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Il Ponte dell'Almà
Capitolo trentaduesimo
"Il Ponte dell'Almà", il nuovo romanzo a puntate del dott. Antonio Marzano
domenica 26 aprile 2026
« Maresciallo buon giorno. Come stai? Sempre al microfono..Musica Live di Mister Baffo..dovresti aggiungere.. International...!!»
« Dottore..non esagerare..» « no,non esagero Emanuele..hai una bella voce,hai un timbro forte,chiaro e morbido. Ti si ascolta bene ed inoltre senza la forte nostra cadenza che alla radio non è proprio bella da ascoltare»
« ma lo sai che più di una volta ho pensato che potresti proporti come speaker ad una emittente radio più importante?»
« Grazie Lino, grazie delle belle parole,ma per il momento sono già contento di essere qui. Mi tiene impegnato,sono collegato con tanti ascoltatori che sono diventati la maggior parte amici affezionati..va bene cosi»
« Hai ragione, è preferibile non farsi prendere da sogni irrealizzabili..anche se..mai dire mai!»
« si,mai dire mai»
« Emanuele ti chiamo perché ha telefonato Elena,la sorella di Franca e mi ha detto che vuole incontrarmi perché mi vuole parlare»
« che ne pensi e soprattutto io vorrei che tu fossi presente»
« io sono in autostrada e arriverò a casa per le tredici e trenta..vogliamo fissare l' appuntamento già oggi nel
pomeriggio e dove o vogliamo rimandarlo a domani?»
« Dottore io penso che il ferro va battuto finché è caldo..non vorrei che fino a domani si raffreddasse»
« inoltre dille che ci sarò anch'io, difficilmente sarà contraria,anche perché mi conosce»
« Va bene Emanuele,la chiamo, fisso un appuntamento per le diciassette,le dico che ci sarai anche tu. E magari ci vediamo in studio,luogo che sia tu che lei conoscete molto bene»
«va bene..fammi sapere»
L' ansia piuttosto che stemperarsi cresce ancora di più!
Ma dovrò mostrarmi sereno e deciso al telefono. E sicuro di fare la cosa giusta.
Di certo per Emanuele non è la prima volta in cui si trova coinvolto in un caso di suicidio. Ma la storia di Franca è una storia diversa dalle altre,tanto che lui stesso e di questo ne avevamo già parlato,non mi aveva mai dato indicazioni precise, né aveva mai espresso teorie.
La Settima è finita e così prendo un altro CD: il Concerto n.5 di Beethoven.
Il concerto si apre con un assolo di pianoforte ed è questa caratteristica così unica che contribuisce alla sua straordinaria musicalità.
La strada litoranea era sempre molto trafficata durante le calde sere d'estate.
E noi sapevamo molto bene che la trepida attesa durante il breve percorso sarebbe stata coronata da un incontro ravvicinato.
Un silenzio carico di aspettative si respirava in auto,mentre guidavo osservandola quanto fosse brava nel ripiegarsi voluttuosamente sul fondo dell'abitacolo.
« Gira a sinistra alla prossima..andiamo sulla spiaggia»
Eseguii l'invito e tempo pochi minuti parcheggiai l'auto. Il buio era illuminato dalla luce bianca ed intensa della luna piena.
Il sentiero era ben visibile. Lei mi precedeva e giunti sulla spiaggia di grossi ciottoli e di scogli disse « vieni seguimi»
Non più di dieci metri, raggiungemmo uno scoglio grande, liscio e concavo tanto da sembrare un' amaca.
« sdraiati...»
Avevo gli occhi puntati al cielo stellato, mentre un refolo di vento di grecale lambiva i suoi capelli.
L' inizio del secondo movimento del Concerto Imperatore,mi riporta alla realtà: devo chiamare Elena per la conferma,per l' ora ,per la location e per presenza di Emanuele.
Rallento fino a fermarmi in un autogrill,chiamo Elena e lei rimane sorpresa quando le dico: « ci sarà Emanuele,il maresciallo dei Carabinieri»
« Si lo conosco : va bene»
E scrivo un sms a Emanuele.
Tutto confermato.
Riprendo il viaggio , la lucidità mentale e cerco di trovare una spiegazione per il ritorno di quel lontano ed insabbiato ricordo.
« Perché proprio ora, perché?»
