Jeremy Petris. <span>Foto Emmanuele Mastrodonato</span>
Jeremy Petris. Foto Emmanuele Mastrodonato
Calcio

Bisceglie, troppe ombre e pochissime luci. I correttivi per il match di ritorno

Per compiere l'impresa ci vogliono un modulo chiaro, una formazione con le caratteristiche necessarie e soprattutto quella grinta che è mancata sabato

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Troppe ombre e pochissime luci. Questa la sintesi del match d'andata dei playout di Serie C tra Bisceglie e Sicula Leonzio dal punto di vista nerazzurro. La sconfitta di misura lascia al team stellato una ridotta combinazione di risultati per schivare la seconda caduta consecutiva in Serie D sul campo ma è ragionevole chiedersi, in tutta obiettività, quale cambiamento repentino potrebbe mai verificarsi in appena 72 ore rispetto a quanto accaduto sabato 27 giugno sul terreno (in condizioni quasi accettabili) del "Gustavo Ventura".

Confusione tattica e differenza di valori tecnici: un mix letale

È giusto partire da un presupposto: gli avversari sono più forti per cifra tecnica e organizzazione di gioco. Negarlo non avrebbe senso. Diversi addetti ai lavori ritengono che il team guidato dal molfettese Vito Grieco sarebbe stato capace di prodursi, nelle otto gare restanti di stagione regolare, in una prosecuzione della rimonta già avviata fino a stabilirsi a ridosso delle posizioni di rincalzo della griglia playoff.

La differenza - specie nella capacità di gestione delle situazioni - è emersa in modo chiaro nel corso della partita: più convinta nell'approccio, la Sicula Leonzio si è trovata subito a suo agio e una volta superato indenne il momento migliore degli stellati, ha colpito con un'azione di rimessa tutt'altro che irresistibile, a riprova delle lacune di un Bisceglie confusionario e messo in campo senza criterio. Se l'intenzione era di far giocare la squadra a quattro in difesa lo hanno capito davvero in pochi e in questo caso le esclusioni di due terzini di ruolo come Mastrippolito e Turi (rispettivamente 30 e 27 presenze stagionali) avrebbero, a maggior ragione, dell'incomprensibile. L'azione del gol di Bariti è la controprova più evidente della pretestuosità di chi ritiene possibile utilizzare l'incolpevole Abonckelet, un centrocampista, da esterno difensivo.

Il Bisceglie ha deluso innanzitutto sul piano della personalità: lo dimostra un secondo tempo abulico, privo di mordente, in cui è mancato il tanto atteso forcing alla ricerca del pareggio. Nessun sussulto d'orgoglio, non un solo generoso tentativo di rimettere il risultato in equilibrio. L'unico spunto di tutta la ripresa è la palla messa da Ebagua sui piedi di Dellino che però ha sbagliato il controllo sprecando l'opportunità di presentarsi tutto solo davanti al portiere siciliano. L'assenza di Alvaro Montero si è fatta sentire, pur se è legittimo dedurre che lo spagnolo non avrebbe potuto passarsi il pallone da solo, essendo stato escluso, tra gli undici schierati in campo dal primo minuto, chiunque potesse somigliare a un trequartista...

Formazione completamente sbagliata da parte chi l'ha fatta, modulo incomprensibile (era davvero un 4-2-3-1? Con Ebagua e Gatto così vicini?), cambi discutibili e peraltro insufficienti a dare una spinta, almeno sul piano delle energie, a una squadra semplicemente incapace di fare la partita.

Da cosa si riparte

Un atteggiamento differente è il minimo indispensabile che ci si possa attendere martedì al "Nobile" di Lentini. Spalle al muro e senza più nulla da perdere, i nerazzurri dovranno dare tutto. Tra le note positive della sfida d'andata, un Jeremy Petris piuttosto dinamico - specie nel primo tempo - che meriterebbe di nuovo la maglia da titolare; un supporto per fornire di palloni gli attaccanti è necessario, ragione per cui un rifinitore (fra Trovade e Ungaro) dovrebbe essere in campo dal primo minuto a differenza di quanto successo sabato. Il rientro di Montero, a meno di un ricorso alle tre punte (che peraltro ci starebbe tutto), escluderebbe Ebagua. A prescindere dagli interpreti (e dai moduli), serviranno tenacia, concentrazione, grinta, cinismo e un pizzico di fortuna.
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