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Disturbi del comportamento nei bambini

Rubrica di pediatria a cura del dottor Antonio Marzano - pediatra di famiglia

I disturbi da comportamento dirompente (Dcd) e il disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività sono tra i più comuni problemi in età prescolare e scolare. Sono generalmente associati con un ridotto funzionamento scolastico, occupazionale e psicosociale.

La diagnosi di disturbo del comportamento va sempre posta nel contesto evolutivo. Il disturbo va attentamente differenziato dalla vivacità dei bambini normali, dalle condizioni legate esclusivamente a contesti sociali svantaggiati, ad esperienze traumatiche (abuso, neglect), ad atteggiamenti educativi incongrui e a comportamenti di disattenzione e iperattività associati ad altri disturbi dello sviluppo. In epoca adolescenziale, la maggior parte dei ragazzi che hanno presentato Dcd in età infantile continua a manifestare disturbi attentivi e impulsivi, mentre l'iperattività motoria è ridotta.

Fin qui il freddo e scientifico sommario di uno studio eseguito dalla Fondazione Mondino, istituto neurologico nazionale a carattere scientifico - Irccs Pavia, a nome della dottoressa Annapia Verri.

Ma ritornando con i "piedi per terra" e partendo dall'altrettanto freddo e non scientifico osservatorio di uno studio di pediatria di famiglia, devo ahimè confermare, come oggetto di fine anno 2019, quanto i disturbi del comportamento nei bambini siano presenti anche nella nostra comunità. La considerazione conseguenziale è che, quando mi viene il dubbio che tali comportamenti (Dcd e deficit di attenzione ed iperattività) siano in aumento, a una riflessione più sincera e con maggiore umiltà, credo che fossero già molto presenti quando "siamo scesi in campo" in veste di pediatri di famiglia nei primi anni '80 e fossimo all'oscuro di queste drammatiche problematiche.

Ritorno a ripetere che in tutti i campi della scienza e non solo, sono necessari sia gli "operatori" che i "ricercatori". Agli operatori tocca il doveroso compito di conoscere e mettere in atto quotidianamente, nella professione, i risultati dell'impegnativo, stressante e non sempre gratificante lavoro dei ricercatori.

Ma noi in Italia, per ciò che concerne questi due pilastri della medicina, abbiamo risolto, come ben sapete, il problema alle fondamenta: gli operatori sono in diminuzione fino all'esaurimento, tanto che in molte regioni d'Italia siamo obbligati a reclutarli dall'estero perché da noi non ce n'è a sufficienza. Per quanto riguarda i ricercatori, queste figure, tranne i pochi eroi che decidono di rimanere in Italia nonostante tutto, per la maggior parte ormai da tanti anni vanno ad offrire la loro ricerca, la loro operosità, le loro capacità all'estero.

«Dottore, non ce la faccio più: aiutatemi! Giovanni è arrivato l'altro giorno a darmi un colpo in testa con un cucchiaio da tavola! Guardate, mi si è formato un bernoccolo. E per che cosa poi? Perché ho provato a rimproverarlo... Non lo arrendo più» questa l'espressione tipica di Bisceglie che ha concluso il discorso rivoltomi.

Tra i tanti disturbi del comportamento nei bambini e partendo da uno solo tra i numerosi osservati in questo 2019 in studio, provo a rendervi partecipi del Disturbo del comportamento dirompente, del controllo degli impulsi e della condotta.

Le forme cliniche si dividono in: disturbo oppositivo provocatorio, disturbo esplosivo intermittente, disturbo della condotta, disturbo di personalità antisociale, piromania, cleptomania.

A Giovanni (nome di fantasia) è stato diagnosticato il disturbo esplosivo intermittente: ricorrenti comportamenti esplosivi che esprimono un mancato controllo degli impulsi aggressivi come manifestato da aggressività verbale (ad esempio temperamento "capriccioso", "polemico", pronto a discussioni o risse, o fisica verso proprietà, animali, o altri soggetti, ma che non provoca danno o distruzione o lesioni ad animali o altri soggetti).
Il livello di aggressività manifestato durante un episodio esplosivo è di gran lunga spropositato rispetto a qualsiasi provocazione o fattore psicosociale stressante precipitante ed è dovuto a una reazione impulsiva.
Il disturbo si manifesta più frequentemente in età tardo infantile in bambini di almeno 6 anni o adolescenziale e tipicamente esordisce senza prodromi significativi. Nella anamnesi di questi bambini si possono spesso riscontrare traumi fisici o emotivi.

Eravamo del tutto all'oscuro, negli anni '80, di questa galassia ancora oggi poco esplorata di patologie neuropsichiatriche infantili e che negli anni precedenti liquidavamo come causa del fatto che i bambini fossero ineducati o peggio. Non è così, non è affatto così, e lo dobbiamo non solo dire forte, ma ringraziare chi ha studiato e continua a studiare, a ricercare, a catalogare, a provare, a curare con la terapia riabilitativa e farmacologica.

Sono certo che l'anno 2020 sarà foriero di studi e conoscenze ancora più importanti da parte dei ricercatori e noi operatori continueremo a servire questi bambini e queste famiglie. Auguri!
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