Ho sempre bisogno di trovare una spiegazione e ad alta voce in auto dico: « forse perché mi aspetto delle rivelazioni,da parte di Elena, sulla vicenda di Franca, erotico,sentimentali, trasgressive,vietatissime??»
E così raccolgo nella mente un episodio più probabile che mi fa fare pace con me stesso e mi riporta agli anni del Liceo,i cui ricordi non sono sempre piacevoli.
Durante il terzo ed ultimo anno del liceo classico,avevamo tutti acquisito una certa dignità e consapevolezza di presenza ,per cui decidemmo che alcuni tra di noi studenti ,avremmo presentato una istanza al Preside,per poter trascorrere dignitosamente e doverosamente l' ora di Educazione Fisica, piuttosto che in classe sempre prigionieri tra i banchi, nella grande palestra,anzi nelle grandi palestre,di cui una scoperta ed una coperta .
Il nostro insegnante di ginnastica un signore alto e con la barba,per motivi del tutto personali,nei mesi e negli anni precedenti,non aveva portato mai la nostra classe in palestra tanto meno ci aveva mai lasciati liberi di svolgere almeno una partita di palla a volo: niente.
Il Preside raccolse benevolmente la nostra richiesta e la riferì all'insegnante.
Arrivata l' ora di ginnastica il prof ci condusse in palestra.
Era una bella giornata di primavera e lasciò libere le ragazze di passeggiare al sole.
Poi si rivolse a noi, invitandoci a fare un esercizio che avrebbe rinforzato la muscolatura delle gambe: e ci fece vedere come fare.
Si piegò sulle ginocchia e disse di fare dei salti lungo tutto il percorso della palestra scoperta per cinque volte.
Noi ignari tapini eseguimmo con entusiasmo l' ordine e alla fine del lungo esercizio eravamo soddisfatti e fieri di ciò che avevamo fatto.
L' insegnante poi ci disse di rimetterci in ordine e di tornare in classe.
Lì per lì non sentimmo niente; durante la notte iniziai a provare dolori nelle gambe ed il giorno dopo ci ritrovammo tutti in classe,noi maschietti,doloranti e zoppicanti. Il nostro bravo e scrupoloso insegnante di educazione fisica si era vendicato della nostra lamentela presso il Preside. Era il 1972..Il 68 era finito,la restaurazione era già iniziata e Prima Linea aveva da poco iniziato a fare le prime vittime.
« Dottore..non esagerare..» « no,non esagero Emanuele..hai una bella voce,hai un timbro forte,chiaro e morbido. Ti si ascolta bene ed inoltre senza la forte nostra cadenza che alla radio non è proprio bella da ascoltare»
« ma lo sai che più di una volta ho pensato che potresti proporti come speaker ad una emittente radio più importante?»
« Grazie Lino, grazie delle belle parole,ma per il momento sono già contento di essere qui. Mi tiene impegnato,sono collegato con tanti ascoltatori che sono diventati la maggior parte amici affezionati..va bene cosi»
« Hai ragione, è preferibile non farsi prendere da sogni irrealizzabili..anche se..mai dire mai!»
« si,mai dire mai»
« Emanuele ti chiamo perché ha telefonato Elena,la sorella di Franca e mi ha detto che vuole incontrarmi perché mi vuole parlare»
« che ne pensi e soprattutto io vorrei che tu fossi presente»
« io sono in autostrada e arriverò a casa per le tredici e trenta..vogliamo fissare l' appuntamento già oggi nel
pomeriggio e dove o vogliamo rimandarlo a domani?»
« Dottore io penso che il ferro va battuto finché è caldo..non vorrei che fino a domani si raffreddasse»
« inoltre dille che ci sarò anch'io, difficilmente sarà contraria,anche perché mi conosce»
« Va bene Emanuele,la chiamo, fisso un appuntamento per le diciassette,le dico che ci sarai anche tu. E magari ci vediamo in studio,luogo che sia tu che lei conoscete molto bene»
«va bene..fammi sapere»
L' ansia piuttosto che stemperarsi cresce ancora di più!
Ma dovrò mostrarmi sereno e deciso al telefono. E sicuro di fare la cosa giusta.
Di certo per Emanuele non è la prima volta in cui si trova coinvolto in un caso di suicidio. Ma la storia di Franca è una storia diversa dalle altre,tanto che lui stesso e di questo ne avevamo già parlato,non mi aveva mai dato indicazioni precise, né aveva mai espresso teorie.
