
Cronaca
Alicia Amoruso, Angarano: «Chiedo scusa. Il dolore mi ha sopraffatto e sconvolto. C'è tanta rabbia»
Il videomessaggio del sindaco di Bisceglie sulla vicenda
Bisceglie - venerdì 24 aprile 2026
21.10
Il sindaco di Bisceglie Angelantonio Angarano, attraverso un videomessaggio apparso su Instagram, è tornato a parlare dell'albero caduto in via Gaetano Veneziano che ha causato la morte della 12enne Alicia Amoruso. «Vi parlo dopo il silenzio di questi giorni, mantenuto per il rispetto dovuto ad Alicia, a Patrizia e alle loro famiglie» ha così esordito.
«La comunità biscegliese è ferita. Una ragazza non c'è più. E tutti ci siamo detti che al suo posto poteva esserci chiunque, anche i nostri figli. Anch'io da allora non faccio altro che pensarci. Sono un essere umano, sono un genitore e non posso separare questo dall'essere anche sindaco di questa comunità. Per questo sento di dovere chiedere scusa, prima di tutto di chiedere scusa. Come genitore e come sindaco come ciascuno di voi sono a lavoro ogni giorno per dare ai nostri figli un futuro migliore, un posto migliore in cui vivere. In questi anni ho sempre pensato che per riuscirci servisse gentilezza e determinazione, rispetto e umanità, forza d'animo e comprensione».
«Ma il dolore mi ha e ci ha sopraffatto e sconvolto. E c'è rabbia, c'è tanta rabbia. È giusto che si faccia piena chiarezza e che le cause siano accertate. È giusto dare risposte alla famiglia, alla città che col silenzio e il rispetto ha dimostrato autentica vicinanza, alle ragazze e ai ragazzi che hanno sfilato per le strade dimostrando grande umanità e autentica sensibilità».
«In questi giorni l'impegno è concentrato sulle attività di verifica e di messa in sicurezza, dopo gli straordinari eventi meteo delle ultime settimane. Ci sono situazioni che richiedono interventi tempestivi ed urgenti. Si sta lavorando in diversi punti della città, vicino alle scuole, negli spazi pubblici, nel cimitero, nei luoghi che ogni giorno tutti attraversiamo. Questa è la priorità: individuare i potenziali rischi e intervenire».
«So bene che tutto questo non basta ad attenuare il dolore e la rabbia o le domande. Lo so bene perché provo anch'io sofferenza come mai avrei immaginato. E per questo mi impegno a fare tutto ciò che è necessario per dare tutte le risposte possibili, con lucidità e senso di responsabilità, sottraendomi alla polemica politica o a discussioni in cui si ascoltano forse troppe parole velenose. In questi giorni siamo a lavoro per la sicurezza della città ed è da qui che voglio e vogliamo ripartire: dal lavoro, dalla responsabilità, dal senso di comunità».
«La comunità biscegliese è ferita. Una ragazza non c'è più. E tutti ci siamo detti che al suo posto poteva esserci chiunque, anche i nostri figli. Anch'io da allora non faccio altro che pensarci. Sono un essere umano, sono un genitore e non posso separare questo dall'essere anche sindaco di questa comunità. Per questo sento di dovere chiedere scusa, prima di tutto di chiedere scusa. Come genitore e come sindaco come ciascuno di voi sono a lavoro ogni giorno per dare ai nostri figli un futuro migliore, un posto migliore in cui vivere. In questi anni ho sempre pensato che per riuscirci servisse gentilezza e determinazione, rispetto e umanità, forza d'animo e comprensione».
«Ma il dolore mi ha e ci ha sopraffatto e sconvolto. E c'è rabbia, c'è tanta rabbia. È giusto che si faccia piena chiarezza e che le cause siano accertate. È giusto dare risposte alla famiglia, alla città che col silenzio e il rispetto ha dimostrato autentica vicinanza, alle ragazze e ai ragazzi che hanno sfilato per le strade dimostrando grande umanità e autentica sensibilità».
«In questi giorni l'impegno è concentrato sulle attività di verifica e di messa in sicurezza, dopo gli straordinari eventi meteo delle ultime settimane. Ci sono situazioni che richiedono interventi tempestivi ed urgenti. Si sta lavorando in diversi punti della città, vicino alle scuole, negli spazi pubblici, nel cimitero, nei luoghi che ogni giorno tutti attraversiamo. Questa è la priorità: individuare i potenziali rischi e intervenire».
«So bene che tutto questo non basta ad attenuare il dolore e la rabbia o le domande. Lo so bene perché provo anch'io sofferenza come mai avrei immaginato. E per questo mi impegno a fare tutto ciò che è necessario per dare tutte le risposte possibili, con lucidità e senso di responsabilità, sottraendomi alla polemica politica o a discussioni in cui si ascoltano forse troppe parole velenose. In questi giorni siamo a lavoro per la sicurezza della città ed è da qui che voglio e vogliamo ripartire: dal lavoro, dalla responsabilità, dal senso di comunità».

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