
Cronaca
Mino Racanati scomparso, l'appello di sua figlia: «Non fermate le ricerche»
«Mio padre merita di essere cercato senza sosta. Ogni minuto che passa è fondamentale»
Italia - giovedì 9 aprile 2026
09.00
«Sento il bisogno di lanciare un appello: chiedo che le ricerche di mio padre non si fermino e vengano intensificate il più possibile». È il messaggio diffuso sui social da Angelica, la figlia maggiore di 22 anni di Mino Racanati, il 53enne biscegliese disperso nel fiume Trigno da giovedì 2 aprile a seguito del crollo del ponte sulla statale 16 Adriatica in territorio di Montenero di Bisaccia. Da questa mattina le attività degli operatori sono arrivate all'ottavo giorno dopo il tragico episodio.
«In questo momento sto vivendo un dolore enorme, ma anche una forte angoscia che cresce ora dopo ora. Ogni minuto che passa è fondamentale. Il tempo, in situazioni come questa, può fare la differenza, e noi non possiamo permetterci di perderlo. Chiedo alle istituzioni, alla procuratrice di Larino Elvira Antonelli e a tutte le forze coinvolte di fare tutto il possibile, di utilizzare ogni mezzo disponibile e di ampliare le ricerche anche nelle zone limitrofe. Mio padre merita di essere cercato senza sosta» ha rimarcato con forza la figlia dell'operatore marittimo che, in quella tragica mattinata condizionata pesantemente dal maltempo, era in viaggio verso Ortona.
«Non è solo una richiesta formale: è il grido di una figlia e di una famiglia che ha bisogno di risposte, che ha bisogno di sentire la presenza concreta dello Stato, che ha bisogno di sapere che non si sta tralasciando nulla. Mi appello alla sensibilità e al senso di responsabilità di chi può intervenire: vi prego, non fermatevi. Noi non perderemo la speranza, ma abbiamo bisogno di tutto il vostro aiuto» ha concluso.
«In questo momento sto vivendo un dolore enorme, ma anche una forte angoscia che cresce ora dopo ora. Ogni minuto che passa è fondamentale. Il tempo, in situazioni come questa, può fare la differenza, e noi non possiamo permetterci di perderlo. Chiedo alle istituzioni, alla procuratrice di Larino Elvira Antonelli e a tutte le forze coinvolte di fare tutto il possibile, di utilizzare ogni mezzo disponibile e di ampliare le ricerche anche nelle zone limitrofe. Mio padre merita di essere cercato senza sosta» ha rimarcato con forza la figlia dell'operatore marittimo che, in quella tragica mattinata condizionata pesantemente dal maltempo, era in viaggio verso Ortona.
«Non è solo una richiesta formale: è il grido di una figlia e di una famiglia che ha bisogno di risposte, che ha bisogno di sentire la presenza concreta dello Stato, che ha bisogno di sapere che non si sta tralasciando nulla. Mi appello alla sensibilità e al senso di responsabilità di chi può intervenire: vi prego, non fermatevi. Noi non perderemo la speranza, ma abbiamo bisogno di tutto il vostro aiuto» ha concluso.
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