
Politica
Referendum sulla Giustizia, Boccia: «Si decide tra Costituzione e potere senza limiti»
La nota del presidente dei senatori del Pd
Bisceglie - lunedì 23 febbraio 2026
9.22 Comunicato Stampa
«Il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo è la scelta più importante della legislatura. Non è uno scontro tra destra e sinistra, ma un passaggio decisivo sull'equilibrio tra i poteri e sulla qualità della nostra democrazia costituzionale». Così sul suo profilo Facebook il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia.
«In questi tre anni il governo guidato da Giorgia Meloni ha avviato un percorso di riforme che ha inciso sull'assetto istituzionale: prima il premierato, poi l'autonomia differenziata. Oggi - prosegue - resta sul terreno la riforma costituzionale sulla giustizia, che interviene su sette articoli della Carta e sull'equilibrio tra Parlamento, magistratura ed esecutivo. Non è un intervento tecnico. È una scelta politica che la maggioranza ha imposto senza modifiche, trasformandola in una prova di forza».
«Per questo - dice ancora Boccia - il referendum sarà anche un giudizio sul governo che quella riforma l'ha voluta e imposta. In queste settimane, mentre in Italia si discute di limiti e contrappesi, negli Stati Uniti la Corte Suprema è intervenuta nel contenzioso sui dazi imposti da Donald Trump, riaffermando che nessun Presidente è al di sopra della legge. È un principio essenziale: il potere esecutivo deve avere limiti chiari e controlli effettivi».
«La forza dello Stato - conclude - non sta nell'assenza di controlli, ma nella loro credibilità. Il primato della politica non si afferma indebolendo gli altri poteri, ma rispettandone l'autonomia. La stabilità democratica non nasce dall'accentramento, ma dall'equilibrio. Il 22 e 23 marzo si sceglie tra due concezioni della democrazia: o con la Costituzione, o con il potere senza limiti. Sarà un passaggio di verità».
«In questi tre anni il governo guidato da Giorgia Meloni ha avviato un percorso di riforme che ha inciso sull'assetto istituzionale: prima il premierato, poi l'autonomia differenziata. Oggi - prosegue - resta sul terreno la riforma costituzionale sulla giustizia, che interviene su sette articoli della Carta e sull'equilibrio tra Parlamento, magistratura ed esecutivo. Non è un intervento tecnico. È una scelta politica che la maggioranza ha imposto senza modifiche, trasformandola in una prova di forza».
«Per questo - dice ancora Boccia - il referendum sarà anche un giudizio sul governo che quella riforma l'ha voluta e imposta. In queste settimane, mentre in Italia si discute di limiti e contrappesi, negli Stati Uniti la Corte Suprema è intervenuta nel contenzioso sui dazi imposti da Donald Trump, riaffermando che nessun Presidente è al di sopra della legge. È un principio essenziale: il potere esecutivo deve avere limiti chiari e controlli effettivi».
«La forza dello Stato - conclude - non sta nell'assenza di controlli, ma nella loro credibilità. Il primato della politica non si afferma indebolendo gli altri poteri, ma rispettandone l'autonomia. La stabilità democratica non nasce dall'accentramento, ma dall'equilibrio. Il 22 e 23 marzo si sceglie tra due concezioni della democrazia: o con la Costituzione, o con il potere senza limiti. Sarà un passaggio di verità».

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