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Regionali, ok definitivo alla doppia preferenza

Il decreto è stato approvato in Senato, ora sarà convertito in legge

Il decreto contenente le disposizioni sulla doppia preferenza di genere nel sistema elettorale pugliese è legge. Lo ha stabilito il voto del Senato nella giornata di giovedì 6 agosto. Favorevoli 149, astenuti 98, nessun contrario al provvedimento presentato dal Governo in seguito alla mancata approvazione di un testo analogo da parte del consiglio regionale della Puglia.

Il provvedimento sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale e consentirà perciò agli elettori pugliesi di esercitare l'opzione di esprimere il voto per un uomo e una donna, purché della stessa lista, tra i candidati al consiglio regionale nel corso delle elezioni di domenica 20 e lunedì 21 settembre, allineando di fatto la normativa a quanto accade per le altre regioni che andranno al voto.

«In bocca al lupo alle donne che faranno una campagna elettorale fuori dagli schemi del passato e specialmente a quelle che si prenderanno la responsabilità di operare nel prossimo governo regionale, per il bene della nostra terra e della nostra gente» ha commentato Patrizia Del Giudice, presidente della Commissione pari opportunità della Regione Puglia, ringraziando «tutti e tutte coloro che ci hanno creduto, come il network di donne di fuori regione Noirete donne, le associazioni e le amiche ritrovate dopo la prima battaglia, la stessa che fu vilmente battuta da un «voto segreto».

Per il ministro degli affari regionali Francesco Boccia «il voto finale in Senato sul decreto sulla doppia preferenza nelle leggi elettorali è un risultato storico; la politica italiana ha voltato definitivamente pagina, non saranno più tollerati atti e voti contro la parità di genere. La parità appartiene a quella categoria di diritti universali, sociali e civili, che una democrazia matura come la nostra deve sempre tutelare».

L'esponente biscegliese del Governo ha puntualizzato: «Siamo intervenuti attivando i poteri sostitutivi per tutelare l'unità giuridica e, in particolare, la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, che prescindono dai confini territoriali dei governi locali. È un esempio che farà storia».
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