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Economia e lavoro

Flai, Fai e Uila chiedono all'Inps la ripresa degli incontri della rete del lavoro agricolo di qualità

Le riunioni erano state interrotte per ragioni organizzative e a causa dell'emergenza epidemiologica

La conclusione del periodo di lockdown ha garantito la graduale ripresa di gran parte delle attività e dei servizi. Per questo le sigle sindacali Flai, Fai e Uila hanno chiesto alla direzione provinciale dell'Inps la convocazione di una riunione della Rete del lavoro agricolo di qualità. L'ultima riunione si è tenuta il 19 dicembre scorso; in seguito, per ragioni organizzative e per motivi inerenti alle restrizioni per il contenimento dell'emergenza epidemiologica, non si sono svolti ulteriori incontri.

Le associazioni, che rappresentano i lavoratori del comparto agricolo, si erano già attivate con una prima comunicazione all'ente previdenziale datata 5 giugno, con la quale era stato espresso l'auspicio di una consultazione in videoconferenza. Lo scorso 30 giugno, i segretari generali di Flai Cgil Bat (Gaetano Riglietti), Fai Cisl Bari-Bat (Pasquale Fiore) e Uila Bari-Bat (Pietro Buongiorno) sono tornati a scrivere all'Inps sollecitando la ripresa delle riunioni.

«Non comprendiamo le ragioni per le quali non si riprendano le riunioni della Rete del lavoro agricolo di qualità. Avremmo potuto - anche in video conferenza - continuare il confronto avviato o comunque organizzare un tavolo nel pieno rispetto di tutte le norme di contenimento del contagio e osservando le regole dettate dall'emergenza sanitaria come il distanziamento sociale. E, invece, non solo non ci incontriamo ma non riceviamo neanche alcuna risposta alle nostre istanze. Abbiamo inviato la mail di sollecito per conoscenza anche al Prefetto della Bat Maurizio Valiante che dunque è informato di quanto sta accadendo», hanno affermato Riglietti, Fiore e Buongiorno.

I tre, sottolineando ulteriormente l'importanza di un confronto e l'utilità della rete, hanno aggiunto: «La Rete è uno strumento necessario per trovare soluzioni contro il lavoro nero e lo sfruttamento dei braccianti nelle campagne ed è prevista nella legge del 29 ottobre del 2016, la 199, ribattezzata "anti-caporali". Con la Rete si potrebbe andare anche oltre l'azione repressiva e di denuncia e fare un concreto salto di qualità per liberare definitivamente il settore agricolo da questa piaga, ridando dignità alle lavoratrici e ai lavoratori agricoli. Ma per fare ciò è necessario che torni a funzionare al più presto e per questo abbiamo scritto all'Inps perché serve che subito il tavolo della Rete del lavoro agricolo di qualità si riunisca, anche in vista delle campagne in essere e altre ormai prossime».

Buongiorno, in particolare, ha dato risalto all'importanza alla valorizzazione dei nodi territoriali della Rete e ha auspicato la ripresa delle riunioni: «Le sezioni territoriali sono uno strumento importantissimo anche in considerazione delle specificità dei diversi contesti, affinché ci sia una filiera produttiva eticamente orientata per individuare modalità sperimentali di intermediazione fra domanda e offerta di lavoro nel settore agricolo e per creare funzionali ed efficienti forme di organizzazione del trasporto dei lavoratori. Sollecitiamo quindi tutti i direttori delle sedi Inps provinciali a convocare con immediatezza tutte le sezioni, al fine di dare gambe al progetto e iniziare, da un lato, a pianificare azioni mirate di contrasto allo sfruttamento della manodopera e, dall'altro, a valorizzare le imprese virtuose che rispettano le regole, affinché alla qualità dei prodotti tipici corrisponda anche la qualità del lavoro».
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