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Il Ponte dell'Almà
Capitolo trentaquattresimo
"Il Ponte dell'Almà", il nuovo romanzo a puntate del dott. Antonio Marzano
domenica 10 maggio 2026
Siamo seduti un sala d'attesa, il Maresciallo ed io. E siamo in anticipo, come sempre e come tutte le volte che devo essere presente per un appuntamento. Emanuele è come me e ciò mi rassicura.
Alle 17 e 10 vedo attraverso il vetro una figura femminile avvicinarsi. Bussa alla porta: «È lei!» esclamo.
Emanuele annuisce; apro la porta: «Buona sera Elena, vieni accomodati.»
E mentre entra in sala d'attesa, chiudo la porta a vetri e abbasso la saracinesca. «Così non ci disturba nessuno.»
«Ciao Elena, come va?»
«Tutto bene» risponde Elena alla domanda di circostanza di Emanuele.
«Venite, accomodiamoci in sala visite, qui saremo più comodi.»
Gli ospiti non se lo fanno ripetere e a questo punto chiudo anche la porta che separa le due camere, prendo posto alla mia poltrona e, nel guardare Elena, mi accorgo che il labbro inferiore ha un tremito, gli occhi ammiccano più del dovuto.
«Rilassati Elena, non devi avere timore di nulla; visto che mi hai chiamato e mi hai chiesto un incontro eccomi qui, anzi eccoci qui. La presenza del comune amico Maresciallo fa da garanzia al nostro comportamento e alla riservatezza di ciò di cui avrai voglia di raccontare.»
«Dottore… Emanuele… non è una voglia ma un bisogno che in questi mesi è cresciuto dentro di me. La responsabilità di non poter più tenere solo per me questo peso, che giorno dopo giorno diventa sempre più insopportabile.»
«Siamo tra amici Elena» dice il maresciallo. «Tutto ciò che dirai rimarrà qui, sempre che tu lo desideri e sempre che sia la decisione più giusta.»
<< Mia sorella si confidava con me, perché a sua volta non era più in grado di gestire la storia per come si era messa>>
<< e quindi?>>
« Franca rispetto a me è stata fin da piccola una bambina vivace,molto vivace,troppo vivace. A volte faceva delle cose che lasciavano perplessi i nostri genitori. Io che ho tre anni meno di lei, mi chiedevo ..ma come ti viene? Ma per lei era tutto normale. Anzi le veniva da ridere. Ricordo una volta,eravamo al mare e lei avrà avuto non più di cinque sei anni. Colse alle spalle e alla sprovvista un ragazzo di quindici, sedici anni e gli abbassò il costume da bagno,mettendogli i genitali in mostra affinché tutti potessero vederli. Il ragazzo rimase senza parole,inebetito e nel sollevarsi il costume diventò rosso come un peperone.»
Ma questo è niente: ha sempre attirato su di se l' attenzione dei ragazzi e si accompagnava a due tre ragazzi alla volta. E li gestiva in modo perfetto.
Per mesi e mesi senza che nessuno dei tre si accorgesse di nulla.»
«Io provavo a farla ragionare..ma lei niente ..era. contenta così e non si poneva nessun problema morale.
Poi arrivò Ottavio.
Di lui si innamorò..almeno cosi ci sembrò. I primi tempi furono felici. Ottavio aveva appena vinto il concorso per lavorare come inpiegato sul Comune e mia sorella che è sempre stata brava come sarta, collaborava con i negozi di abiti da uomo, per sistemare pantaloni, giacche gilet ecc . Poi un giorno di primavera mi accorsi che il suo tono dell' umore era cambiato. Dava l' impressione che avesse qualcosa o qualcuno per le mani.
Provai a chiederlo ma Franca negava sempre, arrivava a negare anche l' evidenza.
Si faceva accompagnare da Ottavio fino dentro al portone del fabbricato.
Faceva finta di salire le scale..noi abitavamo al primo piano ..e poi il tempo che Ottavio si allontanasse per rincasare, mia sorella sgattaiolava fuori per infilarsi in una macchina.
