Francesco Boccia
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Politica

Assistenti civici, coro di voci contrarie nel Governo e nella maggioranza

Vertice nel pomeriggio tra Conte, Boccia e i ministri del lavoro e degli interni

Elezioni Regionali 2020
La proposta inerente l'istituzione della figura degli assistenti civici, presentata domenica dal ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia e dal sindaco di Bari Antonio Decaro (nella veste di presidente dell'Anci), sembra destinata a restare tale. L'esponente biscegliese del Partito Democratico ha dovuto fronteggiare, in queste ore, un autentico fuoco di fila da tutte le direzioni, in alcuni casi anche "amico".

«Le decisioni assunte, senza preventiva consultazione del ministero dell'Interno per l'istituzione della figura degli "assistenti civici" in relazione alle misure di contrasto e di contenimento della pandemia Covid-19, non dovranno comportare compiti aggiuntivi per le prefetture e per le forze di polizia già quotidianamente impegnate nei controlli sul territorio» è quanto trapelato da fonti del Viminale.

Durissima la reazione di Italia Viva, il partito di Matteo Renzi. Parole eloquenti quelle del ministro Teresa Bellanova: «A quali compiti saranno chiamati questi volontari, visto che nell'ordinanza si parla di un generico "contenimento della pandemia"? Di quale formazione avranno bisogno? Quali rischi potrebbero correre? Con quali poteri potranno intervenire di fronte al mancato rispetto delle regole? Che coordinamento avranno con le forze dell'ordine? Il mondo del volontariato è stato coinvolto e consultato? Sapere che sarebbero destinati quasi 5 milioni di euro per impiegare su base volontaria 60 mila persone per due mesi circa (fino al 31 luglio), con un costo a persona quindi di quasi 80 euro, mi fa solo temere che avremo una "milizia" di persone impreparate, improvvisate, incerte nel loro ruolo, con un rischio da un lato di inefficacia, dall'altro di esercizio arbitrario delle funzioni".

La responsabile dell'agricoltura nel Governo Conte ha rimarcato che «la scelta non è mai stata condivisa in riunioni di maggioranza» e che «rischia di essere inopportuna, confusa e sbagliata. È necessario rivedere il tutto anche alla luce della mancata condivisione col Viminale. Perché invece non è mai stata considerata l'ipotesi di ampliare il servizio civile come pure alcuni di noi hanno proposto?».

Fonti interne al ministero degli affari regionali hanno precisato che la figura dell'assistente civico riguarda «l'impiego, per 16 ore settimanali, da parte di volontari per aiutare gli anziani, portare spesa e medicine, supportare l'organizzazione del distanziamento sociale, come ad esempio fuori dalle chiese o fuori dai parchi per contingentare gli ingressi». Nulla a che vedere coi compiti assegnati alle forze dell'ordine: «Nessuna vigilanza, ronda o sentinelle anti spritz. In caso di assembramenti non potranno fare multe né chiedere i documenti ma solo segnalare a vigili e forze dell'ordine».

Il ministro del lavoro Nunzia Catalfo ha espresso le sue perplessità rivelando che nel pomeriggio di lunedì 26 maggio si sarebbe tenuto un incontro col premier Conte, Boccia e la titolare del ministero degli interni Luciana Lamorgese.
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