Divine Club. <span>Foto Paolo Alberto Malerba</span>
Divine Club. Foto Paolo Alberto Malerba
Cronaca

Notte di terrore al Divine Club: «Tutti correvamo senza capire cosa stesse succedendo»

La testimonianza di un terlizzese su quanto accaduto in discoteca nella notte della sparatoria

Doveva essere una notte come tante, fatta di musica e leggerezza. Poi, in pochi istanti, tutto si è trasformato in paura. È quanto accaduto tra sabato 18 e domenica 19 aprile, all'interno della discoteca Divine Club a Bisceglie: intorno alle 3:55 un uomo, Filippo Scavo, 42 anni, ha perso la vita dopo essere stato colpito da un proiettile. Una vicenda drammatica che ha sconvolto i presenti e non solo, trasformando in pochi istanti una serata di svago in un incubo collettivo.

A raccontare quei momenti alla nostra redazione è un giovane di Terlizzi, che ha chiesto di restare anonimo. La sua testimonianza restituisce il senso più autentico di quanto accaduto: non tanto la dinamica precisa dei fatti, quanto la paura improvvisa e incontrollabile che ha travolto centinaia di persone.
«Io non ho sentito lo sparo», racconta, «ma chi era vicino a me diceva di averlo sentito forte, chiaramente. È stato in quel momento che è cambiato tutto».
In pochi secondi, infatti, la percezione della serata si è ribaltata. «A un certo punto abbiamo visto gente iniziare a correre. Nessuno capiva davvero cosa stesse succedendo. Semplicemente chi ti stava accanto ti diceva "esci, esci", e allora correvi anche tu».
Una fuga istintiva, quasi cieca, dettata più dal panico che dalla consapevolezza. «Non si capiva niente, c'era solo paura. Giubbotti e giacche lasciate all'interno. Tutti cercavano di uscire il più velocemente possibile».

Nel caos generale, però, non sono mancati momenti ancora più drammatici. «Durante la corsa qualcuno cadeva», prosegue il giovane, «e in mezzo a tutta quella gente c'era il rischio di essere calpestati. Alcuni sono stati anche pestati, ma credo senza conseguenze gravi».
È il racconto di attimi concitati, in cui la paura prende il sopravvento e ogni gesto diventa istintivo. Un'esperienza che resta impressa più per le sensazioni vissute che per la chiarezza dei ricordi. «È stato tutto velocissimo, ma allo stesso tempo sembrava non finire mai», conclude.

Mentre proseguono gli accertamenti delle forze dell'ordine per ricostruire con precisione quanto accaduto e le responsabilità dell'omicidio, resta il segno profondo lasciato da quella notte: più comunità sotto shock e centinaia di giovani che, in pochi istanti, si sono ritrovati a fare i conti con la paura più autentica.
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