Apprendimento al secondo circolo con l'approccio pedagogico del Service Learning
Apprendimento al secondo circolo con l'approccio pedagogico del Service Learning
Scuola

Apprendimento al secondo circolo con l'approccio pedagogico del Service Learning

Nel quarto appuntamento dell’attività educativa occhi puntati su Costa d'Avorio, Pakistan, Eritrea e Nigeria

Bilancio positivo per il progetto del Miur "Service Learning" presso il secondo circolo didattico. Il mezzo più potente d'apprendimento è l'esperienza personale diretta, ed è attraverso questa proposta educativa, che unisce apprendimento e servizio alla comunità in un progetto ben articolato, che gli alunni dei diversi plessi del secondo circolo hanno potuto conoscere, apprezzare, condividere e cooperare , attraverso il dialogo e lo scambio culturale con migranti stranieri, l'importanza di tale progetto.

Protagonisti attivi sono stati i ragazzi della classe prima sezione "A" della sperimentazione senza zaino e quarta sezione "F" del plesso di via Martiri di via Fani. Il progetto è stato messo in atto in collaborazione con "Squola Garibaldi", una rappresentanza degli studenti della terza "A" del liceo scientifico-linguistico-coreutico Leonardo da Vinci, impegnati nel progetto di alternanza scuola/lavoro e i volontari della Penny Wirton (scuola per l'insegnamento gratuito della lingua italiana ai migranti).

Gli alunni hanno avuto il piacere di conoscere la vita e le storie di Etishan, un ragazzo del Pakistan attualmente ospitato dal Centro di accoglienza straordinaria, Rozina dall'Eritrea, Joana della Nigeria e Fanta della Costa d'Avorio, che invece si trovano presso una struttura d'accoglienza di Trani, gestita tra Caritas ed Etnie, l'Onlus Terre Solidali.

Il primo a presentarsi alle scolaresche è stato il pakistano Etishan, che ha salutato i piccoli con "Salam aleikum" che corrisponde al saluto cristiano "La pace sia con voi". Il giovane ha parlato in urdu (la lingua nazionale dello stato asiatico) e ha spiegato, durante l'incontro, che per leggere e pregare ha dovuto imparare l'arabo. Successivamente attraverso le diapositive ha illustrato le tappe principali del suo viaggio durato circa 20 giorni, per arrivare in Italia; inoltre ha raccontato quali sono i cibi tipici del suo paese, gli sport più praticati come per esempio il cricket sport tra i più amati e infine ha fatto ascoltare ai piccoli alunni l'inno nazionale pakistano.

Subito dopo è intervenuta Rozina, una ragazza dell'Eritrea che ha parlato nella sua lingua madre, il "tigrino", parlato dai Tigrini nell'Eritrea centrale e nella regione etiopica del Tigrai, poco conosciuta nel nostro territorio.
Rozina ha presentato i cibi tipici: "Alicha" un piatto a base di patate, fagiolini, carote, peperoni verdi e curcuma; "kitcha_fit_fit" frittelle per colazione, "taita" tipo di pane senza lievito e infine ha cantato agli alunni l'inno nazionale eritreo, ballato dai ragazzi.

Con le stesse modalità, Joana ha raccontato il suo viaggio, le caratteristiche della Nigeria coinvolgendo nell'ascolto dei canti e nel ballo tutti i ragazzi. Infine Fanta, ha presentato la bandiera e il simbolo della Costa d'Avorio, l'elefante e ha spiegato che l'inno nazionale nelle loro scuole è eseguito una volta alla settimana. È seguito un dibattito in cui i ragazzi di quarta hanno formulato delle domande per soddisfare le loro curiosità e per informarsi sulla loro integrazione nel nostro paese.

Gli alunni hanno poi mostrato delle diapositive di Bisceglie ai nuovi amici, illustrando i luoghi, i cibi, le tradizioni che più la caratterizzano la nostra città; inoltre hanno recitato a più voci una filastrocca sul valore dell'amicizia. Balli e canti ad animare l'incontro che si è concluso sull'agape fraterna. Le ragazze ospitate, superato l'iniziale momento di emozione, si sono sciolte mettendo a disposizione la loro arte nell'intrecciare i capelli, divertendosi a farlo con le ragazze del liceo e le bambine di scuola primaria.

La validità di questi incontri, frutto di scambio vicendevole, ha raccontato ancora una volta che le emozioni giocano un ruolo molto forte nell'integrazione e nella conoscenza della cultura di ogni paese ma che condivise diventano strumento di ricchezza e aggregazione.
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