Francesco Boccia
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Politica

Intervista esclusiva a Francesco Boccia: «Ecco perché il Pd deve uscire subito dall'ambiguità su Bisceglie e Barletta»

Il parlamentare dem a BisceglieViva: «Ho aperto il dibattito senza imporre scelte. Ma è tempo di decidere»

L'obiettivo è fare chiarezza in tempi brevi sul ruolo del Partito Democratico a Bisceglie e Barletta. Francesco Boccia, già presidente della Commissione bilancio della Camera e parlamentare biscegliese dem, lo ha ribadito nell'intervista rilasciata in esclusiva a BisceglieViva.

Le sue dichiarazioni di sabato mattina - riportate dai giornali nel pomeriggio - hanno sollevato un polverone. Se l'aspettava?
Ho parlato nel corso di un'assemblea provinciale del partito, in cui era previsto un dibattito. Quale migliore occasione per rispondere lì, immediatamente, a quanto ho sostenuto?

Le repliche a mezzo stampa non si sono fatte attendere troppo...
Ho messo semplicemente dei temi sul tavolo: non ho certo deciso nulla e non ho la minima intenzione di imporre alcuna scelta ma credo che a questo punto sia nostro dovere affrontare l'argomento e sciogliere subito i nodi.

L'elezione di Nicola Zingaretti alla segreteria segna davvero un cambio di passo per il Pd?
Guardiamo all'orizzonte largo di un centrosinistra aperto e inclusivo, che si contrappone alla destra di Salvini. Martedì, in Direzione nazionale, discuteremo della composizione delle liste per le elezioni europee del 26 maggio. Un appuntamento al quale è legittimo immaginare di presentarsi competitivi.

Quale sarà l'apporto di Boccia alla nuova leadership dem?
Porterò in dote l'impegno e l'entusiasmo con cui ho inizialmente corso per la segreteria, concentrando l'attenzione su tre punti cardine: il tempo pieno a scuola, il superamento del jobs act e il riavvicinamento repentino del Pd alle istanze dell'ambientalismo.

La lunga fase congressuale nazionale ha lasciato sullo sfondo, irrisolte, questioni locali di una certa rilevanza. Ritiene che il suo intervento di sabato abbia spostato l'attenzione su una discussione che forse non era ritenuto conveniente affrontare adesso?
Io penso sia necessario chiarire ora le ambiguità emerse a Bisceglie e Barletta, evitando di rinviarle a dopo le europee. Parto da ciò che vogliamo essere: è in discussione la posizione di tutto il Partito Democratico in due grandi e importanti città pugliesi, non la collocazione di un singolo.

Eppure qualcuno ha reagito in modo contrariato...
Ho lanciato il dibattito su un dato politico: le reazioni di Spina prima e Ferrante poi sono incomprensibili. Capisco che qualcuno abbia attraversato parecchi partiti con una certa disinvoltura nel corso degli anni ma il punto è un altro. È giunto il momento di chiedersi e chiedere al Pd di decidere da che parte stare rispetto alle amministrazioni comunali di Bisceglie e Barletta. Il partito non sono io né Spina. Abbiamo il dovere di scegliere, adesso, quale percorso compiere: o siamo al fianco di queste giunte o lavoriamo, da un'opposizione costruttiva, per costruire l'alternativa. Ma nel secondo caso è evidente la necessità di sgombrare il campo da qualsiasi equivoco: presa la decisione di opporsi alla giunta Angarano, Spina dovrebbe dimettersi dalla presidenza del Gal un secondo dopo. Bisogna essere rigorosi per risultare credibili.

Le due vicende politico-amministrative non sono dissimili ma neppure sovrapponibili...
Il Pd di Bisceglie non ha presentato il simbolo alle ultime elezioni amministrative a causa della fuga in avanti unilaterale compiuta da Spina a supporto della candidatura a sindaco di Napoletano. La situazione di Barletta è differente perché ci siamo presentati col nostro contrassegno riuscendo a eleggere quattro consiglieri comunali, fra cui Antonio Divincenzo, uno dei più suffragati in assoluto. La particolarità è che in questo caso alcuni tesserati dem hanno fatto campagna elettorale e si sono misurati nelle liste civiche a sostegno di Cannito.

Il partito rinnoverà a breve le due segreterie cittadine. Saranno appuntamenti cruciali?
I congressi servono a fare chiarezza e noi abbiamo il dovere di discutere e dibattere per stabilire quale strada percorrere.

Lei ha già una posizione chiara?
Non intendo condizionare nessuno, ho solo posto la questione. Una cosa è certa: il Partito Democratico, sia a Bisceglie che a Barletta, deve decidere senza esitazioni se è a fianco e a sostegno delle amministrazioni comunali o se si colloca all'opposizione. La fase di riassetto nazionale ha impedito che questo tema si affrontasse nei mesi scorsi: non possiamo indugiare ancora.

È perfettamente consapevole che questa richiesta di posizionamento del Pd potrebbe mettere in difficoltà proprio le due maggioranze consiliari, già attraversate da fibrillazioni. La riaffermazione di un'identità dem passa anche da una recinzione delle coalizioni?
Il discorso è lineare: un'amministrazione alternativa al Partito Democratico non può che essere di centrodestra. Quando governi una città senza la partecipazione del Pd sei chiaramente parte di un altro progetto politico rispetto al centrosinistra. Faccio un esempio: la giunta di Bisceglie comprende un assessore - Gianni Naglieri - verso il quale ho stima ma ciò non mi impedisce di rimarcare con decisione che è indispensabile dare risposte concrete alle giuste istanze sollevate negli ultimi giorni dai rappresentanti delle organizzazioni dei commercianti, che hanno le loro buone ragioni e andrebbero ascoltati.

Mi sono limitato a sottolineare questa necessità di aprire un confronto per comprendere se c'è la volontà di collaborare o al contrario un'indisponibilità a interloquire.

E giù attacchi... Spina ha chiuso la porta al dialogo, Ferrante ha affermato che bisognerebbe vincere le elezioni e non fare accordi dopo. Sarà difficile trovare una sintesi?
Non decido io, ho chiesto che a scegliere fosse tutta la comunità dem nelle forme previste, con un dibattito sincero e consumato fino in fondo. Se per Spina e Ferrante la massima aspirazione è impedire agli altri di fare politica, sappiano che con la segreteria Zingaretti tutto ciò non sarà possibile. Amedeo Bottaro è un sindaco eccellente: Ferrante si metta l'anima in pace. La linea del Pd non la detto certo io: chiediamo ai nostri iscritti di esprimersi nei congressi cittadini di Bisceglie e Barletta per arricchire il dibattito. Il Partito Democratico esca subito dall'ambiguità sul suo ruolo in due città così centrali e importanti.

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