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Il Ponte dell'Almà
Capitolo trentunesimo
"Il Ponte dell'Almà", il nuovo romanzo a puntate del dott. Antonio Marzano
domenica 19 aprile 2026
Guido in autostrada a bassa velocità. È come se volessi ritardare il più a lungo possibile l' appuntamento con la sorella di Franca.
La testa è bombardata da mille pensieri, da mille dubbi.
Sarò in grado da solo da reggere le eventuali rivelazioni che Elena potrebbe farmi?
Alzo il volume della Sinfonia n. Sette di Beethoven e spero di farmi stordire da questa musica in modo da tenere il più lontano possibile tutte queste giravolte che sembrano imprigionarmi.
Dopo circa due ore di viaggio decido di fermarmi all' Autogrill e nel sorseggiare il caffè, mi viene in mente di chiamare il mio amico Emanuele.
Chiamo?.. non chiamo?
Sono assillato da questo dubbio.
E penso.. se Elena non dovesse dirmi nulla di interessante, la presenza di Emanuele non toglierebbe né aggiungerebbe niente al nostro incontro. Ma se Elena dovesse fare una importante rivelazione, che potrebbe dare un nuovo impulso alle indagini, allora sì che la presenza di Emanuele si rivelerebbe utile se non indispensabile.
E così decido: lo chiamo.
Dopo aver bevuto il caffè zuccherato e consumato un cornetto con la marmellata, raggiungo l' uscita dopo aver osservato le decine e decine proposte alimentari ben esposte.
La fanno da padrone formaggi e salumi: decine di espressioni di formaggi di tutte le marche, di tutte le dimensioni, di tutte le forme. Non ne parliamo dei salumi: salsicce, insaccati a grandi rotoli, mortadelle di tante dimensioni… un'orgia di colesterolaccio!
Ma non è il momento di sottilizzare. Una esposizione esplosiva di vini bianchi, neri, rossi, in bottiglie da litro e bottiglioni da non so quanti litri, seducono i tracannatori ad acciuccate micidiali e ubriacature pericolose, se si dovessero verificare in autostrada.
E poi ci sono giocattoli: pupazzi, orsacchiotti e leoni di tutti i tipi per maschietti e sirenette, obese sirenone per feminucce. Piccole, medie ed enormi buste di patatine fritte.
«Maria, Maria» sento urlare una voce di donna. «Maria dove stai?»
«Giovanni, Maria è sparita!»
«Ma che sparita» urla il padre, la cui voce viene in parte soverchiata da un'orda di turisti d'oltralpe, che si catapultano tra la cassa, il banco salumi, le esposizioni di confezioni enormi di Tobleroni che trasudano trigliceridi incattiviti.
Scivolo attraverso tutta questa massa affamata di turisti, mentre emerge da uno scaffale la piccola Maria che a fatica sorregge una busta di patatine fritte più alta e più grossa di lei. E sulla confezione colorata di rosso risalta una scrittura a caratteri cubitali: «bambine e bambini mangiate le patatine fritte dell'azienda Mercalloni, sarete i più intelligenti e più buoni».
Metto in moto la macchina, allaccio la cintura di sicurezza e richiamo il numero al cellulare di Emanuele.
La testa è bombardata da mille pensieri, da mille dubbi.
Sarò in grado da solo da reggere le eventuali rivelazioni che Elena potrebbe farmi?
Alzo il volume della Sinfonia n. Sette di Beethoven e spero di farmi stordire da questa musica in modo da tenere il più lontano possibile tutte queste giravolte che sembrano imprigionarmi.
Dopo circa due ore di viaggio decido di fermarmi all' Autogrill e nel sorseggiare il caffè, mi viene in mente di chiamare il mio amico Emanuele.
Chiamo?.. non chiamo?
Sono assillato da questo dubbio.
E penso.. se Elena non dovesse dirmi nulla di interessante, la presenza di Emanuele non toglierebbe né aggiungerebbe niente al nostro incontro. Ma se Elena dovesse fare una importante rivelazione, che potrebbe dare un nuovo impulso alle indagini, allora sì che la presenza di Emanuele si rivelerebbe utile se non indispensabile.
E così decido: lo chiamo.
Dopo aver bevuto il caffè zuccherato e consumato un cornetto con la marmellata, raggiungo l' uscita dopo aver osservato le decine e decine proposte alimentari ben esposte.
La fanno da padrone formaggi e salumi: decine di espressioni di formaggi di tutte le marche, di tutte le dimensioni, di tutte le forme. Non ne parliamo dei salumi: salsicce, insaccati a grandi rotoli, mortadelle di tante dimensioni… un'orgia di colesterolaccio!
Ma non è il momento di sottilizzare. Una esposizione esplosiva di vini bianchi, neri, rossi, in bottiglie da litro e bottiglioni da non so quanti litri, seducono i tracannatori ad acciuccate micidiali e ubriacature pericolose, se si dovessero verificare in autostrada.
E poi ci sono giocattoli: pupazzi, orsacchiotti e leoni di tutti i tipi per maschietti e sirenette, obese sirenone per feminucce. Piccole, medie ed enormi buste di patatine fritte.
«Maria, Maria» sento urlare una voce di donna. «Maria dove stai?»
«Giovanni, Maria è sparita!»
«Ma che sparita» urla il padre, la cui voce viene in parte soverchiata da un'orda di turisti d'oltralpe, che si catapultano tra la cassa, il banco salumi, le esposizioni di confezioni enormi di Tobleroni che trasudano trigliceridi incattiviti.
Scivolo attraverso tutta questa massa affamata di turisti, mentre emerge da uno scaffale la piccola Maria che a fatica sorregge una busta di patatine fritte più alta e più grossa di lei. E sulla confezione colorata di rosso risalta una scrittura a caratteri cubitali: «bambine e bambini mangiate le patatine fritte dell'azienda Mercalloni, sarete i più intelligenti e più buoni».
Metto in moto la macchina, allaccio la cintura di sicurezza e richiamo il numero al cellulare di Emanuele.

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