
Territorio
Pasqua, l'analisi di Coldiretti: «Pranzo a casa per 7 pugliesi su 10»
Spesa a tavola da 92 euro a famiglia: «Sobria ma autentica. Dati in leggero calo rispetto allo scorso anno»
Puglia - domenica 5 aprile 2026
Comunicato Stampa
«Sette pugliesi su dieci trascorreranno la Pasqua a casa con una spesa media di 92 euro a famiglia, in leggero calo rispetto allo scorso anno. Sei persone in media sedute a tavola, a conferma di una festa che resta profondamente legata alla dimensione domestica». È quanto emerge dall'indagine di Coldiretti, effettuata nei mercati contadini di Campagna Amica in cui la convivialità vince ancora su tutto anche se con un occhio più attento al portafoglio.
Una parte dei pugliesi sceglie comunque di pranzare fuori tra ristoranti e agriturismi - aggiunge l'associazione - mentre altri puntano su un picnic all'aria aperta meteo permettendo, con una quota di indecisi che deciderà solo all'ultimo momento. «Per preparare il pranzo di Pasqua si dedicano mediamente circa due ore ai fornelli, con oltre la metà che riesce a restare tra una e tre ore, mentre una parte più veloce chiude tutto in un'ora. C'è anche chi si spinge molto oltre arrivando fino a cinque o addirittura otto ore, segno che per qualcuno la cucina resta un vero rito. Una minoranza sceglie soluzioni più rapide tra piatti pronti e asporto».
«A tavola dominano le ricette della tradizione con le uova grandi protagoniste della settimana pasquale, accanto all'agnello che in Puglia resta il simbolo per eccellenza presente in quasi la metà delle tavole tra case ristoranti e agriturismi, con un valore che va oltre il piatto perché rappresenta un sostegno concreto ai pastori messi a dura prova dall'aumento dei costi e dalla siccità che riduce i pascoli» sottolinea la Coldiretti.
«Accanto alla carne resta forte anche la tradizione di mare, con baccalà fritto, primi con asparagi e gamberetti e le immancabili fritture di paranza, seppie e gamberi a completare una tavola che racconta tutta la varietà della Puglia. Il risultato è una Pasqua più sobria, ma autentica dove si spende meno, si spreca meno e si riscopre il valore dello stare insieme senza eccessi» ha concluso l'associazione.
Una parte dei pugliesi sceglie comunque di pranzare fuori tra ristoranti e agriturismi - aggiunge l'associazione - mentre altri puntano su un picnic all'aria aperta meteo permettendo, con una quota di indecisi che deciderà solo all'ultimo momento. «Per preparare il pranzo di Pasqua si dedicano mediamente circa due ore ai fornelli, con oltre la metà che riesce a restare tra una e tre ore, mentre una parte più veloce chiude tutto in un'ora. C'è anche chi si spinge molto oltre arrivando fino a cinque o addirittura otto ore, segno che per qualcuno la cucina resta un vero rito. Una minoranza sceglie soluzioni più rapide tra piatti pronti e asporto».
«A tavola dominano le ricette della tradizione con le uova grandi protagoniste della settimana pasquale, accanto all'agnello che in Puglia resta il simbolo per eccellenza presente in quasi la metà delle tavole tra case ristoranti e agriturismi, con un valore che va oltre il piatto perché rappresenta un sostegno concreto ai pastori messi a dura prova dall'aumento dei costi e dalla siccità che riduce i pascoli» sottolinea la Coldiretti.
«Accanto alla carne resta forte anche la tradizione di mare, con baccalà fritto, primi con asparagi e gamberetti e le immancabili fritture di paranza, seppie e gamberi a completare una tavola che racconta tutta la varietà della Puglia. Il risultato è una Pasqua più sobria, ma autentica dove si spende meno, si spreca meno e si riscopre il valore dello stare insieme senza eccessi» ha concluso l'associazione.


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