
Cultura
Mario Tozzi alle Vecchie Segherie Mastrototaro con "Caro Sapiens" - L'INTERVISTA
«Dieci lettere dalla Terra ai Sapiens: pensiamo che la Terra non abbia voce, in realtà ci parla ma noi non ascoltiamo» ha commentato il divulgatore
Bisceglie - sabato 10 gennaio 2026
13.13
Dieci lettere scritte dalla Terra indirizzate a quei Sapiens che troppo spesso la abitano senza ascoltare i suoi suoni e senza dare importanza ai suoi gesti. Sapiens spesso troppo occupati nel progresso a tal punto da scordarsi di rispettare il loro stesso habitat, che ha permesso a loro la vita. Di questo e molto altro ha scritto il divulgatore scientifico Mario Tozzi in "Caro Sapiens - La storia della Terra e le scelte dell'umanità", presentato nella serata di venerdì 9 gennaio negli spazi delle Vecchie Segherie Mastrototaro, inaugurando il calendario 2026 della libreria.
«Dico nel libro che la Terra non ha voce quindi ho pensato di dargliela io con queste dieci lettere scritte dal pianeta ai Sapiens. Ma in realtà la Terra ci ha parlato, ha lasciato tanti segni, tante testimonianze che solo noi non abbiamo voluto leggere e anzi continuiamo a non voler leggere - ha dichiarato Tozzi -. Pensiamo che sia un pianeta dalle risorse illimitate ma non è così. A vedere bene i segni della Terra li potevamo interpretare anche prima».
Diversi i temi toccati durante la serata, moderata da Bartolo Cozzoli e organizzata in collaborazione con il Festival 42 Gradi. Dalla Groenlandia ai cambiamenti climatici, passando attraverso le nuove strategie per pensare e ripensare un futuro più verde e sostenibile.
«Il Sapiens continua a fare come vuole, a lui non interessano le conseguenze. Il Sapiens pensa al subito, vuole avere quanto più possibile tutto lì a sua disposizione. È fondamentalmente una specie fatta da individui egoisti prevaricatori e prepotenti, però ha fatto anche cose meravigliose come creazioni d'arte, poesia, letteratura. Tante applicazioni dell'immaginazione e dell'intelligenza. Insomma la Terra è affezionata al Sapiens però lui potrebbe anche cercare di muoversi in un'altra maniera così si guadagnerebbe il titolo di "sapiens"» ha poi concluso il ricercatore.
«Dico nel libro che la Terra non ha voce quindi ho pensato di dargliela io con queste dieci lettere scritte dal pianeta ai Sapiens. Ma in realtà la Terra ci ha parlato, ha lasciato tanti segni, tante testimonianze che solo noi non abbiamo voluto leggere e anzi continuiamo a non voler leggere - ha dichiarato Tozzi -. Pensiamo che sia un pianeta dalle risorse illimitate ma non è così. A vedere bene i segni della Terra li potevamo interpretare anche prima».
Diversi i temi toccati durante la serata, moderata da Bartolo Cozzoli e organizzata in collaborazione con il Festival 42 Gradi. Dalla Groenlandia ai cambiamenti climatici, passando attraverso le nuove strategie per pensare e ripensare un futuro più verde e sostenibile.
«Il Sapiens continua a fare come vuole, a lui non interessano le conseguenze. Il Sapiens pensa al subito, vuole avere quanto più possibile tutto lì a sua disposizione. È fondamentalmente una specie fatta da individui egoisti prevaricatori e prepotenti, però ha fatto anche cose meravigliose come creazioni d'arte, poesia, letteratura. Tante applicazioni dell'immaginazione e dell'intelligenza. Insomma la Terra è affezionata al Sapiens però lui potrebbe anche cercare di muoversi in un'altra maniera così si guadagnerebbe il titolo di "sapiens"» ha poi concluso il ricercatore.
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