La Settima è finita e così prendo un altro CD: il Concerto n.5 di Beethoven.
Il concerto si apre con un assolo di pianoforte ed è questa caratteristica così unica che contribuisce alla sua straordinaria musicalità.
La strada litoranea era sempre molto trafficata durante le calde sere d'estate.
E noi sapevamo molto bene che la trepida attesa durante il breve percorso sarebbe stata coronata da un incontro ravvicinato.
Un silenzio carico di aspettative si respirava in auto,mentre guidavo osservandola quanto fosse brava nel ripiegarsi voluttuosamente sul fondo dell'abitacolo.
« Gira a sinistra alla prossima..andiamo sulla spiaggia»
Eseguii l'invito e tempo pochi minuti parcheggiai l'auto. Il buio era illuminato dalla luce bianca ed intensa della luna piena.
Il sentiero era ben visibile. Lei mi precedeva e giunti sulla spiaggia di grossi ciottoli e di scogli disse « vieni seguimi»
Non più di dieci metri, raggiungemmo uno scoglio grande, liscio e concavo tanto da sembrare un' amaca.
« sdraiati...»
Avevo gli occhi puntati al cielo stellato, mentre un refolo di vento di grecale lambiva i suoi capelli.
L' inizio del secondo movimento del Concerto Imperatore,mi riporta alla realtà: devo chiamare Elena per la conferma,per l' ora ,per la location e per presenza di Emanuele.
Rallento fino a fermarmi in un autogrill,chiamo Elena e lei rimane sorpresa quando le dico: « ci sarà Emanuele,il maresciallo dei Carabinieri»
« Si lo conosco : va bene»
E scrivo un sms a Emanuele.
Tutto confermato.
Riprendo il viaggio , la lucidità mentale e cerco di trovare una spiegazione per il ritorno di quel lontano ed insabbiato ricordo.
« Perché proprio ora, perché?»
Ho sempre bisogno di trovare una spiegazione e ad alta voce in auto dico: « forse perché mi aspetto delle rivelazioni,da parte di Elena, sulla vicenda di Franca, erotico,sentimentali, trasgressive,vietatissime??»
E così raccolgo nella mente un episodio più probabile che mi fa fare pace con me stesso e mi riporta agli anni del Liceo,i cui ricordi non sono sempre piacevoli.
Durante il terzo ed ultimo anno del liceo classico,avevamo tutti acquisito una certa dignità e consapevolezza di presenza ,per cui decidemmo che alcuni tra di noi studenti ,avremmo presentato una istanza al Preside,per poter trascorrere dignitosamente e doverosamente l' ora di Educazione Fisica, piuttosto che in classe sempre prigionieri tra i banchi, nella grande palestra,anzi nelle grandi palestre,di cui una scoperta ed una coperta .
Il nostro insegnante di ginnastica un signore alto e con la barba,per motivi del tutto personali,nei mesi e negli anni precedenti,non aveva portato mai la nostra classe in palestra tanto meno ci aveva mai lasciati liberi di svolgere almeno una partita di palla a volo: niente.
Il Preside raccolse benevolmente la nostra richiesta e la riferì all'insegnante.
Arrivata l' ora di ginnastica il prof ci condusse in palestra.
Era una bella giornata di primavera e lasciò libere le ragazze di passeggiare al sole.
Poi si rivolse a noi, invitandoci a fare un esercizio che avrebbe rinforzato la muscolatura delle gambe: e ci fece vedere come fare.
Si piegò sulle ginocchia e disse di fare dei salti lungo tutto il percorso della palestra scoperta per cinque volte.
Noi ignari tapini eseguimmo con entusiasmo l' ordine e alla fine del lungo esercizio eravamo soddisfatti e fieri di ciò che avevamo fatto.
L' insegnante poi ci disse di rimetterci in ordine e di tornare in classe.
Lì per lì non sentimmo niente; durante la notte iniziai a provare dolori nelle gambe ed il giorno dopo ci ritrovammo tutti in classe,noi maschietti,doloranti e zoppicanti. Il nostro bravo e scrupoloso insegnante di educazione fisica si era vendicato della nostra lamentela presso il Preside. Era il 1972..Il 68 era finito,la restaurazione era già iniziata e Prima Linea aveva da poco iniziato a fare le prime vittime.
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