
Cronaca
«L'auto di Mino Racanati potrebbe trovarsi sotto la campata del ponte crollato sul fiume Trigno»
Spunta una relazione tecnica redatta dal consulente Stefano Moretti, dopo la tragedia che ha portato alla scomparsa del 53enne biscegliese
Italia - giovedì 16 aprile 2026
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È spuntata una relazione tecnica, redatta dal consulente Stefano Moretti, in merito alla vicenda del ponte crollato sul fiume Trigno al confine tra il Molise e l'Abruzzo sulla statale Adriatica. Il drammatico cedimento ha provocato la scomparsa di Mino Racanati, 53enne biscegliese che passava in quel momento sul tratto con l'intento di raggiungere la città di Ortona.
«Con tutta probabilità la sezione del ponte si è inclinata verso il basso prima sulla sinistra e successivamente, con lo spostamento ed inclinazione maggiore dei piloni, mancando l'appoggio, si è letteralmente abbassata anche la parte sulla destra. Ovviamente la massa del piano viabile ha formato una vera e propria diga artificiale che ha bloccato rami, tronchi d'albero e detriti vari trascinati dall'impeto della corrente del fiume in piena. L'autovettura, da quel che è dato sapere al momento del crollo, percorreva quel tratto di ponte, con direzione di marcia Sud-Nord. Non è da escludere che al momento del crollo il conducente, per istinto, ha deviato verso la propria sinistra lontano dal guardrail e quindi dal vuoto che si trovava immediatamente sulla propria destra» è quanto ricostruito e ipotizzato nel documento.
Il perito industriale ha formulato tre potenziali scenari per provare ad aiutare anche gli operatori nelle ricerche: «Più probabile: auto ancora vicino al ponte (fondale o incastrata) magari coperta da fango o detriti difficile da vedere dall'alto e probabilmente sotto tutti i detriti che si vedono nella zona in cui c'è il pilone piegato. Possibile: veicolo trascinato poco più a valle fermato da alberi, anse del fiume accumuli di rami. Meno probabile ma possibile: arrivata fino alla foce o in mare se si è completamente liberata. La corrente era molto forte e continua».
«Con tutta probabilità la sezione del ponte si è inclinata verso il basso prima sulla sinistra e successivamente, con lo spostamento ed inclinazione maggiore dei piloni, mancando l'appoggio, si è letteralmente abbassata anche la parte sulla destra. Ovviamente la massa del piano viabile ha formato una vera e propria diga artificiale che ha bloccato rami, tronchi d'albero e detriti vari trascinati dall'impeto della corrente del fiume in piena. L'autovettura, da quel che è dato sapere al momento del crollo, percorreva quel tratto di ponte, con direzione di marcia Sud-Nord. Non è da escludere che al momento del crollo il conducente, per istinto, ha deviato verso la propria sinistra lontano dal guardrail e quindi dal vuoto che si trovava immediatamente sulla propria destra» è quanto ricostruito e ipotizzato nel documento.
Il perito industriale ha formulato tre potenziali scenari per provare ad aiutare anche gli operatori nelle ricerche: «Più probabile: auto ancora vicino al ponte (fondale o incastrata) magari coperta da fango o detriti difficile da vedere dall'alto e probabilmente sotto tutti i detriti che si vedono nella zona in cui c'è il pilone piegato. Possibile: veicolo trascinato poco più a valle fermato da alberi, anse del fiume accumuli di rami. Meno probabile ma possibile: arrivata fino alla foce o in mare se si è completamente liberata. La corrente era molto forte e continua».


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