Ragazzo (repertorio)
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Una spiacevole sorpresa

La soluzione di un caso complicato

Qualche mese fa in studio si è presentata la mamma di due bambini, sola con delle "carte" in mano. E questo, come sempre per me, non rappresenta una buona notizia perché è sempre foriera di qualcosa che non va e alla quale è necessario porre attenzione.

E infatti... Ha lasciato scivolare le carte al di sotto dello schermo di plexiglas e mi sono trovato ad osservare una casistica di cui avevo sentito parlare ma che non mi era mai capitata di dover trattare. Il piccolo di 10 anni, nel giocare in villa comunale a Bisceglie, era caduto procurandosi una ferita piuttosto estesa ed eccessiva per il trauma subìto. Una ferita così profonda al punto che si vedeva il femore.
Il pronto soccorso prima e l'ortopedia poi, con il consulto radiologico, hanno diagnosticato una frattura ossea patologica in presenza di cisti ossea femorale.
A distanza di qualche mese ecco che la storia si è ripetuta in un altro bambino di pari età. Questa volta, frattura all'omero con la spiacevole sorpresa di una cisti ossea.

Sembra una patologia non particolarmente severa eppure il problema non è tanto la frattura, che si compone, quanto quel vuoto nelle ossa lunghe che va risolto o comunque affrontato. La prima considerazione è l'assoluta mancanza di una risposta di causa e questo già turba molto, quindi il doveroso consiglio di non forzare l'osso perché è fragile in quel punto ed è il motivo della frattura; infine, ci si chiede come e quando si possa "riempire" quel buco. Chiedere ad un bambino di non fare sport è peggio che costringerlo ad andare tutti i giorni a scuola. Difficile se non impossibile, motivo per cui entrambi i bambini ed i loro genitori vivono con una spada di Damocle sulla testa.

La bella notizia mi è arrivata con l'aggiornamento cartaceo, e per fortuna che esiste ancora qualche rivista cartacea! Il direttore della Clinica ortopedica pediatrica di Padova, professor Cosimo Gigante, ha pubblicato un magnifico articolo descrivendo queste cisti delle ossa lunghe nei bambini, di cui non si conosce la causa e la cui scoperta è occasionale, proprio in occasione di un trauma anche non severo. È stato osservato che, attraverso una terapia di infiltrazioni di midollo osseo, nel 90 per cento dei casi queste cisti si riempiono di osso, restituendo alla famiglia e al bambino una vita serena.

Il professor Gigante raccomanda di non sottovalutare il dolore recidivante alla spalla di un bambino che può sottendere una cisti ossea all'omero e un dolore recidivante all'anca che può sottendere una cisti ossea giovanile al femore.
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Rubrica di pediatria a cura del dottor Antonio Marzano - pediatra di famiglia

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