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Il Ponte dell'Almà
Capitolo trentacinquestimo
"Il Ponte dell'Almà", il nuovo romanzo a puntate del dott. Antonio Marzano
domenica 17 maggio 2026
9.44
Lungo il corridoio ,illuminato da lumi a parete tutti uguali, ho in mente i vostri volti sorridenti e maliziosi Ho una busta da consegnarvi,una grossa busta bianca . Sento dentro di me una agitazione inspiegabile..un presagio?
Devo bussare al numero ventisette e guardo attentamente i numeri su tutte le porte. Devo essere puntuale e fare una bella figura. È il mio primo incarico sul Transatlantico.
La compagnia aveva accettato la mia candidatura. Poi ero stato invitato a Napoli per un colloquio. Fu molto breve: avevo da poco conseguito la Maturità Classica. Ero spigliato,con il sorriso sempre pronto, lo sguardo ingenuo ma ammiccante ed i miei occhi verdi sui quali si erano soffermati quelli della esaminatrice e l'avevano conquistata. Il verdetto fu immediato: << Lei è assunto come cameriere di bordo. A presto le faremo sapere il porto e la data del suo primo imbarco>>
Tornando a casa riflettevo su quella che potesse essere la reazione dei miei genitori, specie di mio padre che di me e del mio futuro aveva le idee chiare ed assolute. Non aveva tutti i torti. E questo l' ho capito dopo,tempo dopo,ma in quel momento a diciotto anni, il mio desiderio di fuga era molto grande e pensavo che avrei potuto realizzarmi nella vita anche senza conseguire quello che lui chiamava " un titolo di studio".
Ma allora ero felice del ruolo che mi era stato assegnato e della vita che mi si dava l' opportunità di vivere.
E così raggiungo la porta della cabina ventisette. Busso con le nocche delle dita della mano destra << c'è una busta per voi: sono il cameriere di bordo>>
Tempo un minuto si apre la porta e mi ritrovo di fronte due giovani donne,non giovanissime, sorridenti cui consegno la busta e che mi invitano ad entrare in cabina.
<< Venga si accomodi>>
Erano vestite solo con un grande accappatoio bianco.
<< Lasciate una parte di voi in ogni angolo della casa e del giardino, affinché io possa accarezzarla, quando sarete ripartiti>>
Gli accappatoi coprono solo una parte delle loro gambe, ed i loro seni sodi e floridi prorompono e lasciano alla mia fantasia e al mio desiderio tutta la forza.
<< vieni,siediti, quanti anni hai?>>
<< diciotto>>
Non aggiungono altro..mi accarezzano i capelli, e le loro mani indulgono sulla mia nuca.
Eccomi a ricordare dopo tanto tempo,quello che è stato il mio battesimo sessuale : gli accappatoi scivolano lungo le loro spalle ed i corpi nudi e profumati si abbracciano al mio.
La mia divisa viene fatta cadere sul pavimento e delle due,una mi bacia voluttuosamente,l'altra si contorce su di me.
<< Prigioniera?!>>
Noi ci guardiamo basiti, mentre Elena piega il capo .
<< che significa prigioniera e di chi?>>
<< dottore, maresciallo è una brutta storia. Ed io non ne sono a conoscenza in modo preciso>>
<< so solo che mia sorella era ricaduta nelle sue vecchie abitudini, ammesso che le avesse mai lasciate. Il fatto è che,non si trattava più di fidanzati poco più che adolescenti e poi di mariti poco attenti. Lei mi disse che era " prigioniera" di uomini adulti,influenti ed egoisti. Uomini che aveva conosciuto in occasione di un incontro,si occasionale,ma che aveva poi utilizzato per intercedere nel lavoro del marito . E la risposta era stata, mi disse,molto esplicita: noi possiamo accontentarti,ma tu dovrai poi accontentare noi!!
Devo bussare al numero ventisette e guardo attentamente i numeri su tutte le porte. Devo essere puntuale e fare una bella figura. È il mio primo incarico sul Transatlantico.
La compagnia aveva accettato la mia candidatura. Poi ero stato invitato a Napoli per un colloquio. Fu molto breve: avevo da poco conseguito la Maturità Classica. Ero spigliato,con il sorriso sempre pronto, lo sguardo ingenuo ma ammiccante ed i miei occhi verdi sui quali si erano soffermati quelli della esaminatrice e l'avevano conquistata. Il verdetto fu immediato: << Lei è assunto come cameriere di bordo. A presto le faremo sapere il porto e la data del suo primo imbarco>>
Tornando a casa riflettevo su quella che potesse essere la reazione dei miei genitori, specie di mio padre che di me e del mio futuro aveva le idee chiare ed assolute. Non aveva tutti i torti. E questo l' ho capito dopo,tempo dopo,ma in quel momento a diciotto anni, il mio desiderio di fuga era molto grande e pensavo che avrei potuto realizzarmi nella vita anche senza conseguire quello che lui chiamava " un titolo di studio".
Ma allora ero felice del ruolo che mi era stato assegnato e della vita che mi si dava l' opportunità di vivere.
E così raggiungo la porta della cabina ventisette. Busso con le nocche delle dita della mano destra << c'è una busta per voi: sono il cameriere di bordo>>
Tempo un minuto si apre la porta e mi ritrovo di fronte due giovani donne,non giovanissime, sorridenti cui consegno la busta e che mi invitano ad entrare in cabina.
<< Venga si accomodi>>
Erano vestite solo con un grande accappatoio bianco.
<< Lasciate una parte di voi in ogni angolo della casa e del giardino, affinché io possa accarezzarla, quando sarete ripartiti>>
Gli accappatoi coprono solo una parte delle loro gambe, ed i loro seni sodi e floridi prorompono e lasciano alla mia fantasia e al mio desiderio tutta la forza.
<< vieni,siediti, quanti anni hai?>>
<< diciotto>>
Non aggiungono altro..mi accarezzano i capelli, e le loro mani indulgono sulla mia nuca.
Eccomi a ricordare dopo tanto tempo,quello che è stato il mio battesimo sessuale : gli accappatoi scivolano lungo le loro spalle ed i corpi nudi e profumati si abbracciano al mio.
La mia divisa viene fatta cadere sul pavimento e delle due,una mi bacia voluttuosamente,l'altra si contorce su di me.
<< Prigioniera?!>>
Noi ci guardiamo basiti, mentre Elena piega il capo .
<< che significa prigioniera e di chi?>>
<< dottore, maresciallo è una brutta storia. Ed io non ne sono a conoscenza in modo preciso>>
<< so solo che mia sorella era ricaduta nelle sue vecchie abitudini, ammesso che le avesse mai lasciate. Il fatto è che,non si trattava più di fidanzati poco più che adolescenti e poi di mariti poco attenti. Lei mi disse che era " prigioniera" di uomini adulti,influenti ed egoisti. Uomini che aveva conosciuto in occasione di un incontro,si occasionale,ma che aveva poi utilizzato per intercedere nel lavoro del marito . E la risposta era stata, mi disse,molto esplicita: noi possiamo accontentarti,ma tu dovrai poi accontentare noi!!

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