L'aula consiliare di Palazzo San Domenico
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Economia e lavoro

L'amministrazione comunale incontra i rappresentanti del comparto pesca

Il documento condiviso sarà trasmesso al ministro Bellanova e al presidente della regione Emiliano. Martedì manifestazione a Bari

Nella mattinata di lunedì 7 ottobre si è svolto a Palazzo San Domenico, in sala consiliare, un incontro tra i rappresentanti dell'amministrazione comunale di Bisceglie e una delegazione di rappresentanti del comparto pesca della città, alla presenza dei referenti regionali di Legacoop (Angelo Petruzzella) e di Fedagri Pesca (Vincenzo Patruno).

Gli assessori Naglieri e Parisi, preso atto dello stato di agitazione in corso, iniziato il 26 settembre 2019, a cui aderisce l'intero comparto della marineria biscegliese, unitamente ad altre pugliesi e del bacino del Mediterraneo, nell'evidenziare l'importanza e la centralità del settore ittico e delle economie del mare, hanno posto l'attenzione sull'opportunità che vengano avviate le procedure necessarie per porre sotto tutela il reddito dell'intera categoria lavorativa, ad oggi compromesso per buona parte dagli effetti nefasti collegati all'attuazione delle norme e delle disposizioni cogenti, tra le quali quelle del Regolamento comunitario n° 1967 del 2006, che ha imposto il divieto di pesca entro le tre miglia dalla costa e l'utilizzo di reti a maglia quadra di 40 millimetri o romboidale di 50 millimetri.

«L'Unione Europea - hanno spiegato gli assessori Naglieri e Parisi - nell'equiparare i grandi mari del Nord Europa e l'Oceano Atlantico a bacini più piccoli, con bassi fondali, come il mare Mediterraneo e in particolare il mare Adriatico, ha di fatto sbilanciato il valore della competitività delle nostre marinerie, compromesso da un reale impoverimento delle risorse ittiche del mare Adriatico, quindi, registrando da più anni un disequilibrio fra la capacità di ripopolamento del nostro mare rispetto allo sforzo di pesca praticato, a causa della desertificazione dei fondali, con il quale i pescatori sono oggi costretti a misurarsi».

Queste le richieste urgenti condivise e formulate:
  • Adozione di un fermo pesca prolungato, non inferiore a 6 mesi, nell'intera fascia Adriatica, con il riconoscimento di un'indennità di cassa integrazione che compensi il mancato reddito;
  • Attivazione di sperimentazioni scientifiche e tecniche che consentano l'impiego dei natanti e del personale di bordo, dirette, in concomitanza con gli istituti scientifici riconosciuti a livello nazionale ed europeo, al monitoraggio delle specie del mare, alla bonifica dei fondali, alla preservazione della biodiversità delle specie ittiche;
  • Aumento della quota Tac (Totale ammissibile di cattura) del tonno rosso al 10%;
  • Introduzione della licenza di pesca in mare a pagamento, ovvero, di un sistema che permetta di accertare in maniera realistica il numero dei pescatori sportivi e il quantitativo del pesce pescato;
  • Marcatura obbligatoria del pescato degli sportivo-ricreativi, come misura volta a garantire una maggiore tracciabilità del prodotto e, soprattutto, un efficace contrasto al fenomeno della vendita illegale del pescato da parte dei pescatori non professionali.
Le istanze condivise saranno trasmesse al ministero delle politiche agricole e della pesca, all'attenzione del ministro Teresa Bellanova, e consegnate al governatore della regione Puglia Michele Emiliano.

La protesta dei pescatori proseguirà martedì 8 ottobre a Bari, con un corteo che partirà alle ore 9 dal Molo San Nicola e proseguirà fino al Porto di Bari (ingresso di fronte all'Autorità Portuale). L'amministrazione della città porrà a proprie spese un pullman che accompagnerà i marinai biscegliesi a Bari.
  • pesca Bisceglie
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