E quando ho provato a farle qualche domanda, a metterla di fronte alla verità delle quale mi mi ero accorta, lei prima nego' tutto, poi fu costretta ad ammettere tutto e disse : mi piace molto quello che faccio. Ottavio lo sposerò ma Tonio è il mio amante. Con lui mi lascio andare del tutto. E in quella mezz'ora che stiamo insieme in macchina, io lo faccio godere due o tre volte,mentre lui mi prende come solo lui sa fare.
Ho dato a Tonio la mia verginità e ne sono fiera. È un amante instancabile!
Io rimasi senza parole.
E la storia andò avanti per molto tempo senza che Ottavio avesse un minimo sospetto. E mi raccontava..mi raccontava,con dettagli sempre più piccanti,sempre piu trasgressivi,sempre più assurdi almeno per me.»
« Franca lo faceva con una disinvoltura ed una sicurezza allarmante.»
Il maresciallo ed io eravamo attoniti nell' ascoltare questa storia. Eppure sembrava una storia vecchia e della quale Franca pur avendo reso partecipe sua sorella Elena,tuttavia sembrava una faccenda chiusa.
« Arrivò il momento in cui decisero di sposarsi e mia sorella mi disse che si era dovuta prendere una pausa da Tonio, ma dopo ..avrebbero ripreso .»
Noi restammo in silenzio. Elena era un fiume in piena .
« ma da qualche anno mi disse, le cose stavano diventando sempre più complicate»
« all' inizio mi accorsi che era tesa,irritabile,poi ritornò ad essere omertosa,sfuggente,fino a quando una mattina,la raggiunsi a casa,dopo che lei aveva lasciato i bambini a scuola ed il marito era già sul posto di lavoro.
«Ciao Elena,come mai sei qui?»
Non risposi subito,aspettai che lei mi facesse entare in casa e dopo esserni accomodata sul divano le dissi: « Franca cosa stai combinando?»
« niente che tu possa capire,tanto meno che tu debba sapere»
«si,come è successo altre volte,fino a quando poi non sei piu capace di gestire il casino in cui ti eri infilata e ti rivolgi a me per sfogarti e per una spalla a cui sorregerti»
Franca rimase in silenzio: evidentemente non si aspettava una risposta cosi diretta, così dura.
Trascorsero pochi minuti fino a quando esclamò: «questa volta mi sono messa in un bel guaio e non riesco ad uscirne. Mi tengono prigioniera!»
Alle 17 e 10 vedo attraverso il vetro una figura femminile avvicinarsi. Bussa alla porta: «È lei!» esclamo.
Emanuele annuisce; apro la porta: «Buona sera Elena, vieni accomodati.»
E mentre entra in sala d'attesa, chiudo la porta a vetri e abbasso la saracinesca. «Così non ci disturba nessuno.»
«Ciao Elena, come va?»
«Tutto bene» risponde Elena alla domanda di circostanza di Emanuele.
«Venite, accomodiamoci in sala visite, qui saremo più comodi.»
Gli ospiti non se lo fanno ripetere e a questo punto chiudo anche la porta che separa le due camere, prendo posto alla mia poltrona e, nel guardare Elena, mi accorgo che il labbro inferiore ha un tremito, gli occhi ammiccano più del dovuto.
«Rilassati Elena, non devi avere timore di nulla; visto che mi hai chiamato e mi hai chiesto un incontro eccomi qui, anzi eccoci qui. La presenza del comune amico Maresciallo fa da garanzia al nostro comportamento e alla riservatezza di ciò di cui avrai voglia di raccontare.»
«Dottore… Emanuele… non è una voglia ma un bisogno che in questi mesi è cresciuto dentro di me. La responsabilità di non poter più tenere solo per me questo peso, che giorno dopo giorno diventa sempre più insopportabile.»
«Siamo tra amici Elena» dice il maresciallo. «Tutto ciò che dirai rimarrà qui, sempre che tu lo desideri e sempre che sia la decisione più giusta.»
