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Bisceglie supera il vecchio Piano regolatore con un Pug già datato

Il sindaco Angarano e altri 6 consiglieri lasciano l'aula dichiarandosi in potenziale conflitto di interessi. Il provvedimento passa solo grazie all'astensione delle minoranze

Il consiglio comunale di Bisceglie ha approvato, poco dopo la mezzanotte di venerdì 13 gennaio, l'adozione del Piano urbanistico generale, del rapporto ambientale e della sintesi non tecnica. Un passaggio amministrativo fondamentale e storico, decisivo per il superamento della vigenza di un Piano regolatore risalente addirittura al 1974.

Il lunghissimo dibattito sul tema ha avuto inizio alle 16:15 ed è proseguito per diverse ore, con il contributo tecnico degli architetti Losapio e Nigro.

Il dato politico altamente rilevante è però costituito dalle modalità attraverso le quali il Pug ha ottenuto il disco verde dell'assemblea. Il sindaco Angelantonio Angarano, confermando quanto sostenuto già nel gennaio 2021 quando - insieme a tutti gli altri componenti della giunta - si è dichiarato «incompatibile» sulla delibera perché in potenziale conflitto di interessi (link all'articolo), non ha partecipato al voto lasciando la sala consiliare. Analoga scelta è stata compiuta da altri componenti della sua maggioranza (Sergio Ferrante, Pierpaolo Pedone, Giuseppe Losapio, Mauro Lorusso, Luigi Di Tullio, Francesco Carelli). Il provvedimento ha ricevuto perciò appena sei voti favorevoli, quelli di Franco Coppolecchia, Tommaso Mastrototaro, Michele De Noia, Pasqua Pasquale, Carla Mazzilli e Antonio Gisondi.

Le opposizioni hanno consentito di fatto l'approvazione del punto rimanendo in aula ed astenendosi in blocco, (Vittorio Fata, Franco Napoletano, Enzo Amendolagine, Enrico Capurso, Angela Di Gregorio, Mauro Sasso, Giorgia Preziosa, Rossano Sasso, Peppo Ruggieri, Gianni Casella) con le uniche eccezioni di Alfonso Russo e Francesco Spina, che sono usciti ribadendo comunque il supporto alla linea di responsabilità stabilita da tutte le minoranze. Il Pug (datato maggio 2010) ha ottenuto il disco verde dell'assemblea elettiva con numeri striminziti ed in una situazione politica paradossale e potrà essere oggetto di osservazioni entro i prossimi 60 giorni allo scopo di modificare quelle parti divenute ovviamente vetuste con il trascorrere del tempo e il naturale corso delle normative urbanistiche.

L'andamento del consiglio comunale ha provocato inevitabili reazioni di diverso tenore sui vari fronti.
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