni di euro necessari alla realizzazione

Il ministro della salute Orazio Schillaci ha sottoscritto nella giornata di giovedì 25 maggio l'accordo di programma con la Regione Puglia per il completamento del nuovo ospedale San Cataldo di Taranto e per la realizzazione del nuovo ospedale del nord barese.

Alla firma erano presenti il sottosegretario alla salute Marcello Gemmato e alcuni parlamentari pugliesi.

«L'accordo di programma formalizzato assegna un finanziamento di quasi 300 milioni di euro alla Regione Puglia, per dotare la comunità pugliese di due importanti presidi ospedalieri, strategici per il potenziamento della sanità pubblica territoriale» ha spiegato il ministro Schillaci. «Si tratta di risorse necessarie al completamento degli interventi previsti dal programma straordinario di investimenti in edilizia e tecnologie sanitarie (ex articolo 20 della Legge 67/1988), che consentiranno di erogare un'offerta di salute più completa, innovativa e vicina ai cittadini. È solo l'inizio di un percorso per razionalizzare gli interventi strutturali destinati alle Regioni e valorizzare il nostro servizio sanitario nazionale, nel giusto bilanciamento tra assistenza ospedaliera e territoriale».

La sottoscrizione consente di sbloccare i fondi necessari all'ultimazione e alla fornitura di arredi e attrezzature per il nuovo ospedale San Cataldo di Taranto, per il quale sono stati stanziati 105 milioni di euro e alla costruzione del nuovo ospedale del nord barese per un finanziamento di 192.5 milioni di euro. Entrambi i finanziamenti sono coperti per il 95% da fondi statali, le restanti risorse saranno erogate dalla Regione.

«È una giornata molto importante – ha commentato il sottosegretario Gemmato - perché con la firma di questo accordo si ufficializza l'atteso potenziamento della sanità pubblica pugliese. Ringrazio per questo il Ministro Schillaci che, insieme al Governo Meloni, si impegnano a dotare di ulteriori fondi la sanità della Regione Puglia, per garantire ai pugliesi servizi sanitari sempre più di qualità, innovativi e di prossimità. Siamo al fianco della Regione Puglia per sostenere e indirizzare gli investimenti in sanità nel modo più razionale ed efficiente possibile, con spirito collaborativo e il comune obiettivo di assicurare maggiore e migliore assistenza sanitaria ai cittadini».

Il nuovo ospedale San Cataldo, che subentrerà all'ospedale Santissima Annunziata di Taranto, svolgerà un ruolo strategico nell'ambito della rete ospedaliera pugliese quale Dipartimento emergenza e accettazione di secondo livello. Il presidio ospedaliero sarà, infatti, coinvolto nelle maggiori reti tempo-dipendenti, operando come hub per la rete cardiologica, dell'ictus e del trauma. Sono inoltre previste altre discipline di alta specialità, quali la chirurgia vascolare; la neurochirurgia; la chirurgia toracica; la terapia intensiva neonatale. L'intervento di completamento consentirà di dotare l'ospedale di apparecchiature moderne e innovative da destinare ai reparti di radiologia, rianimazione e terapia intensiva, medicina nucleare, emodinamica, pediatria, radioterapia, dialisi, terapia intensiva neonatale, Utic, sale operatorie e sale parto. Tecnologie che consentiranno all'ospedale di essere all'avanguardia e affrontare la sfida della transizione digitale offrendo ai cittadini servizi innovativi e avanzati.

Il nuovo ospedale del nord barese nascerà in territorio di Bisceglie, al confine con Molfetta (sotto la competenza dell'Asl Bat), con una dotazione di circa 250 posti letto. La struttura consentirà di potenziare la rete dell'emergenza-urgenza e ampliare e diversificare l'offerta sanitaria ai cittadini nell'area del nord barese. La struttura svolgerà un ruolo strategico nell'ambito della rete ospedaliera pugliese come Dea di primo livello e al proprio interno assicurerà tra l'altro diverse discipline tra cui cardiologia, con l'unità operativa di terapia intensiva cardiologica (Utic), malattie endocrine, medicina interna, psichiatria, terapie intensiva, geriatria, ortopedia, ostetricia e ginecologia e pediatria.
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