Consiglio comunale. <span>Foto Antonio Lopopolo</span>
Consiglio comunale. Foto Antonio Lopopolo
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Ostriche, suites, short lists... e regionali

Tentativi contrapposti di distrazione dell'opinione pubblica

Tentare di distrarre l'opinione pubblica è una strategia legittima di comunicazione politica, che finisce per perdere tutta la sua efficacia specialmente in due circostanze: nel caso in cui sia male orchestrata o nell'eventualità di un'identica iniziativa di segno opposto. Quello che sta succedendo in queste ore a Bisceglie è frutto di un formidabile mix tra le due condizioni.

Forse preoccupati del fatto che i biscegliesi, impegnati finalmente nel sollazzarsi tra sole e mare, potessero dimenticarsi di loro, alcuni protagonisti della scena hanno deciso di fornire ulteriori motivi per far passare a quanta più gente possibile la voglia residua di seguire le vicende politico-amministrative già ingloriose di una città nella quale si continua a spendere tempo per attaccare qualcun altro piuttosto che per agire.

Non c'è verso: Francesco Spina c'entra anche quando non vorrebbe (e non dovrebbe). Se non ci fosse, bisognerebbe inventare un altro capro espiatorio per tutto ciò che a Bisceglie non funziona dai tempi dell'invenzione della ruota. L'ex sindaco, coinvolto nell'indagine sulla sua nomina a consigliere d'amministrazione di Innovapuglia, ha incassato la sottintesa e clamorosa solidarietà... di Francesco Boccia. Il parlamentare biscegliese, prendendo le difese di Michele Emiliano - sottoposto a un'evidenza mediatica in effetti esagerata rispetto alla portata di quello che gli si contesta -, non ha potuto non "salvare", pur evitando di nominarlo, quello che è al tempo stesso un avversario e un suo compagno di partito. Il sottile controsenso è passato quasi inosservato perché il fulcro della polemica si è presto rivelato un altro.

Deciso a scalare la vetta della classifica delle uscite inopportune, il consigliere comunale Giuseppe Losapio, eletto in Bisceglie Svolta, ha sbandierato ai quattro venti un'iniziativa intrapresa nei giorni scorsi: mosso dalla condivisibile intenzione di appurare l'entità e la congruità delle spese istituzionali sostenute dal comune di Bisceglie fra il 2013 e il 2018, l'esponente del (fu?) Circolo dei valori intitolato a Peppino Impastato ha utilizzato le sue prerogative di componente della massima assise cittadina per effettuare un accesso agli atti. L'esito si è rivelato, a suo modo di vedere, doveroso di ulteriori approfondimenti, ragione per cui Losapio ha presentato un esposto ad Antonella Fiore, segretario generale del comune e in tale veste responsabile dell'anticorruzione.

L'azione del consigliere, sotto questo punto di vista, è incontestabile: qualsiasi richiesta di approfondimento e accertamento inerente l'utilizzo di soldi pubblici equivale a una buona pratica politico-amministrativa. Losapio ha rovinato tutto, passando inevitabilmente dalla parte del torto, nel momento in cui ha pensato bene di seguire il consiglio di qualche "guru" e si è rivolto a Massimiliano Scagliarini de "La gazzetta del mezzogiorno". Non perché l'ottimo Scagliarini sia da meno a nessuno, ci mancherebbe altro, ma l'impostazione del pezzo apparso sul quotidiano barese è stata sfruttata abilmente da Francesco Spina, che giganteggia per capacità comunicative. E infatti è passato per vittima di una feroce campagna denigratoria ai suoi danni, pur se, naturalmente, non è vero.

Toccherà provare a restare sui fatti concreti: 65 mila euro spalmati sul periodo 2013-2018 fanno circa 13 mila euro l'anno. I meglio informati ritengono che questa cifra, nel complesso, sia tutt'altro che elevatissima, considerando che fra le spese istituzionali dovrebbero rientrare, di norma, i costi per le missioni sostenute da tutto l'apparato: sindaco, vicesindaco, assessori, consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, presidente del consiglio comunale, segretario generale, dirigenti di ripartizione, dipendenti dell'ente. Tradotto: i 65 mila euro, pochi o troppi che siano, non li ha mica spesi tutti Spina!

