
Associazioni
Anpi promuove un percorso di memoria collettiva per gli 80 anni della Repubblica
Sabato saranno svelate le targhe di tre partigiani e internati militari italiani sepolti al cimitero
Bisceglie - giovedì 28 maggio 2026
9.47
La sezione Anpi "Michele D'Addato" di Bisceglie avvierà sabato 30 maggio un percorso di memoria collettiva per ricordare gli 80 anni della Repubblica. L'associazione svelerà le prime tre targhe di partigiani e tre internati militari italiani sepolti al cimitero: l'appuntamento è fissato alle ore 9 all'ingresso cimiteriale. I partigiani sono Michele D'Addato, Corrado Di Benedetto e Giuseppe Papagni, mentre gli imi Leonardo Antonino, Giuseppe Papagni e Francesco Preziosa. All'evento parteciperanno il sindaco Angelantonio Angarano e Monsignor Giovanni Ricchiuti, presidente nazionale Pax Christi, insieme a Rosalba D'Addato (presidente della sezione locale dell'Anpi).
Per l'Anpi è importante ricordare i partigiani e gli internati morti: «La democrazia italiana non è caduta dal cielo. È stata conquistata da persone che hanno rischiato tutto - lavoro, famiglia, vita - per opporsi a un regime autoritario. Ricordarli significa riconoscere che i diritti che oggi consideriamo ovvi sono stati pagati a caro prezzo. Ogni volta che una società dimentica le proprie ferite, diventa più vulnerabile a chi vuole riscrivere il passato o minimizzare le responsabilità dei regimi oppressivi. La memoria è un antidoto contro la manipolazione e l'indifferenza. Erano persone comuni: studenti, operai, contadini, insegnanti. Ricordarli significa riconoscere che anche individui "normali" possono compiere scelte straordinarie quando la dignità umana è minacciata. È un messaggio potentissimo per i nostri giovani».
«Oggi ricordiamo i partigiani e gli imi caduti non come figure lontane, ma come donne e uomini che hanno scelto la libertà quando tutto intorno chiedeva obbedienza. Ricordarli significa riconoscere che la nostra democrazia nasce da un atto di coraggio collettivo: la decisione di dire No alla violenza, alla discriminazione, alla paura, al fascismo. La loro lotta non fu solo militare: fu morale. Fu la difesa della dignità umana contro un potere che voleva cancellarla. Ricordarlo qui al cimitero sulla lapide con una targa significa stigmatizzare quest'esempio come segno di una comunità che disse No alla dittatura e Sì alla libertà» ha aggiunto la sezione biscegliese.
Sulla targa ci sarà un qr code che rimanderà direttamente alle schede personali di ciascuno dei "testimoni di libertà".
Per l'Anpi è importante ricordare i partigiani e gli internati morti: «La democrazia italiana non è caduta dal cielo. È stata conquistata da persone che hanno rischiato tutto - lavoro, famiglia, vita - per opporsi a un regime autoritario. Ricordarli significa riconoscere che i diritti che oggi consideriamo ovvi sono stati pagati a caro prezzo. Ogni volta che una società dimentica le proprie ferite, diventa più vulnerabile a chi vuole riscrivere il passato o minimizzare le responsabilità dei regimi oppressivi. La memoria è un antidoto contro la manipolazione e l'indifferenza. Erano persone comuni: studenti, operai, contadini, insegnanti. Ricordarli significa riconoscere che anche individui "normali" possono compiere scelte straordinarie quando la dignità umana è minacciata. È un messaggio potentissimo per i nostri giovani».
«Oggi ricordiamo i partigiani e gli imi caduti non come figure lontane, ma come donne e uomini che hanno scelto la libertà quando tutto intorno chiedeva obbedienza. Ricordarli significa riconoscere che la nostra democrazia nasce da un atto di coraggio collettivo: la decisione di dire No alla violenza, alla discriminazione, alla paura, al fascismo. La loro lotta non fu solo militare: fu morale. Fu la difesa della dignità umana contro un potere che voleva cancellarla. Ricordarlo qui al cimitero sulla lapide con una targa significa stigmatizzare quest'esempio come segno di una comunità che disse No alla dittatura e Sì alla libertà» ha aggiunto la sezione biscegliese.
Sulla targa ci sarà un qr code che rimanderà direttamente alle schede personali di ciascuno dei "testimoni di libertà".


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