<< Mia sorella si confidava con me, perché a sua volta non era più in grado di gestire la storia per come si era messa>>
<< e quindi?>>
« Franca rispetto a me è stata fin da piccola una bambina vivace,molto vivace,troppo vivace. A volte faceva delle cose che lasciavano perplessi i nostri genitori. Io che ho tre anni meno di lei, mi chiedevo ..ma come ti viene? Ma per lei era tutto normale. Anzi le veniva da ridere. Ricordo una volta,eravamo al mare e lei avrà avuto non più di cinque sei anni. Colse alle spalle e alla sprovvista un ragazzo di quindici, sedici anni e gli abbassò il costume da bagno,mettendogli i genitali in mostra affinché tutti potessero vederli. Il ragazzo rimase senza parole,inebetito e nel sollevarsi il costume diventò rosso come un peperone.»
Ma questo è niente: ha sempre attirato su di se l' attenzione dei ragazzi e si accompagnava a due tre ragazzi alla volta. E li gestiva in modo perfetto.
Per mesi e mesi senza che nessuno dei tre si accorgesse di nulla.»
«Io provavo a farla ragionare..ma lei niente ..era. contenta così e non si poneva nessun problema morale.
Poi arrivò Ottavio.
Di lui si innamorò..almeno cosi ci sembrò. I primi tempi furono felici. Ottavio aveva appena vinto il concorso per lavorare come inpiegato sul Comune e mia sorella che è sempre stata brava come sarta, collaborava con i negozi di abiti da uomo, per sistemare pantaloni, giacche gilet ecc . Poi un giorno di primavera mi accorsi che il suo tono dell' umore era cambiato. Dava l' impressione che avesse qualcosa o qualcuno per le mani.
Provai a chiederlo ma Franca negava sempre, arrivava a negare anche l' evidenza.
Si faceva accompagnare da Ottavio fino dentro al portone del fabbricato.
Faceva finta di salire le scale..noi abitavamo al primo piano ..e poi il tempo che Ottavio si allontanasse per rincasare, mia sorella sgattaiolava fuori per infilarsi in una macchina.
E quando ho provato a farle qualche domanda, a metterla di fronte alla verità delle quale mi mi ero accorta, lei prima nego' tutto, poi fu costretta ad ammettere tutto e disse : mi piace molto quello che faccio. Ottavio lo sposerò ma Tonio è il mio amante. Con lui mi lascio andare del tutto. E in quella mezz'ora che stiamo insieme in macchina, io lo faccio godere due o tre volte,mentre lui mi prende come solo lui sa fare.
Ho dato a Tonio la mia verginità e ne sono fiera. È un amante instancabile!
Io rimasi senza parole.
E la storia andò avanti per molto tempo senza che Ottavio avesse un minimo sospetto. E mi raccontava..mi raccontava,con dettagli sempre più piccanti,sempre piu trasgressivi,sempre più assurdi almeno per me.»
« Franca lo faceva con una disinvoltura ed una sicurezza allarmante.»
Il maresciallo ed io eravamo attoniti nell' ascoltare questa storia. Eppure sembrava una storia vecchia e della quale Franca pur avendo reso partecipe sua sorella Elena,tuttavia sembrava una faccenda chiusa.
« Arrivò il momento in cui decisero di sposarsi e mia sorella mi disse che si era dovuta prendere una pausa da Tonio, ma dopo ..avrebbero ripreso .»
Noi restammo in silenzio. Elena era un fiume in piena .
« ma da qualche anno mi disse, le cose stavano diventando sempre più complicate»
« all' inizio mi accorsi che era tesa,irritabile,poi ritornò ad essere omertosa,sfuggente,fino a quando una mattina,la raggiunsi a casa,dopo che lei aveva lasciato i bambini a scuola ed il marito era già sul posto di lavoro.
«Ciao Elena,come mai sei qui?»
Non risposi subito,aspettai che lei mi facesse entare in casa e dopo esserni accomodata sul divano le dissi: « Franca cosa stai combinando?»
« niente che tu possa capire,tanto meno che tu debba sapere»
«si,come è successo altre volte,fino a quando poi non sei piu capace di gestire il casino in cui ti eri infilata e ti rivolgi a me per sfogarti e per una spalla a cui sorregerti»
Franca rimase in silenzio: evidentemente non si aspettava una risposta cosi diretta, così dura.
Trascorsero pochi minuti fino a quando esclamò: «questa volta mi sono messa in un bel guaio e non riesco ad uscirne. Mi tengono prigioniera!»

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