Losapio ha cercato di suscitare l'idea che quelle somme fossero state rimborsate interamente all'ex sindaco? Il punto è questo.
Scagliarini, nel suo pezzo, si è limitato a riferire di episodi riguardanti Spina credo per questioni di spazio e ragioni di maggiore interesse giornalistico. Non credo alla teoria spiniana dell'accanimento del bravissimo collega nei suoi confronti. È pero evidente che far passare l'ex primo cittadino per uno spendaccione incallito richieda prove ben più circostanziate, che peraltro spetterebbe verificare agli organi giudiziari. E sembra chiaro, quanto del tutto comprensibile sotto il profilo politico, l'interesse della maggioranza e della giunta nello spostare l'attenzione del dibattito politico-amministrativo dalle questioni molto intricate della gara ponte per l'igiene urbana (di cui non si hanno ancora notizie) e del provvedimento sulla maglia 165 che tornerà presto al vaglio del consiglio.

Non possiedo le competenze per stabilire quale importo debba e possa spendere un comune delle dimensioni di Bisceglie nel corso di dodici mesi per le missioni e le attività istituzionali. Sono abbastanza lungimirante per ritenere che sia già cominciata la campagna per le prossime elezioni regionali: la candidatura di Francesco Spina in una delle tre liste civiche di Michele Emiliano che già coordinò nel 2015 sulla Bat è certa. L'annuncio, per chi è in grado di decodificare i messaggi, l'ha dato proprio Giuseppe Losapio col primo di una lunga serie di tentativi di delegittimazione politica dell'ex sindaco di Bisceglie. Uno che se oggi "dà fastidio" dai banchi dell'opposizione a Palazzo San Domenico, domani potrebbe costituire un controcanto pesantissimo all'amministrazione biscegliese dagli scranni della maggioranza dell'assemblea regionale.

L'incredibile esortazione rivolta da Losapio a Spina (ne ha chiesto le dimissioni quando lo scorso 1 agosto lui e tutti gli altri lo hanno salvato da sicura decadenza per incompatibilità) è la dimostrazione della totale mancanza di strategia di una maggioranza che comincia a soffrire di contraddizioni acute e non ha una linea a causa soprattutto del fatto che il suo capo - il sindaco - ha praticamente smesso di fare politica dal momento in cui si è candidato alle amministrative.

Qualcuno è in grado di indicare, adesso, la posizione di Angelantonio Angarano? È passato al centrodestra? È vicino a Forza Italia? Strizza l'occhio a Fratelli d'Italia? O forse è sempre di centrosinistra? È ancora del Partito Democratico? Si riconosce in Più Europa? Ha deciso di avvicinarsi a Italia bene comune seguendo i colleghi sindaci De Palma e Abbaticchio? Ha compiuto un salto verso le posizioni de La sinistra? Boh!
Francesco Spina, da sindaco, è stato massacrato da tutti i media mainstream italiani per aver guidato la più sostanziosa operazione di trasformismo degli ultimi tempi a Bisceglie, col tesseramento di massa al Pd e non ha certo mai trovato grande conforto nei miei pezzi dell'epoca. Sarà il caso di chiedere conto al buon Angelantonio almeno della sua attuale collocazione? Non ci sarebbe neppure bisogno di scomodare le telecamere de La 7...

Le regionali sono dietro l'angolo, molto più vicine di quanto possano apparire adesso. La lunga serie di errori politici e amministrativi che quest'amministrazione impacciata, lenta, lenta e ancora terribilmente lenta continuerà a commettere - a meno di sconvolgimenti quasi impossibili - sarà il perno della campagna elettorale di Francesco Spina. Con buona pace di Giuseppe Losapio e di altri esponenti di giunta e maggioranza, le cui entrate a gamba tesa non colpiscono la palla né l'avversario ma centrano i cartelloni pubblicitari. Per riparare i quali occorrerà fare una short list. Su questo, una volta tanto, siamo tutti d'accordo.
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