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Buon compleanno

Il Coronavirus "spegne" la prima candelina

Il 9 febbraio 2021 abbiamo "festeggiato" il primo anno di vita del nostro caro "amico", o meglio di presenza sul territorio italiano.

E pensare che quando è venuto al mondo lì, nell'estremo oriente, se non fosse stato per il povero collega Ming che ne ha annunciato la comparsa al pianeta intero, nessuno lo avrebbe degnato di attenzione. Tutti abbiamo fatto un'alzata di spalle sia perchè i suoi "natali" erano così lontani, sia perchè tutti noi soloni, ci siamo detti: «Ma che vuoi che sia, un altro virus influenzale, un'altra asiatica». Appunto!

Ho cominciato a preoccuparmi, sia perchè il collega Ming tempo qualche giorno ed è stato messo a tacere ma soprattutto in virtù del fatto che a non troppi chilometri da Wuhan c'è il Giappone, e lì, nel febbraio del 2020, si trovava mio figlio Giuseppe, ingegnere, per la precisione a Kyoto. La comunicazione dei governanti nipponici è sempre molto corretta e la popolazione, senza farsi molte domande, è solita obbedire alle prescrizioni, che peraltro vengono impartite in pochi minuti.

«Pà, stamattina uscendo di casa per andare in stazione e raggiungere l'Università, dopo un primo momento di stupore mi sono accorto che tutti indossavano la mascherina: tutti pà! E allora sono entrato nel primo negozio e l'ho comprata! Pà, ma tu ne sai niente?». E da quel giorno è iniziato il mio travaglio affettivo, ma questo è un altro discorso.

Tempo qualche settimana, nonostante le prime affermazioni dei nostri rubicondi politici e attempati scienziati sul fatto che il virus fosse poco più di un innocente latore di raffreddore nasale, ecco che il Covid ha fatto capolino nella nostra bella Italia. In Lombardia, senza chiedere permesso a nessuno e fra lo stupore dei "rubicondi", si è manifestato alla grande, anzi alla grandissima: tutti noi ricordiamo la colonna dei camion dell'esercito che trasportavano i cadaveri dei bergamaschi, non so dove. E i rubicondi si sono trasformati in "catoni censori".

Sono diventati tutti "il signornò". A scuola non si può andare, a lavorare non si può andare, a passeggio non si può andare, a trovare i parenti non si può andare, a mangiare una pizza non si può andare, a prendere il caffè non si può andare; è iniziata poi la tiritera di come ci si doveva lavare e mani, la faccia...
Nel frattempo le rassicurazioni del tipo "dispiegheremo tutte le nostre potenti forze" e la "potenza di fuoco" per arginare, combattere e sconfiggere il virus! Si sa come è andata e come continua ad andare: meglio stendere un manto pietoso. E il virus ha continuato imperterrito a dare segno di sé, senza temere i diktat ricevuti e del tutto indifferente alle restrizioni. Nel frattempo gli italiani - che già da prima non navigavano in acque economicamente salubri - si sono ammalati non solo di Covid ma anche di miseria.

Io, nel mio piccolo angolo di visuale in via Lamaveta, posso osservare che la maturità, lo spirito di sacrificio, il rispetto delle regole, la forza d'animo dei miei amici, genitori, nonni, zii, parenti, è stata ed è enorme. I censori su di una cosa, una volta tanto, sono stati tutti concordi: tutto fermo, tutto chiuso, tutti ai "domiciliari" e loro in tv mattina, pomeriggio e sera, a dire, dire, dire, mentre il virus si faceva i fatti suoi. Poi dicono che noi italiani siamo indisciplinati, eppure non so come non abbiano fatto una sollevazione popolare!

«Dottore, si sottoporrà al vaccino?» mi fa un operatore sanitario in studio qualche sera fa.
«Ma come? Me lo chiedi proprio tu?»
«Sì, proprio io che ho fatto le due dosi Pfizer. E come mai molti suoi colleghi non lo vogliono fare?»

