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Il taglio del nastro, Poliambulatorio "Il buon samaritano". Foto Pietro Losciale
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Inaugurato ufficialmente il Poliambulatorio "Il buon samaritano"

Taglio del nastro per il progetto di Epass Onlus

6 studi medici, 21 branche specialistiche e oltre 98 volontari - 43 medici, 15 infermieri, 40 operatori. Durante la fase sperimentale, avviata da due mesi, ha registrato oltre 150 visite specialistiche erogate gratuitamente.
Sono alcuni dei numeri con cui ha preso il via il Poliambulatorio "Il buon samaritano", di Epass Onlus.
Il progetto garantisce visite mediche gratuite a nuovi poveri, immigrati, senza fissa dimora, esenti ticket con problemi di prenotazione, a chiunque viva in una condizione di esclusione o di marginalità sociale.
Si è tenuta nella mattinata di sabato 2 febbraio l'inaugurazione del Poliambulatorio. Ad introdurre la presentazione tenutasi nella struttura di piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa, breve intervento del presidente di Epass Onlus Luigi De Pinto. A seguire, i saluti istituzionali del sindaco di Bisceglie Angelantonio Angarano, del Presidente della provincia BAT Nicola Giorgino e del direttore generale dell'ASL Bat Alessandro Delledonne. Presenti l'arcivescovo della diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie Monsignor Leonardo D'Ascenzo e il procuratore aggiunto del Tribunale di Bari Francesco Giannella.
Per l'occasione, l'Epass ha organizzato una tavola rotonda sul tema della Sanità Negata, dal titolo "Dalla sanità negata alla sanità affermata". Tra i relatori, don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, Pasquale Cacciatore dell'Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, il direttore del dipartimento salute della regione Puglia Giancarlo Ruscitti e lo stesso Luigi De Pinto.
Diversi i temi discussi durante la relazione: dall'assistenza al diritto alla salute, passando per il tema della povertà sanitaria e l'(in)equità nella sanità a livello nazionale.
Rilevante, tra gli altri, l'intervento di Pasquale Cacciatore, che ha inquadrato i numeri della sanità negata in Italia e, in particolare, in Puglia. I dati sono tutt'altro che confortanti: in Italia, il 40% dei costi della spesa sanitaria è sostenuto dai cittadini. In media, un italiano spende 2500 euro all'anno per curarsi, 1800 euro spesi dal fondo pubblico, 700 euro di tasca propria. Più del 50% degli italiani considera molto difficile accedere alle cure: il 3,3% rinuncia alla sanità pubblica per problemi inerenti le liste di attesa, il 6,8% per motivi economici.
In Puglia, la sanità pubblica presenta termini di inequità: un pugliese su cinque paga di proprie tasche le spese sanitarie, con, tra le tante conseguenze negative, un abbassamento della speranza di vita dal 2005 ad oggi.
Tenuta in considerazione la presenza dell'articolo 32 della Costituzione, «questo ambulatorio non dovrebbe esistere», il commento provocatorio dell'esperto ONSRI, che ha comunque plaudito all'iniziativa volontaria assunta dall'Epass. Non è mancata la risposta di Luigi De Pinto, tra i promotori del progetto: «Con il Poliambulatorio abbiamo deciso di contrastare il fenomeno della sanità negata. Non c'è un responsabile che nega la sanità: è vero che il Servizio Sanitario Nazionale dovrebbe interrogarsi su un sistema che non ha funzionato, ma il fenomeno è molto più complesso. Questo progetto è uno schiaffo alla politica, a costo che questa ponga l'altra guancia: il tentativo è metterci insieme per recuperare il tempo che abbiamo perso».
Presente anche l'europarlamentare ed ex consigliere regionale della Puglia, Elena Gentile: «Questo poliambulatorio è sinonimo di dono, competenza, sussidiarietà. La crisi profonda, economica, finanziaria, ma anche valoriale, impone di intervenire alle carenze di un sistema che a volte non funziona. In Europa stiamo lavorando moltissimo in Commissione Salute. Stiamo costruendo le reti per la soluzione di molti problemi, come il Fondo Sociale Europeo: per la prima volta l'Europa potrà finanziare la costruzione di nuovi ospedali e strutture» il suo intervento.
A conclusione della mattinata, il consueto taglio del nastro e la benedizione della struttura da parte dell'arcivescovo Leonardo D'Ascenzo.
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