
Cronaca
Mino Racanati scomparso, potenziate ulteriormente le ricerche nel fiume Trigno
Supporto del reparto operativo aeronavale e delle unità cinofile della guardia finanza
Bisceglie - martedì 7 aprile 2026
20.30
Da martedì 7 aprile sono state ulteriormente potenziate le ricerche nel fiume Trigno per ritrovare Mino Racanati e la sua auto. Il 53enne biscegliese risulta disperso da giovedì, a seguito del crollo del ponte sulla statale 16 Adriatica in territorio di Montenero di Bisaccia al confine tra il Molise e l'Abruzzo.
Il personale del reparto operativo aeronavale e le unità cinofile della guardia di finanza hanno cominciato ad affiancare i vigili del fuoco e la capitaneria di porto di Termoli per le attività anche a terra: la stessa guardia costiera ha raddoppiato i mezzi per le ricerche. La foce del corso d'acqua è scandagliata palmo a palmo dai nuclei sommozzatori, con strumentazione per monitorare i fondali delle acque torbide, dal nucleo Sapr per la perlustrazione con droni delle zone più difficilmente accessibili, dal Saf (speleo alpino fluviali) per la perlustrazione delle rive fangose. «Oltre alla motovedetta, ora c'è anche un battello più piccolo che riesce ad avvicinarsi molto di più alla costa per controllare meglio le zone» ha rivelato il comandante della guardia costiera di Termoli Giuseppe Panico all'Ansa. Si sta anche lavorando per sgomberare la zona e le rive da arbusti e residui trasportati dall'ondata di maltempo.
Mercoledì 8 aprile si raggiungerà una settimana dal tragico evento: finora, gli operatori hanno rinvenuto solo la targa della Fiat Bravo su cui era a bordo il biscegliese e il paraurti staccato.
Il personale del reparto operativo aeronavale e le unità cinofile della guardia di finanza hanno cominciato ad affiancare i vigili del fuoco e la capitaneria di porto di Termoli per le attività anche a terra: la stessa guardia costiera ha raddoppiato i mezzi per le ricerche. La foce del corso d'acqua è scandagliata palmo a palmo dai nuclei sommozzatori, con strumentazione per monitorare i fondali delle acque torbide, dal nucleo Sapr per la perlustrazione con droni delle zone più difficilmente accessibili, dal Saf (speleo alpino fluviali) per la perlustrazione delle rive fangose. «Oltre alla motovedetta, ora c'è anche un battello più piccolo che riesce ad avvicinarsi molto di più alla costa per controllare meglio le zone» ha rivelato il comandante della guardia costiera di Termoli Giuseppe Panico all'Ansa. Si sta anche lavorando per sgomberare la zona e le rive da arbusti e residui trasportati dall'ondata di maltempo.
Mercoledì 8 aprile si raggiungerà una settimana dal tragico evento: finora, gli operatori hanno rinvenuto solo la targa della Fiat Bravo su cui era a bordo il biscegliese e il paraurti staccato.


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