Ospedale Vittorio Emanuele II di Bisceglie. <span>Foto Ida Vinella</span>
Ospedale Vittorio Emanuele II di Bisceglie. Foto Ida Vinella
Politica

Sinistra Italiana si rivolge al presidente Antonio Decaro sul reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Bisceglie

Il circolo cittadino: «Si impedisca che i problemi di organizzazione del Dimiccoli di Barletta abbiano effetti sul presidio biscegliese»

«Il reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Bisceglie è stato riaperto a inizio 2023, con l'entusiasmo di un team professionale che ha consentito da subito di traguardare sempre la soglia di sicurezza delle nascite, attestandosi oltre i 500 eventi. Sarebbe tutto oro quello che luccica se considerassimo Bisceglie come un'entità a se stante, invece, essendo parte integrante del sistema sanitario dell'Asl Bt, occorrerebbe entrare nel merito. Da una parte l'impatto negativo sui costi, su quegli elementi che a vario titolo hanno contribuito a determinare il deficit di oltre 365 milioni di euro della sanità pugliese; dall'altra le dinamiche interne per far fronte al clima astioso e velenoso del reparto di ginecologia e ostetricia dell'ospedale Dimiccoli di Barletta, descritto anche dalla Gazzetta del Mezzogiorno in un approfondimento. Aspetti che rischiano di far collassare quello che di buono c'è nel corrispondente reparto sanitario del presidio biscegliese». È la nota condivisa dal circolo cittadino di Sinistra Italiana, rappresentata in consiglio comunale da Gianni Naglieri.

«Sul fronte economico, si rileva che la Regione Puglia ha approvato nel 2025 un piano di 30 milioni di euro per coprire le ore extra per l'esecuzione di prestazione aggiuntive, le cui tariffe sono di 50  euro l'ora (nei giorni feriali) e 65  euro l'ora (nei weekend e festivi) per infermieri/Oss e di 80‑100 euro l'ora per medici. Le tariffe sono retroattive dal 1° febbraio 2025. A tal riguardo, a Bisceglie, la ginecologia è tra quei reparti che ha fatto uso alle prestazioni aggiuntive: ci domandiamo, chi ne ha usufruito e per quali emergenze straordinarie? La richiesta è avvenuta su base volontaria? E a quanto ammonta il costo complessivo nel 2025? Ricordiamo che il costo lordo per 6 ore è di circa 600 euro giornaliere. Ovviamente ci aspettiamo che alle prestazioni aggiuntive straordinarie abbia fatto seguito anche un altrettanto risultato straordinario, per la giusta congruità ed eleggibilità della spesa pubblica complessivamente sostenuta» ha evidenziato il partito di centrosinistra.

«Sul secondo tema, l'ospedale Dimiccoli e il suo primario registrano la carenza del personale medico: per far fronte a tale bisogno, chiede a Bisceglie che un certo numero di medici ginecologi, ma, non tutti, si alternino a Barletta. Di fronte a questo scenario, sul quale sarebbe opportuno approfondire se vi siano elementi e motivazioni collegabili, la politica e il neo assessore alla sanità pugliese sono chiamati a porre in essere le opportune azioni gestionali finalizzate al contenimento della spesa pubblica, magari limitando allo stretto necessario le prestazioni aggiuntive. E al superamento delle cause oggettive e soggettive che affliggono da più tempo l'ospedale Dimiccoli, tanto da pregiudicarne negli ultimi 3 anni il raggiungimento della soglia di sicurezza delle nascite, nonostante la maggiore presenza di posti letto e di infrastrutture. In assenza di soluzioni efficaci, si causa il logoramento professionale del personale sanitario di Bisceglie, su cui pende la mobilità d'urgenza, con assegnazione temporanea, all'unità di ostetricia e ginecologia del nosocomio barlettano» hanno spiegato da Sinistra Italiana.

L'appello rivolto alle istituzioni: «Chiediamo al presidente della Regione Antonio Decaro e all'assessore alla sanità Donato Pentassuglia di intervenire prontamente per impedire che per far fronte ai problemi di organizzazione del reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale Dimiccoli di Barletta, ricadano sull'omologo reparto dell'ospedale di Bisceglie gli effetti di una revisione gestionale dei punti nascita».
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