Benedetto Lupo
Benedetto Lupo
Viaggio nell'Infinita Bellezza

Il Sospiro ed il Tuono

Rubrica di musica classica a cura di Antonio Marzano

Mi separano solo 36 ore dal Viaggio nell'Infinita Bellezza che mi porterà a percorrere non più di 50 km per vivere una esperienza che, sono certo, mi rimarrà dentro per sempre. Tra l'altro una occasione infrequente quella di poter respirare l'aria della Assoluta Eccellenza della Musica pianistico sinfonica, qui da noi dove per una serie di motivi, questi eventi sono molto rari.

Benedetto Lupo, il "nostro" super Maestro del Pianoforte, perché barese, suonerà in una chiesa di Mola di Bari il prossimo giovedì 19 ottobre il Concerto n.4 per pianoforte e orchestra di Beethoven.

Gli organizzatori hanno correttamente intitolato la serata musicale: il Sospiro ed il Tuono.

Tra i cinque concerti per piano e orchestra di Beethoven il numero 4 è veramente un lunghissimo sussurro. La sensazione di straordinaria emozione che regala è bellissima. E nel lungo percorso musicale romantico struggente passionale, il secondo movimento raggiunge momenti di lirismo assoluto. Il senso dell'udito attraverso il nervo acustico, sarà latore nell'area cerebrale destinata, una melodia che libera attraverso l'amigdala, uno tsunami di adrenalina. Per chi si emoziona nel vedere la Venere del Botticelli o la Pietà di Michelangelo, questo concerto regala la stessa emozione.

Nelle mani e nel pianismo del Maestro Benedetto Lupo si sublima il genio artistico musicale compositivo di Beethoven.


E lo scrivo per esperienza vissuta in prima persona, quando alcuni anni fa il maestro suonò al Petruzzelli il Concerto numero 2 per pianoforte e orchestra di Rachmaninoff. Non furono sufficienti gli applausi né la standing ovation per dimostrare al Maestro il " grazie" del pubblico.

Nelle sue mani il Rak 2 fu un vero trionfo musicale e di certo si ripeterà questo trionfo con il Concerto n4 per piano e orchestra di Beethoven.

La seconda parte vedrà l'orchestra sinfonica "leggere" la Sinfonia n.3 di Beethoven. L'Eroica. Con la Quinta, la Settima e la Nona, la Sinfonia n.3 cattura durante tutta la sua esecuzione lo spettatore e trasmette un pathos che nel corso dei tanti anni ha regalato a tutte le generazioni. Si rimane con il fiato sospeso per lunghi tratti e di tanto in tanto si ha bisogno di riprenderlo "il respiro" perché ci sono momenti in cui il coinvolgimento è totale: sì, è proprio come un tuono deflagrante.

E tutto questo in una parrocchia a Mola di Bari.

Grazie agli organizzatori e a chi crede nella offerta culturale di Eccellenza.
  • musica classica pianistica
  • Antonio Marzano
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Rubrica di musica classica a cura di Antonio Marzano

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