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Bisceglie calcio, la condanna più atroce è il disinteresse

Silenzio assoluto sul futuro del club

Sono trascorse due settimane dalla retrocessione del Bisceglie calcio nel torneo di Eccellenza. La quarta bocciatura consecutiva maturata sul campo ha sancito la discesa del club, nel giro di un anno solare, dall'ambito professionistico alle categorie regionali.

Spendersi in analisi sull'enorme serie di errori commessi in queste ultime due stagioni dal proprietario Vincenzo Racanati e dalle persone che gli hanno fornito consigli ora non avrebbe senso, specie alla luce dell'evidente disaffezione rispetto alle vicende della squadra. Un crollo verticale di attenzione nei confronti del Bisceglie, motivato solo in parte dall'atteggiamento poco propenso al confronto (eufemismo) tenuto dalla dirigenza in questi due anni, nei quali quasi nessuno ha avuto l'opportunità di interagire con Racanati, i suoi familiari e le figure tecnico-sportive che hanno collaborato con loro. I giornalisti, poi, sono stati impossibilitati a qualsiasi tipo di contatto reale con la società: il risultato, inevitabile, è che del Bisceglie si è smesso di colpo di parlare e scrivere approfonditamente sui media (se si escludono i resoconti delle partite), di ragionare e discutere in giro per la città e persino sui social, progressivamente, lo sconforto ha preso il sopravvento sull'indignazione.

Racanati ha esercitato, più o meno inconsapevolmente, un "diritto all'oblio" che a conti fatti non gli ha certo portato beneficio. Non è dato di sapere se questa clamorosa assenza di dialogo con la stampa sia dovuta a timidezza e semplice disabitudine alla gestione di una società sportiva (ben diversa da quella di un'azienda) o peggio ad un atteggiamento di presunzione rispetto al da farsi. Ecco perché questo articolo non potrebbe in alcun modo suonare come un "atto d'accusa" nei suoi riguardi: non avendo mai potuto parlare con lui, non avendo mai avuto il piacere di conoscere quali fossero le sue intenzioni, i suoi programmi, le sue idee, è impossibile rimproverargli qualcosa in particolare. Non era mai accaduto che il massimo dirigente del Bisceglie calcio si negasse del tutto ad alcuni giornalisti: è l'unico dato di fatto incontrovertibile, considerando che persino nei momenti più complicati dell'era Canonico il proprietario aveva sempre mantenuto un filo diretto di comunicazione con interlocutori a vario livello, compresa la nostra categoria.

Vincenzo Racanati ha rilevato il Bisceglie in C e ora la squadra si ritrova in Eccellenza a causa di due retrocessioni: è chiaro che siano stati compiuti degli sbagli ma la condanna più atroce, in questo momento, è il disinteresse. La città non ha reagito in alcun modo, se si esclude il rammarico delle ormai poche centinaia di sostenitori visti sugli spalti del "Ventura" nelle ultime annate. Sarebbe ingeneroso (e falso) sostenere che del Bisceglie calcio non frega più nulla a nessuno ma è eloquente che importi a meno persone rispetto a 5, 10, 15, 20 anni fa così com'è logico che non possa essere tutta colpa di Racanati.

Quale sarà il futuro del club? Impossibile spendersi in pronostici: bisognerebbe chiederlo al diretto interessato, al quale toccherebbe tentare di instaurare un minimo di dialogo e rapporto con i giornalisti (con tutti i giornalisti) e soprattutto con le persone che hanno a cuore le sorti del Bisceglie calcio. L'auspicio di molti è che, finalmente, se ne sia reso conto.
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