Paolo Mieli a Libri nel Borgo Antico 2018. <span>Foto Luca Ferrante</span>
Paolo Mieli a Libri nel Borgo Antico 2018. Foto Luca Ferrante
Cultura

"Alle radici del caos italiano" Paolo Mieli mette sotto accusa la borghesia senza valori civici

Nella splendida cornice di largo Castello a Bisceglie il giornalista ha raccontato l'Italia di ieri e di oggi, fra attualità e storia che si fondono in un intreccio inscindibile

È stato forse l'ospite più autorevole nel carnet di Libri nel Borgo Antico 2018. Storico e giornalista di spessore internazionale, arguto interprete dell'Italia, dalla sua Unità alla contemporaneità, Paolo Mieli, già direttore del Corriere della Sera, ha raccontato lo scenario politico e culturale della nostra nazione mostrando vizi e virtù del popolo italiano.

Utilizzando come sfondo l'attualità politica e sociologica l'autore ha presentato la sua ultima fatica letteraria dal titolo "Il caos italiano, alle radici del nostro dissesto". Mieli si è soffermato nel commentare le ultime evoluzioni politiche che riguardano i due partiti che formano l'attuale maggioranza, Lega e Movimento 5 Stelle, alle prese con un autunno caldo se non caldissimo in ragione del fatto chela massa del debito pubblico sarà vagliata dalle agenzie di rating.

Tutto ciò sarà da aggiungere al termine dell'acquisizione massiccia di debiti sovrani nazionali in programma a fine anno da parte della Banca centrale europea, che potrebbe aprire molteplici scenari, tra cui il famoso piano B evocato dal ministro Savona. Le paraboliche promesse dei partiti di governo si scontreranno con la sovrastruttura europeista o riusciranno ad essere adempiute senza colpo ferire per la stabilità dell'enorme debito nazionale? A questa domanda Mieli ha risposto con cauto ottimismo evidenziando che l'economia italiana è solida seppur stagnante, rifiutando così ogni accostamento alla vicenda greca. Insomma, non ci attenderebbe alcuna Troika a Roma ma è chiaro che i soggetti economici e culturali abbiano bisogno di essere pungolati, come ha sostenuto il politologo, al fine di ritrovare quel ruolo funzionale alla società e al tessuto civico che oggi sembra sgretolarsi.

Ritenendola la borghesia biscegliese paradigma di quella nazionale, Mieli ne ha denunciato l'assenza nella cornice letteraria di largo Castello come certificazione di un distacco totale nei confronti del territorio e della chiusura di una sterile autoreferenzialità. La battuta in chiusura di conversazione ha messo in risalto la sua profonda critica verso la classe borghese: «Il mio prossimo libro sarà intitolato "Abbasso la borghesia". Un atto di accusa verso la società italiana che scarica volentieri e troppo spesso le colpe del nostro declino alla politica e a fattori esterni mancando di una introspezione fedele alla realtà» ha sottolineato.

Non sono mancate citazioni alla purtroppo nota vicenda del Partito Democratico di Bisceglie e delle sue varie fazioni, utilizzate dal giornalista come esemplare microcosmo del decadimento del centrosinistra italiano e del suo anacronistico gridare al fascismo contro il governo in carica. Insomma, secondo Mieli Bisceglie si può definire una rappresentazione plastica dei mali e delle virtù italiane: tra i motivi di vanto, per il direttore, la rassegna letteraria Libri nel Borgo Antico che ogni anno aumenta in partecipazione e visibilità mediatica con l'obiettivo di avvicinare la cittadinanza biscegliese e del territorio alla lettura.
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