Qui si apre un altro capitolo incerto e doloroso, nel quale i famosi potenti mezzi finalmente arrivati, frutto dell'impegno dei ricercatori, vengono messi in discussione. E proprio da chi dovrebbe dare il buon esempio. Mah... Anche qui, meglio non scrivere altro.
In questo clima di confusione totale, ecco che dulcis in fundo sembra che arrivino i tanti sospirati "denari europei", naturalmente non gratis ma da restituire con tanto di interessi nei prossimi secoli!
E con i soldi cadono gli ultimi tabù! E cade il governo! Da ragazzo, quando nei momenti di frustrazione da studio di medicina, mi regalavo una partita a poker con gli amici, c'era un'espressione che usavo e usavamo tutti: "Piatto ricco, mi ci ficco!" È stata confermata anche in questa occasione: e continuano a chiedersi perchè è caduto il governo... Ma come? Per gli ideali!

Gianfranco entra in studio incerto.
«Dottore, siamo qui per il tampone» mi fa la madre. «È un mese che siamo chiusi in casa: prima io, poi mio marito dopo una settimana, poi il grande e ora tocca a lui. Ce lo fossimo preso tutti insieme? No, uno alla volta. Ma il nonno non ce l'ha fatta, purtroppo! E pensare che lui non aveva patologie... La nonna, invece, col diabete, la pressione alta e il colesterolo alto, è lì fuori... Sempre negativa!».
«Signora, è una domanda? Se è una domanda, allora io non conosco la risposta».
«Per Gianfranco e l'altro figlio che stanno chiusi in casa, come possiamo fare? Datemi la melatonina perche la notte verso le tre si svegliano e mentre uno grida, l'altro piange. E poi c'è mio marito, sempre nervoso...»
«Nervoso?» chiedo.
«E come devo dire dottore? Nervoso: il lavoro sospeso, i soldi che non ci sono più. E in tv ogni giorno ci dicono la stessa cosa».
«Hai ragione ma pensa: questa storia è in tutto il mondo».
«Sì ma degli altri non me ne può fregare di meno e poi mia sorella che sta in Germania mi racconta che lì le cose vanno molto meglio».
«Hai ragione ma in Germania lavorano dalla mattina alla sera, senza lamentarsi!»
«Dottore ,avete ragione. Mia sorella dice che il marito lavora alla Volkswagen, fa più ore di prima della pandemia e prende diù soldi! E qui come mai le cose vanno male?»
«Stai tranquilla, ora le cose cambieranno. Il nuovo Presidente del Consiglio metterà tutto a posto» le dico.
Intanto squilla il telefono: altri due bambini positivi.

La mia ultima considerazione è che anche in questa occasione, certo seria e difficilissima, abbiamo dato "il meglio di noi". Grazie all'intuizione dei nostri governanti abbiamo creato luoghi alternativi in cui far incontrare bambini e ragazzi, messo in sicurezza le scuole spostandole in capannoni enormi disinfettati e ben igienizzati.
Abbiamo garanstito sicurezza e percorsi corretti nei luoghi di lavoro. Abbiamo munito dal primo momento tutti - dico tutti - gli italiani dei dispostivi di protezione.
Abbiamo favorito da subito la prosecuzione delle attività ludiche e di ristoro per non inficiare il lavoro dei tanti addetti.
Abbiamo creato una rete di consulenze mediche di tutti i livelli per garantire la massima tutela della salute dei cittadini.
Abbiamo decuplicato i posti letto per i contagiati in ambienti ampi e salubri.
E ora abbiamo iniziato una campagna vaccinale H24 grazie alla quale la quasi totalità degli italiani è già immune.
Insomma, abbiamo capito che piuttosto che chiedere e chiedere abbiamo inteso che la strada giusta è lavorare e lavorare. E per questo dobbiamo ringraziare i nostri governanti che piuttosto che dire, dire e dire hanno fatto e continuano a fare tanto.
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Rubrica di pediatria a cura del dottor Antonio Marzano - pediatra di famiglia

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