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Cronaca
Mino Racanati scomparso, si fermano le ricerche in mare
La reazione della famiglia con un nuovo appello social
Italia - mercoledì 29 aprile 2026
10.10
Stop alle ricerche in mare e alla foce del fiume Trigno per ritrovare l'operatore marittimo biscegliese Mino Racanati, disperso dallo scorso 2 aprile a seguito del crollo del ponte sulla statale 16 al confine tra il Molise e l'Abruzzo in territorio di Montenero di Bisaccia. La notizia è stata resa nota dalla guardia costiera di Termoli: dopo quasi un mese di perlustrazioni intense senza ottenere purtroppo risultati, si entrerà in una sorta di nuova fase per cercare di rinvenire il 53enne e la sua Fiat Bravo dalle acque.
«Abbiamo operato quotidianamente per quasi 25 giorni» ha rimarcato il comandante della capitaneria Giuseppe Panico. L'unico elemento recuperato è stata la targa del veicolo, incastrata tra un pilone e un albero, insieme a un paraurti staccato. «Per il futuro saranno effettuati pattugliamenti nell'ambito delle normali attività di istituto o se emergeranno elementi che diano evidenza che l'auto e il disperso siano finiti in mare» ha sottolineato Panico.
La famiglia e alcuni esperti spingono sull'ipotesi che Mino si possa trovare sotto la campata del ponte crollato, in un'area ancora sottoposta a sequestro.
Non si fermano gli appelli social dei familiari, tra cui della figlia maggiore di 22 anni Angelica: «La verità è che siamo stanchi. Da quando mio padre è scomparso dopo la caduta del ponte sul Trigno, viviamo così: in attesa, sempre in attesa. Aspettiamo una risposta, una spiegazione, qualcosa che dia un senso a tutto questo. Ma quel qualcosa non arriva. E nel frattempo il mondo va avanti. Noi non vogliamo altro che la verità, non vogliamo altro che rispetto. Continueremo ad aspettare e a chiedere il mio papà».
«Abbiamo operato quotidianamente per quasi 25 giorni» ha rimarcato il comandante della capitaneria Giuseppe Panico. L'unico elemento recuperato è stata la targa del veicolo, incastrata tra un pilone e un albero, insieme a un paraurti staccato. «Per il futuro saranno effettuati pattugliamenti nell'ambito delle normali attività di istituto o se emergeranno elementi che diano evidenza che l'auto e il disperso siano finiti in mare» ha sottolineato Panico.
La famiglia e alcuni esperti spingono sull'ipotesi che Mino si possa trovare sotto la campata del ponte crollato, in un'area ancora sottoposta a sequestro.
Non si fermano gli appelli social dei familiari, tra cui della figlia maggiore di 22 anni Angelica: «La verità è che siamo stanchi. Da quando mio padre è scomparso dopo la caduta del ponte sul Trigno, viviamo così: in attesa, sempre in attesa. Aspettiamo una risposta, una spiegazione, qualcosa che dia un senso a tutto questo. Ma quel qualcosa non arriva. E nel frattempo il mondo va avanti. Noi non vogliamo altro che la verità, non vogliamo altro che rispetto. Continueremo ad aspettare e a chiedere il mio papà».


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