Roberta Rigante. <span>Foto Fabrizio Ardito</span>
Roberta Rigante. Foto Fabrizio Ardito
Buongiorno

Un sottilissimo confine

Il blog di Vito Troilo

L'argomento del confronto politico e sociale della città in queste ore è - incredibile ma vero - l'assunzione per scorrimento di graduatoria di un professionista qualificato (e mi riferiscono anche piuttosto in gamba) da parte di un altro ente.

Gli uffici comunali di Bitonto potranno contare, d'ora in avanti, sulle prestazioni dell'ingegnere biscegliese Massimo Brescia. Un fatto del quale dovremmo essere tutti contenti: quando un giovane che ha studiato e compiuto sacrifici per crescere e acquisire una professionalità ottiene un riconoscimento è sempre una buona notizia. Specie se ha partecipato a un concorso - diversi anni prima - superandolo e accedendo alla graduatoria.

E allora, perché questa levata di scudi verso un atto del tutto legittimo, frutto di una procedura irreprensibile? Toccherà fare alcuni passi indietro per comprendere meglio quale sia - a nostro giudizio - l'unica chiave che permette di fare polemica su quanto accaduto.

Massimo Brescia - persona peraltro gentilissima - è il marito di Roberta Rigante, che al momento ricopre l'incarico di assessore ai servizi sociali della giunta Angarano. E questa circostanza non c'entra un fico secco con la sua partecipazione al concorso per l'incarico tecnico al comune di Bisceglie, risalente a un periodo nel quale neppure le menti più fervide avrebbero potuto immaginare lo snodo futuro delle vicende.

La questione è di natura etica e politica. Rigante è stata segretaria cittadina del Partito Democratico e per un periodo ha rivestito il ruolo di consigliere comunale di minoranza. Fu lei a commentare, col giornalista Bertazzoni nell'ormai tristemente noto pezzo di "Piazzapulita", il tesseramento on line di massa di Francesco Spina e dei suoi al Pd, trasformato in caso nazionale con una stucchevole, inopportuna, esagerata sovraesposizione mediatica che è parsa da subito utilissima solo a dare addosso all'ex sindaco, anche al costo di screditare la città. Un accanimento assurdo che non ha fatto onore alla nostra categoria, specie perché l'attuale amministrazione non ha ricevuto e non riceve identiche attenzioni.

Fu Roberta Rigante l'autrice di centinaia fra interventi, dichiarazioni, manifesti, comunicati stampa attraverso i quali sono stati contestati i metodi di gestione della cosa pubblica di quell'amministrazione. Non è un caso che a chiederne le dimissioni da assessore, oggi, sia proprio Spina, partendo dal presupposto che sarebbe incoerente, secondo lui, ritenere di colpo quelle graduatorie utili ora che gli effetti dello scorrimento finiscono per premiare, indirettamente, il marito.

Doveroso mantenere l'equilibrio anche solo raccontando quanto avvenuto, pur se il punto è semplice: l'assunzione di Massimo Brescia non fa una piega, tenuto conto del fatto che diversi comuni limitrofi hanno provato ad attingere dalle varie graduatorie ancora aperte per compensare i vuoti in organico derivati dai pensionamenti. Tradotto in soldoni: Bitonto aveva davvero bisogno di un ingegnere civile per implementare quell'ufficio.

Semmai bisognerebbe riflettere sul sottilissimo confine che passa tra il "dire" mentre si è all'opposizione e il "fare" quando si passa ad amministrare. Le giunte e le maggioranze di Francesco Spina sono state massacrate anche per questioni di lieve natura da quegli stessi esponenti che adesso, a parti e ruoli invertiti, sembrano pensarla diversamente. Basti un esempio su tutti: le proroghe all'affidamento del servizio di igiene urbana. Se le avesse fatte un'amministrazione guidata da Spina, le troupes de La 7 sarebbero rimaste a Bisceglie in pianta stabile, con tanto di "caccia" al capo di gabinetto, al passato personale degli assessori e ai consiglieri di maggioranza. Cerchiamo di essere tutti obiettivi, per una volta.

L'azione politica di Spina e il ragionamento, da un punto di vista differente, che fa Alfonso Russo convergono sulla vera natura di questa polemica: mettere alla berlina per definire ipocriti l'intransigenza, l'eccesso di moralismo, la supposta superiorità etica di una frazione dell'attuale maggioranza che sostiene Angarano, corrispondente agli ex Pd. La notizia - comunque la si pensi - è che ci sono riusciti.

La politica non è mai fatta da buoni (i nostri) e cattivi (gli altri): chissà se la mia amata sinistra biscegliese l'avrà capito. Buon lavoro a Massimo Brescia, un bravo ragazzo che comunque non meritava si sollevasse tutto questo polverone.
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