Documenti antichi rinvenuti dai Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale
Documenti antichi rinvenuti dai Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale
Cronaca

I Carabinieri ritrovano documenti antichi trafugati dall'Archivio Diocesano di Bisceglie

Recuperato anche uno stemma araldico risalente al XVIII secolo

240 documenti antichi, tutti databili in un arco temporale compreso fra il XVI e il XIX secolo, risultati trafugati dall'Archivio Diocesano di Bisceglie. Li hanno rinvenuti e sequestrati i Carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Bari. Le indagini hanno consentito di deferire all'autorità giudiziaria un soggetto con l'accusa di ricettazione.

I beni archivistici e bibliografici ritrovati, di rilevantissimo valore storico e culturale e il cui valore commerciale è stimato in circa 400 mila euro, saranno presto restituiti alla comunità. Di particolare rilevanza, per importanza storico-culturale, è anche il recupero di uno stemma araldico in marmo bianco risalente al XVIII secolo, trafugato prima del 1992 da un palazzo del centro storico di Bisceglie e rinvenuto, a seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani, in vendita presso un antiquario di Riva del Garda (Trento).

Il Nucleo tutela del patrimonio culturale ha restituito al patrimonio culturale nazionale, attraverso gli interventi effettuati nel 2020, beni archeologici, antiquariali e di arte contemporanea che rischiavano di essere definitivamente dispersi. Le attività delinquenziali connesse ai beni culturali, infatti, hanno sì risentito della crisi pandemica, ma hanno trovato un florido sbocco nel commercio illecito a mezzo e-commerce. 90 persone in tutto sono state deferite per reati a vario titolo, dalla ricettazione alle violazioni in materia di ricerche archeologiche, dalle detenzione di materiale archeologico alla contraffazione di opere d'arte, dalle violazioni in danno del paesaggio ad altre tipologie di reati previste dal Codice dei beni culturali e del paesaggio e dal Codice Penale.

28 sono state le perquisizioni domiciliari e locali eseguite a seguito degli esiti investigativi delle indagini. Nell'arco dei dodici mesi sono stati complessivamente sequestrati 1329 beni (contro i 531 del 2019), di cui 126 di tipo antiquariale, archivistico e librario, 19 reperti paleontologici, 1181 reperti archeologici e 3 opere d'arte contraffatte, per un valore economico stimato in oltre 1.5 milioni di euro per i beni autentici e di 7 mila euro per quelli contraffatti, qualora immessi sul mercato come originali.

Il costante impegno profuso dai militari dell'Arma ha permesso di esprimere un'efficace e coordinata azione preventiva e di controllo in Puglia e Basilicata: 108 i controlli effettuati in esercizi commerciali, mercati e fiere di oggetti antiquariali; 5 le verifiche alla sicurezza anticrimine di musei, biblioteche ed archivi congiuntamente agli organi periferici del ministero della cultura con la finalità di individuare eventuali punti di criticità sui sistemi di difesa passiva; 86 i controlli nelle aree archeologiche ritenute potenzialmente più esposte alle aggressioni criminali, svolti congiuntamente al personale delle Soprintendenze, del 6° Nucleo Elicotteri di Bari e dell'Arma territoriale e dei Carabinieri Forestali; 109 i controlli su aree tutelate da vincoli paesaggistici; 1066 i controlli di beni culturali nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti. Nel 2020, nel territorio di competenza del Nucleo di Bari, sono stati consumati appena 8 furti su beni culturali (13 l'anno precedente), di cui 2 ai danni di istituti religiosi (come l'anno precedente).
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