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Igiene urbana, Libera il Futuro: «Comune controlla gestore? Quante penali comminate?»

Arena e Amendolagine: «Servono trasparenza e chiarezza sul servizio»

Sul servizio di igiene urbana mancano trasparenza e chiarezza. Tanti cittadini e imprese responsabili sopportano la prepotenza degli incivili che abbandonano i rifiuti in città e nell'agro, subiscono l'arroganza degli evasori TARI, pagano l'inerzia (ci smentiscano, carte alla mano!) di controlli sul gestore da parte del Comune.

Per far luce sullo stato pietoso della nostra città, al limite dell'emergenza ambientale acuita dalla chiusura (speriamo ancora per poco) dei centri di raccolta, abbiamo chiesto documenti e dati di diversa tipologia. In particolare:
  • il dettaglio dei singoli servizi di raccolta e pulizia, previsti da capitolato di gara, con indicazione del numero di interventi e del numero di personale impiegato;
  • i dati definitivi della raccolta differenziata del 2025;
  • il numero delle segnalazioni inviate dai cittadini, la loro georeferenziazione e lo stato della loro risoluzione;
  • documenti e dati sulle contestazioni avanzate dal Comune verso il gestore per il non rispetto del capitolato tecnico, sulle penali comminate per singola inadempienza, sull'ammontare delle penali e sulla destinazione delle eventuali trattenute.
Sui primi tre punti già negli scorsi anni, abbiamo avanzato istanze di accesso civico senza ottenere riscontro, in violazione del Codice della trasparenza. Le risposte alla quarta istanza saranno essenziali per capire come e se il Comune ha esercitato e sta esercitando la funzione di controllo sul gestore del servizio.

«Probabilmente i cittadini non sanno - afferma Vincenzo Arena, presidente di Libera il futuro - che in capitolato sono previste penali, anche salate, o la revoca dell'appalto nei casi più gravi, se il gestore:
  • non fornisce i sacchetti compostabili,
  • non raggiunge gli obiettivi minimi di differenziata,
  • non gestisce correttamente il flusso di recupero dei rifiuti,
  • non esegue, in tutto o in parte, i singoli servizi di raccolta e pulizia,
  • esegue in modalità difforme dal capitolato, in parte o in tutto, i servizi di raccolta o pulizia,
  • non consegna puntualmente i report di attività,
  • non garantisce l'adeguatezza degli automezzi e l'attivazione dei GPS sugli stessi,
  • non pulisce puntualmente i contenitori o non sostituisce quelli danneggiati per uso improprio dagli operatori,
  • non garantisce un corretto comportamento con cittadini e imprese nell'erogazione dei servizi,
  • non gestisce i centri di raccolta in linea con le normative ambientali, le prescrizioni del capitolato e del contratto.»
«Vorremmo sapere - continua Arena - se sono state avanzate contestazioni dal Comune su questi aspetti al gestore e quante e quali penali sono state comminate. A quanto ammontano le somme trattenute? Come verranno riutilizzate? Ci sarà (ne dubitiamo) uno sconto TARI?»

«Secondo nostri calcoli (orientativi e prospettici, occorre dirlo) - afferma Enzo Amendolagine di Libera il futuro - La chiusura delle isole ecologiche ha costituito un risparmio fra costi diretti e indiretti (per il mancato conferimento e smaltimento) di circa 80.000 euro. Come saranno riallocate le risorse? A quali attività sono stati riassegnati gli operatori in questo periodo di inattività delle isole?»

«Attendiamo risposte nei tempi previsti dalla legge ai quesiti. - Rincara Arena - Il Comune rendiconti in modo trasparente quali azioni di controllo e sanzione ha messo in campo. In alternativa, valuteremo azioni presso la giustizia amministrativa a garanzia della trasparenza, dell'efficienza, dell'efficacia e dell'economicità dell'operato dell'amministrazione».

«Proponiamo - concludono Arena e Amendolagine - anche lo sviluppo e l'attivazione di un sistema digitale di raccolta di segnalazioni da parte dei cittadini che consenta di monitorare e verificare le inadempienze del gestore e comminare le eventuali penali. Questo contratto di servizio potrebbe durare ancora per due anni, se non dovesse partire la gara dell'ARO. Il Comune ha il dovere di controllarlo in modo stringente, di farlo funzionare al meglio, di pretendere anche extra servizi (isole mobili, ad esempio) visto quanto costa a cittadini e aziende».
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