
Attualità
Bisceglie aderisce alla Giornata Nazionale delle Vittime Civili delle Guerre e dei Conflitti nel Mondo
Per l’occasione, Palazzo di Città illuminato di Blu nella serata di domenica 1 febbraio
Bisceglie - domenica 1 febbraio 2026
18.11
Il Comune di Bisceglie aderisce alla Giornata Nazionale delle Vittime Civili delle Guerre e dei Conflitti nel Mondo, che si celebra il 1° febbraio, unendosi alle Istituzioni e ai Comuni di tutta Italia per sostenere l'appello "Stop alle bombe sui civili".
La ricorrenza rappresenta un momento di memoria e riflessione dedicato alle vittime civili di tutte le guerre, ma anche un'occasione per informare e sensibilizzare sull'impatto drammatico che i conflitti in corso continuano ad avere sulle popolazioni innocenti. Di fronte all'intensificarsi delle violenze in numerosi scenari bellici, appare sempre più urgente ribadire la necessità assoluta di proteggere i civili, troppo spesso colpiti in modo indiscriminato.
Secondo i dati più recenti, nel mondo sono attualmente in corso 32 guerre e 23 situazioni di crisi, il numero più alto dalla fine della Seconda guerra mondiale. L'uso di armi esplosive nei contesti urbani produce effetti devastanti: il 90% delle vittime è costituito da civili, con conseguenze che includono ferite gravi e traumi psicologici duraturi. Nel solo 2024, 59.524 civili hanno perso la vita a causa di armi esplosive, tra cui 8.370 bambini.
In questo contesto drammatico, il Comune di Bisceglie accoglie con convinzione l'invito dell'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) e dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) ad aderire alla campagna nazionale "Stop alle bombe sui civili", riaffermando il valore della pace, della tutela dei diritti umani e del rispetto del diritto internazionale umanitario.
La città di Bisceglie custodisce nel proprio tessuto civile anche il ricordo di chi ha perso la vita nei teatri di guerra: Carlo De Trizio, caduto a Nassiriya nel 2006, e Pierdavide De Cillis, morto a Herat nel 2010. A loro, come a tutte le vittime dei conflitti, è dedicato il pensiero della comunità in questa giornata.
Per l'occasione, nella serata del 1° febbraio, il Palazzo di Città sarà illuminato di blu, in segno di partecipazione e come appello simbolico alla comunità internazionale affinché venga garantita la protezione dei civili nei conflitti armati.
La ricorrenza rappresenta un momento di memoria e riflessione dedicato alle vittime civili di tutte le guerre, ma anche un'occasione per informare e sensibilizzare sull'impatto drammatico che i conflitti in corso continuano ad avere sulle popolazioni innocenti. Di fronte all'intensificarsi delle violenze in numerosi scenari bellici, appare sempre più urgente ribadire la necessità assoluta di proteggere i civili, troppo spesso colpiti in modo indiscriminato.
Secondo i dati più recenti, nel mondo sono attualmente in corso 32 guerre e 23 situazioni di crisi, il numero più alto dalla fine della Seconda guerra mondiale. L'uso di armi esplosive nei contesti urbani produce effetti devastanti: il 90% delle vittime è costituito da civili, con conseguenze che includono ferite gravi e traumi psicologici duraturi. Nel solo 2024, 59.524 civili hanno perso la vita a causa di armi esplosive, tra cui 8.370 bambini.
In questo contesto drammatico, il Comune di Bisceglie accoglie con convinzione l'invito dell'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) e dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) ad aderire alla campagna nazionale "Stop alle bombe sui civili", riaffermando il valore della pace, della tutela dei diritti umani e del rispetto del diritto internazionale umanitario.
La città di Bisceglie custodisce nel proprio tessuto civile anche il ricordo di chi ha perso la vita nei teatri di guerra: Carlo De Trizio, caduto a Nassiriya nel 2006, e Pierdavide De Cillis, morto a Herat nel 2010. A loro, come a tutte le vittime dei conflitti, è dedicato il pensiero della comunità in questa giornata.
Per l'occasione, nella serata del 1° febbraio, il Palazzo di Città sarà illuminato di blu, in segno di partecipazione e come appello simbolico alla comunità internazionale affinché venga garantita la protezione dei civili nei conflitti armati.


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