Konstantin Ustinovič Černenko
Konstantin Ustinovič Černenko
Un pediatra sul web

Il fantasma del presidente

Corsi e ricorsi storici

«Pasquale, scusami: ma oggi è domenica dei Santi?»
«Sì, sì» mi risponde puntuale.
«Ah,volevo ben dire. Ora capisco...»
Anche domenica 9 agosto ho raggiunto Pasquale, il mio "dispensatore di notizie", in piazza San Francesco e, dopo aver doverosamente rispettando il distanziamento e la mascherina, evitando di entrare in cartolibreria, gli ho rivolto la domanda di cui sopra.

Ecco perché l'ho visto e riconosciuto: era all'incrocio di via XXIV maggio, in grisaglia con camicia bianca e cravatta regimental. Mi ha guardato sornione e mi ha detto: «Sì, sono io. Mi hai riconosciuto, sono tornato: sono il presidente o meglio, il fantasma del presidente!».

«Tonio, io e la mamma stiamo partendo. Due-tre giorni qui intorno: tu va giù allo studio!»
«Papà, ma che dici? Io non so niente».
«Meglio, così impari e stai attento con tutti i clienti, specie i marittimi che quando sbarcano sono esausti. Noi mo' veniamo!»

Papà era il solito: dopo la mia laurea si dava alla pazza gioia con mia madre, tanto c'ero io a sostituirlo e fa niente che in un'occasione, sottoposto all'ennesima richiesta di un cliente («Dottore, voglio fare tutte le analisi»), mi lasciai trascinare dal buonismo e sulla ricetta scrissi: «Per il signor Mauro che lo richiede si prescrivono "tutte le analisi"»!

Si chiusero la porta alle spalle e via!
Tempo non più di quattro giorni (quello che è giusto è giusto), sentiamo chiosare: «Siamo tornati!».
Io e le mie sorelle corriamo all'ingresso dove si stavano alleggerendo: «Bentornati! Ma dove siete andati?»
Silenzio... Mia sorella rincarò la dose: «Oh, ma si può sapere? Manco una telefonata avete fatto!»
Mia madre sembrava stordita e a stento manteneva la bocca chiusa.
«Papà ma non dici niente?». Incredibile, perché era un logorroico elettivo: la cosa doveva essere seria.
«D'accordo ma state bene?»
A questo punto mia madre sbotta: «Siamo andati a Mosca»

Io e le mie sorelle ci guardiamo increduli: a Mosca...
«Sì, siamo andati a Mosca. Tonio, a Mosca è tutto fermo!»
«Cioè?» chiede mia sorella mentre mamma annuisce.
«Ragazzi, a Mosca tutto fermo. Tutto chiuso: chiusi i ristoranti, chiusi i negozi, chiusi i musei, chiuse le strade. Non ci sono auto in giro, la gente gira a piedi vestita di miseria, molti chiedono l'elemosina o hanno dei panchetti su cui poggiano cianfrusaglie in vendita. Ho provato a chiedere alla guida e non mi ha risposto, mamma ha chiesto qualcosa da mangiare all'arrivo e la guida ha risposto che non era orario e bisognava aspettare la sera. Le porzioni di verdure affogate nel brodo di aglio erano terribili ma guai a non mandarle giù. Avevamo l'impressione che i camerieri ci controllassero.
Ci hanno portato a fare una gita, con un bus scassato e su una strada terribile. Pensa che una signora al quinto mese di gravidanza ha abortito!».

Le mie sorelle guardavano incredule: «Ma...»
«Niente» dice mio padre. «A Mosca ora è così, è tutto fermo, sembra scoppiata una pandemia e il presidente Cernienko ha ordinato così!». «Sono comunisti» dice mia madre e papà la guarda male come se qualcuno di lì potesse sentirla!

Ecco allora chi ho visto a Bisceglie la domenica dei Santi. Era proprio lui, sì. Cernienko aveva ordinato: a Bisceglie, domenica 9 agosto 2020, tutto fermo! Comando io! Sono io: il fantasma del presidente!».
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Rubrica di pediatria a cura del dottor Antonio Marzano - pediatra di famiglia

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