Sonia Mazzacane
Sonia Mazzacane
Ci vuole orecchio

Sonia Mazzacane

La giovane artista barese canta le sue emozioni attraverso la musica

Sonia Mazzacane, in arte Sonia, nasce il 25 marzo del 1994 nel capoluogo pugliese, Bari.

Nata e cresciuta tra le sonorità liriche di suo padre (tenore) e sua madre (soprano) ha così la possibilità di addentrarsi, sin dalla tenera età, nel mondo della musica. All'età di sette anni quindi sancisce il suo ingresso in quest'ambito entrando a far parte di un coro di voci bianche, mentre nel 2011 si iscrive alla scuola di musica "Il Pentagramma", attualmente una delle scuole più prestigiose d'Italia, che frequenta tutt'oggi.

Qui perfeziona gli studi pop, blues e jazz, nonostante gli interessi musicali di Sonia ricoprano un ancor più vasto raggio di generi: dall'Indie al Folk, al Rock, al Soul sino all'R&B, rendendola un artista particolarmente versatile durante i suoi live e nelle sue stesse produzioni. Affianca costantemente lo studio del canto a quello della chitarra arricchendo sempre di più la sua figura professionale.

Nel luglio 2015 collabora con il cantautore Daniele Lanave, incidendo parti vocali in due dei suoi brani inediti presso la "Walk in Sound Records". Nel giugno 2016, invece, Sonia incide il suo primo inedito "Ubriaco di niente". Nell'ottobre dello stesso anno partecipa alle selezioni di Area Sanremo, frequentando corsi con grandi maestri della Musica Italiana tra cui Beppe Vessicchio, Vince Tempera, Marco Sabiu.

Sonia quando è sbocciato il tuo amore per la musica?
Il mio amore per la musica è nato sin da subito, da quando ero piccolina, grazie anche ai miei genitori, entrambi cantanti lirici: mi hanno avvicinato a questo mondo trasmettendomi la loro stessa passione e soprattutto supportandomi e credendo in me.

Quali sono attualmente i tuoi artisti di riferimento?
Ho sempre amato la curiosità, per questo gli artisti a cui mi ispiro o di riferimento sono veramente tanti e di generi diversi. Sin da piccola ho ascoltato qualsiasi tipo di musica, dalla classica all'elettronica, proprio grazie a questa mia caratteristica che mi ha permesso di crescere con una vasta veduta musicale, facendomi acquisire ormai una certa consapevolezza di ciò che vorrei essere in futuro. Una delle mie artiste di riferimento è Elisa perché si avvicina alla mia idea di musica.

Il tuo brano intitolato "Ubriaco di niente " racconta stati d'animo di un uomo che non è capace di vedere oltre sé stesso calpestando i sentimenti della donna che dice di amare" ...
E' un brano in cui forse molti potrebbero identificarsi dato che tratta un tema abbastanza odierno, cioè il menefreghismo e l'indifferenza. Elementi caratterizzanti della nostra società in cui le persone hanno paura di impegnarsi e provare sentimenti, danno tutto per scontato, non apprezzando ciò che hanno. E' il mio primo brano inedito scritto da Daniele Lanave, un cantautore, nonché mio grande amico, e composto sempre da lui e altri musicisti come Tommaso De Filippis, Raffaele Pellegrino e Giuseppe Sammarone. È stato presentato per le selezioni di Area Sanremo 2016...

Com'è stata per te l'esperienza di Area Sanremo? È la vetrina che consiglieresti anche ad altri artisti?
È stata una bellissima esperienza: mi ha fatto crescere e soprattutto entrare realmente in questo mondo, facendomi capire tante cose che prima mi erano poco chiare. Avere a che fare con i grandi della musica italiana è stato davvero stimolante e mi ha fatto tornare a casa con un bagaglio più ricco. La consiglio a tutti gli artisti che, come me, vogliono mettersi in gioco e soprattutto elevarsi, perché ti arricchisce sia dal punto di vista musicale che personale. Per me che fino a pochi anni fa cantavo solo nella mia stanzetta, e non riuscivo a far uscire la voce, cantare dinanzi ad una giuria di quel calibro è stato davvero emozionante.

In Italia la figura dell'artista viene sottovalutata dal punto di vista professionale?
Credo che la realtà musicale non sia delle migliori in Italia, soprattutto al sud. Il musicista non è considerata una vera e propria professione. Molto spesso per quello che ho potuto constatare in base alla mia poca esperienza viene sottovalutato. Specialmente per noi giovani è molto difficile farsi largo in questo mondo: facendo un esempio banalissimo, risulta difficile pure esibirsi nei locali perché alcuni hanno una politica non propriamente adeguata.

Che cosa significherebbe per te poter vivere di musica?
Non ho mai aspirato a diventare una "Pop Star" famosa, anche perché il mio sogno è sempre stato, appunto, vivere di musica. Fare la mia musica, studiare e crescere facendo esperienze: la vedo più come un bisogno di cui non posso fare a meno.

La diversità nella musica possiamo considerarla una ricchezza...
Sono fermamente convinta che la diversità nella musica sia una ricchezza fondamentale: per me non esiste un genere o uno stile che sia migliore di un altro perché credo che ogni artista abbia il proprio fascino e sia libero di fare musica che più lo rappresenta. Al mondo siamo tutti diversi ed è proprio per questa la vera ricchezza. Ognuno dovrebbe poter seguire il proprio cuore.

Qual è il filo conduttore che lega un cantante al suo pubblico?
Saper trasmettere le proprie emozioni. Penso che l'empatia sia il potere più forte della musica: il riuscire a mettersi nei panni degli altri e percepire le stesse sensazioni, l'identificarsi in un pezzo, rende tutto così incredibilmente magico e universale. Spero di riuscire anche io in questo.

Nella musica è meglio non vivere di aspettative...
Esatto, secondo me non si dovrebbe vivere di aspettative perché nulla è sicuro, fare musica poi non la si vive più in maniera serena. Quello che ho capito proprio in questo ultimo periodo della mia vita è che l'unico modo per andare avanti in questo ambito è continuare a crescere e a studiare creando da sé i propri stimoli.

Quali saranno i tuoi prossimi progetti?
Sono arrivata alla consapevolezza di voler andare oltre e di iniziare a concentrarmi più su me stessa, sul comporre e creare qualcosa di nuovo che riesca a rappresentarmi al meglio.
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