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Cronaca
Omicidio al Divine Club di Bisceglie, due anni fa una lite fra Scavo e Capriati
Gli investigatori sono al lavoro per ricostruire i precedenti della vittima, pregiudicato del clan Strisciuglio. I fatti risalgono a marzo 2024
Bisceglie - venerdì 24 aprile 2026
9.31
La soluzione dell'omicidio del 42enne Filippo Scavo, ucciso a colpi di pistola al Divine Club di Bisceglie, potrebbe essere nelle immagini delle telecamere. Ma è in particolare nella lotta tra i clan che cercano gli investigatori. Perché Scavo, referente degli Strisciuglio a Carbonara, aveva avuto più di un contrasto coi Capriati.
A Bari, nel pub Demetra di via Giovene, «le immagini del sistema di videosorveglianza interno hanno permesso di accertare che alle prime ore del 29 marzo 2024, nel locale si è registrata un'accusa discussione» fra Scavo e Christian Capriati, figlio di Raffaele, per tutti «Lello», assassinato tre giorni dopo, la sera di Pasquetta, a Torre a Mare. I filmati interni, hanno registrato, alle ore 01.17, l'ingresso nel pub del gruppo di Scavo e tre minuti dopo quello di Capriati junior e un suo amico.
«All'uscita di Capriati dal bagno - è scritto in alcune informative -, Scavo gli è andato incontro in modo provocatorio». L'avrebbe quasi toccato con la spalla, forse con l'obiettivo di innescare una sua reazione, che non c'è stata. E quando Capriati ha superato l'ingresso, Scavo ha richiamato l'attenzione. «Alcuni attimi dopo, con gli animi che si stavano scaldando, al diverbio tra Scavo e Capriati hanno assistito una pluralità di persone, che sono posizionate vicino ai due contendenti».
Alle ore 01.23, hanno registrato le telecamere, «Capriati è uscito dal pub e si è allontanato, seguito a breve distanza da Scavo e da alcuni dei componenti del suo gruppo», mentre due minuti dopo Scavo, «attorniato dai suoi amici, ha fatto ritorno nel locale». E proprio in quel frangente Ivan Caruso, con precedenti di polizia, «si è diretto dal bagno, impugnando un oggetto, probabilmente una pistola, che con la mano destra ha provato ad introdurre nella tracolla e subito nella cintola».
Da quel momento, il gruppo di Scavo è rimasto all'interno del locale, mentre Capriati e il suo amico si sono dileguati. «A stretto giro, sempre nella stessa nottata», è avvenuta una sparatoria nel quartiere Carbonara che ha visto coinvolti «parte dei giovani presenti al Demetra». In alcune conversazioni fra Antonio Manzari e la moglie, lo si sente dire che «sono andati a rompere un equilibrio questi, per le cazzate dei ragazzi». Ed ancora: «Questa cosa non era assolutamente necessaria».
La sera di Pasquetta, a Torre a Mare, è caduto Raffaele Capriati, per tutti «Lello», figlio di Sabino, in passato considerato un componente del gruppo di fuoco del clan di suo zio Tonino. «Il figlio di Raffaele, Christian - è scritto ancora - era presente con il suo gruppo al Demetra la sera dello scontro coi giovani strisciugliani».
A Bari, nel pub Demetra di via Giovene, «le immagini del sistema di videosorveglianza interno hanno permesso di accertare che alle prime ore del 29 marzo 2024, nel locale si è registrata un'accusa discussione» fra Scavo e Christian Capriati, figlio di Raffaele, per tutti «Lello», assassinato tre giorni dopo, la sera di Pasquetta, a Torre a Mare. I filmati interni, hanno registrato, alle ore 01.17, l'ingresso nel pub del gruppo di Scavo e tre minuti dopo quello di Capriati junior e un suo amico.
«All'uscita di Capriati dal bagno - è scritto in alcune informative -, Scavo gli è andato incontro in modo provocatorio». L'avrebbe quasi toccato con la spalla, forse con l'obiettivo di innescare una sua reazione, che non c'è stata. E quando Capriati ha superato l'ingresso, Scavo ha richiamato l'attenzione. «Alcuni attimi dopo, con gli animi che si stavano scaldando, al diverbio tra Scavo e Capriati hanno assistito una pluralità di persone, che sono posizionate vicino ai due contendenti».
Alle ore 01.23, hanno registrato le telecamere, «Capriati è uscito dal pub e si è allontanato, seguito a breve distanza da Scavo e da alcuni dei componenti del suo gruppo», mentre due minuti dopo Scavo, «attorniato dai suoi amici, ha fatto ritorno nel locale». E proprio in quel frangente Ivan Caruso, con precedenti di polizia, «si è diretto dal bagno, impugnando un oggetto, probabilmente una pistola, che con la mano destra ha provato ad introdurre nella tracolla e subito nella cintola».
Da quel momento, il gruppo di Scavo è rimasto all'interno del locale, mentre Capriati e il suo amico si sono dileguati. «A stretto giro, sempre nella stessa nottata», è avvenuta una sparatoria nel quartiere Carbonara che ha visto coinvolti «parte dei giovani presenti al Demetra». In alcune conversazioni fra Antonio Manzari e la moglie, lo si sente dire che «sono andati a rompere un equilibrio questi, per le cazzate dei ragazzi». Ed ancora: «Questa cosa non era assolutamente necessaria».
La sera di Pasquetta, a Torre a Mare, è caduto Raffaele Capriati, per tutti «Lello», figlio di Sabino, in passato considerato un componente del gruppo di fuoco del clan di suo zio Tonino. «Il figlio di Raffaele, Christian - è scritto ancora - era presente con il suo gruppo al Demetra la sera dello scontro coi giovani strisciugliani».


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