Valentina Addabbo
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Ci vuole orecchio

Valentina Addabbo

La cantante barese emoziona attraverso la sua voce che tocca le corde dell'anima

Valentina Addabbo ha studiato canto e solfeggio per otto anni presso l'associazione "Stelle Nascenti" a Santo Spirito con l'insegnante Angela Andriola.
Dal 2013 al 2016 la cantante barese ha studiato tecnica vocale con Gianna Montecalvo e ha frequentato numerosi stage con maestri di fama internazionale come Luca Pitteri, Michele Fischietti, Marco Vito, Marcello Balestra (Warner Italia). Ha all'attivo diverse formazioni con cui si esibisce live in acustico ed elettrico a Roma (Soul Train Orchestra del Maestro Michele Papadia – Saint Louis college of music) e in Puglia (Diolovuole band, Black in Two, Valentia).

Quando hai capito realmente di voler fare l'artista nella tua vita?
Premetto che per me la parola artista non rimanda esclusivamente ad una professione ma, a costo di sembrare un po' melensa e bohemienne, secondo me è principalmente un modo di essere, di vivere, di percepire la realtà che ci sta intorno. Quindi, detto ciò, per me non c'è stato un vero e proprio momento in cui ho capito di essere o di voler fare l'artista, semplicemente è (ed è stato) così sin da bambina, quando non perdevo occasione per esibirmi e cantare in qualsiasi posto e momento. Non ne posso fare a meno, mi fa stare bene e mi fa sentire completa.

Che cosa vuoi comunicare al pubblico attraverso la tua musica?
Tutti i testi dei brani che ho scritto hanno un filo conduttore: il viaggio alla scoperta di sé stessi. Penso non bisogna avere paura di conoscersi a fondo, affrontare, ovviamente secondo i propri tempi, le proprie paure e debolezze, riconoscere e puntare sulle proprie passioni e su ciò che ci rende speciali. Solo così si può essere davvero liberi ed essere in armonia con l'ambiente in cui viviamo. E' un tema complesso, ma fondamentalmente vorrei che la mia musica desse fiducia e positività.

Che cosa ha significato per te vincere la prima edizione dell'Evoli Festival nella categoria Interpreti? Qual è stato il primo pensiero dopo la vittoria?
Ho davvero un bellissimo ricordo di quella manifestazione, anche perché era la prima volta che mi esibivo con un'orchestra di 40 elementi dal vivo! Mi ricordo che durante le prove non riuscì a trattenere le lacrime, l'emozione era viva e palpitante. Grazie alla vittoria, inoltre, ho avuto l'onore di collaborare ad un brano con il celebre autore e paroliere italiano Daiano, che ha scritto canzoni del calibro di "Sei Bellissima". Sono stata sicuramente molto felice, è uno dei momenti che conservo più gelosamente.

Hai avuto la fortuna di condividere il palco con artisti del calibro di Anstacia, Gianni Morandi e Alex Britti. Queste esperienze che valore hanno ricoperto nel prosieguo del tuo percorso artistico?
Premetto che sono esperienze avvenute in contesti e per motivazioni diverse, ma tutte ugualmente indimenticabili e bellissime. Per quanto riguarda Alex Britti, ho avuto l'occasione di aprire una tappa del suo concerto insieme ad altri artisti pugliesi; con Gianni Morandi e Anastacia, da sempre mio mito assoluto, ho avuto l'onore e la fortuna di duettarci e, quindi, di avere un contatto più diretto. Sicuramente sono stata colpita dalla loro umiltà e dal loro essere persone assolutamente positive. Le loro parole lusinghiere nei miei confronti, poi, sono ricordi indelebili stampati nel cuore e nella mente che hanno contribuito a rendermi più sicura come cantante.

La musica permette di trasformare le fragilità in solide emozioni?
Assolutamente sì, un po' come tutte le forme d'arte, penso. Per quanto mi riguarda mi ha aiutato tantissimo ad avere una maggiore consapevolezza di me e delle mie possibilità. Con la musica ho superato la fase critica adolescenziale che tutti passiamo, quella in cui tendenzialmente il brutto anatroccolo che è in noi vuole prendere il sopravvento. Insomma, grazie alla musica ho scoperto di avere una voce in tutti i sensi.

Nel 2013 hai raggiunto la semifinale del Festival di Castrocaro. Qual è il più bel ricordo che ti porti da questa esperienza?
Sicuramente l'emozione di vedermi su Rai 1 e le persone che ho conosciuto sia in loco che in seguito grazie a quell'esperienza. Tra queste emerge Paolo Marasà, il coautore e arrangiatore dei pezzi sopracitati che vanno a formare l'album "The Journey", uscito nel 2015, con cui ho avviato una gran bella collaborazione.

Per te la musica viene prima di ogni cosa?
Non riesco ad immaginare la mia vita senza musica. E' stata l'unica ancora di salvezza per superare i momenti di difficoltà e costruire passo dopo passo la personalità artistica e personale da riportare nelle mie esibizioni.

La musica è come l'amore: riduce le distanze tra le persone?
Certo. Grazie alla musica ho conosciuto bellissime persone e sono nate alcune delle mie più solide amicizie. Penso che la musica abbia questa funzione anche per quanto riguarda il rapporto musicista-cantante e pubblico. Non a caso sono una ferma fruitrice e sostenitrice della musica live e della sacralità dei concerti, dove si crea quel canale di comunicazione del tutto unico e speciale tra artista e pubblico.

Anticipazioni sui tuoi prossimi lavori?
Sicuramente devo inaugurare una pagina Facebook. Sono anni che lo dico, ma la parte di me poco tecnologica e poco avvezza ai social fino ad ora ha sempre vinto. Poi vorrei ritornare a scrivere: in particolar modo vorrei ultimare il pezzo nato l'anno scorso in occasione della mia partecipazione ad Area Sanremo. Inoltre, continuerò la collaborazione con la Diolovuole Band e con la Resident Band della scuola Saint Louis College of Music a Roma "Soul Train Orchestra" del Maestro Michele Papadia.
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