
Cronaca
Mino Racanati scomparso, il fratello: «È sotto al ponte con la sua macchina»
L'appello alle autorità competenti: «Chiedo solo alla Procura di accelerare i tempi, merita una degna sepoltura»
Bisceglie - mercoledì 22 aprile 2026
9.15
«Sono trascorsi più di 20 giorni, non sappiamo ancora nulla di mio fratello e della sua macchina». È l'appello lanciato da Alessandro alle autorità competenti per trovare Mino Racanati, disperso nel fiume Trigno dallo scorso 2 aprile. La famiglia si è fatta un'idea ben precisa su dove possa essere, ascoltando anche il parere di periti industriali che si sono espressi: «Lui è sotto il ponte per noi, sia lui che la sua auto. I vigili del fuoco hanno battuto il fiume, l'hanno ribattuto e non hanno trovato il mezzo. Nel mare sono state impegnate motovedette di guardia costiera e guardie di finanza. Ma ad oggi non si sa niente di mio fratello».
Il video è apparso sulla pagina social "Pescatori a tavola" che si è interessata alla vicenda: «Stanno solo facendo ricerche in mare, diciamo molto a sud dal ponte, dove una macchina non potrebbe mai arrivare perché è un mezzo pesante, non è un galleggiante. Non può una macchina sparire nel nulla, è impossibile. Io chiedo solo alla Procura di muoversi, di accelerare i tempi e darci il corpo di mio fratello. Merita una degna sepoltura».
Il fratello Alessandro ha spiegato il momento difficile che sta vivendo l'intera famiglia: «La moglie e le sue due figlie sono proprio allo stremo delle forze, non hanno più voce. Vogliamo dare una mano, anche noi familiari stiamo molto male, stiamo morendo. Sono quasi 30 anni che vado in mare e per me, per esperienza di mare, le correnti non potrebbero mai trascinare il mezzo a due chilometri dal fiume, a sud dal fiume. Al massimo può stare in mezzo chilometro, un chilometro massimo dal fiume con la spinta devastante che aveva l'acqua. Ma scendere a sud o salire a nord è impossibile, con un'auto di una tonnellata»
La famiglia si è interfacciata anche con il perito e consulente Stefano Moretti, che ha redatto una relazione tecnica per formulare tre potenziali scenari su dove possa essere finita la Fiat Bravo di Mino Racanati, aiutando così le ricerche degli operatori. BisceglieViva l'ha riportata in un precedente articolo il 16 aprile scorso: «Più probabile: auto ancora vicino al ponte (fondale o incastrata) magari coperta da fango o detriti difficile da vedere dall'alto e probabilmente sotto tutti i detriti che si vedono nella zona in cui c'è il pilone piegato. Possibile: veicolo trascinato poco più a valle fermato da alberi, anse del fiume accumuli di rami. Meno probabile ma possibile: arrivata fino alla foce o in mare se si è completamente liberata. La corrente era molto forte e continua».
Il video è apparso sulla pagina social "Pescatori a tavola" che si è interessata alla vicenda: «Stanno solo facendo ricerche in mare, diciamo molto a sud dal ponte, dove una macchina non potrebbe mai arrivare perché è un mezzo pesante, non è un galleggiante. Non può una macchina sparire nel nulla, è impossibile. Io chiedo solo alla Procura di muoversi, di accelerare i tempi e darci il corpo di mio fratello. Merita una degna sepoltura».
Il fratello Alessandro ha spiegato il momento difficile che sta vivendo l'intera famiglia: «La moglie e le sue due figlie sono proprio allo stremo delle forze, non hanno più voce. Vogliamo dare una mano, anche noi familiari stiamo molto male, stiamo morendo. Sono quasi 30 anni che vado in mare e per me, per esperienza di mare, le correnti non potrebbero mai trascinare il mezzo a due chilometri dal fiume, a sud dal fiume. Al massimo può stare in mezzo chilometro, un chilometro massimo dal fiume con la spinta devastante che aveva l'acqua. Ma scendere a sud o salire a nord è impossibile, con un'auto di una tonnellata»
La famiglia si è interfacciata anche con il perito e consulente Stefano Moretti, che ha redatto una relazione tecnica per formulare tre potenziali scenari su dove possa essere finita la Fiat Bravo di Mino Racanati, aiutando così le ricerche degli operatori. BisceglieViva l'ha riportata in un precedente articolo il 16 aprile scorso: «Più probabile: auto ancora vicino al ponte (fondale o incastrata) magari coperta da fango o detriti difficile da vedere dall'alto e probabilmente sotto tutti i detriti che si vedono nella zona in cui c'è il pilone piegato. Possibile: veicolo trascinato poco più a valle fermato da alberi, anse del fiume accumuli di rami. Meno probabile ma possibile: arrivata fino alla foce o in mare se si è completamente liberata. La corrente era molto forte e continua».
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