Elezioni amministrative, al voto in sei comuni del territorio
Elezioni amministrative, al voto in sei comuni del territorio
Buongiorno

Ma perché corrono tutti?

Le amministrative sono lontane o lo sembrano soltanto?

Sarà vero, come scrisse Josh Billings, che «meno sappiamo, più sospettiamo» e questa serie di "indizi" - pur non togliendoci il sonno, sia chiaro - risulta quasi incomprensibile per tantissimi biscegliesi mediamente o poco interessati agli sviluppi politico-amministrativi. È legittimo però chiedersi, alla luce delle evoluzioni pubbliche e dei movimenti sotterranei, per quale dannato motivo, quando in base alla conclusione naturale dell'attuale consiliatura mancano ancora due anni alle prossime comunali, tutti sembrano già entrati in campagna elettorale.

È cambiato, senza dubbio, l'atteggiamento del Sindaco Angelantonio Angarano: benché lontanissimo dal poter essere definito un fulmine di guerra, il capo dell'amministrazione di Bisceglie ha assunto una posizione leggermente più aggressiva e non si sbaglia chi lo ritiene ancora in corsa per conquistare il ballottaggio nel 2023 (obiettivo che solo poche settimane prima dell'emergenza Covid avrebbe inquadrato nella migliore delle ipotesi col binocolo, se non addirittura osservato al telescopio). Le frequenti voci di un'imminente disgregazione della maggioranza che lo sostiene si sono susseguite al punto che non ci crede più nessuno e questi fragili equilibri "rischiano" di trascinarsi fino ai primi mesi dell'anno in cui si tornerà alle urne, quando diverrà inevitabile esporsi (e distinguersi). Eppure c'è chi manovra e si comporta come se le amministrative fossero dietro l'angolo...

Corre, imperterrito, un Francesco Spina più convinto che mai di essere il candidato ideale a rappresentare la delusione di una città che a suo parere potrebbe aver scoperto di "star meglio quando si stava peggio". L'ex Sindaco ha già raccolto intorno a sé un nucleo di fedelissimi, pronto a riproporre il modello tecnico delle liste civiche risultato vincente nel 2006, nel 2011 e (soprattutto) nel 2013. Basterà?

Corricchia, ma è pronto a scattare, un Vittorio Fata che i meglio informati ritengono questa volta la figura più adatta alla quale il Partito Democratico potrebbe agganciarsi: sarebbe una scelta talmente logica e ragionevole che spiazza immaginare i dem biscegliesi capaci di prendere anche decisioni giuste. Il lavoro certosino compiuto in questi mesi da Bartolo Sasso ha rivitalizzato il Pd di Bisceglie, alzandone la credibilità in modo considerevole al punto da guadagnare finalmente una sua centralità e acquisire voce in capitolo.

Non sembra pronto a correre (ma ha la tuta nel primo "traturo") un Gianni Casella la cui coalizione può apparire al momento meno consistente rispetto al 2018: guai, però, sottovalutarne la verve aggregatrice, specie se qualche "addio" annunciato non dovesse concretizzarsi.

Corre e non corre Sergio Silvestris, politico di razza che conosce a perfezione la tecnica dello "stop and go" di craxiana memoria ma, prendendo un po' tutti in contropiede, finora l'ha utilizzata solo su se stesso ("Togli la candidatura; metti la candidatura") evitando di applicarla a un'amministrazione forse valutata troppo debole per reggerne gli urti. Il primo tifoso dell'ex europarlamentare è proprio Angarano, che gli augura un'opportunità alle prossime politiche, confidando si tengano nel 2023, per rinvigorire l'intesa alle comunali con un rinnovato patto di consiliatura.

Corre, anche se non sa ancora con quale casacca, un Enzo Amendolagine che è stato già dato per sfilato dal Movimento 5 Stelle (o quel che ne resta) ma non vorrebbe disperdere quanto costruito faticosamente negli ultimi anni. Non ha tutti i torti.

Correrebbe volentieri qualcuno se il centrodestra a Bisceglie fosse qualcosa di più che uno sbiadito ricordo del passato: i candidati potenziali a Sindaco superano, al momento, il numero stesso delle liste che probabilmente si sarebbe in grado di presentare... Riuscire anche soltanto a organizzare una riunione tra i referenti cittadini (a proposito, chi sono?) di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia farebbe giustamente gridare al miracolo.

Correranno anche degli outsider: il giornalista Vincenzo Arena non vede l'ora di misurarsi, un imprenditore parrebbe molto tentato dall'esperienza e chissà che questa non sia la volta buona, pur se al momento non si palesa.

Correrà l'avvocato giuslavorista Antonio Belsito, che peraltro una coalizione civica - con tanto di simboli e coordinatori, almeno sulla carta - ce l'ha già da tempo e ha metabolizzato la rottura col consigliere regionale Francesco La Notte, la cui esperienza potrebbe concludersi a breve. E se decidesse di correre anche lui?

Continua invece a far cenno di non voler più correre (ma è lecito dubitare di una tale "astensione") Franco Napoletano, che negli ultimi tempi si è messo in luce per le battaglie sulla questione spiagge: chissà che il combattivo esponente comunista dalla scorza dura non ritrovi gli stimoli...

Vorrebbero correre - e lo faranno a vuoto fin quando la faccenda non diverrà più seria - troppi "personaggi in cerca d'autore" i cui nomi sono spesso e volentieri utilizzati da specchietto per le allodole, talmente spendibili da essere spesi ben prima del via alla campagna elettorale.

Resta comunque, sullo sfondo, un interrogativo che "attanaglia": se davvero mancano ancora due anni al voto, allora perché corrono tutti?

Grati per cotanta attenzione al bene pubblico e una platea così autorevole di proposte politico-amministrative in procinto di esprimersi, i biscegliesi non possono che considerarsi fortunati. C'è da indiviarci.
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