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«Fa' attenzione, visita, fa' il tuo dovere»

Rubrica a cura del dottor Antonio Marzano - Pediatra di famiglia

«È stata una giornata impegnativa» disse il professor Torelli in una lontana sera d'inverno del 1982 mentre lo affiancavo, in veste di specializzando, al pronto soccorso della clinica pediatrica di Bari. Il professor Torelli è stato per me un bravo maestro: una persona corretta, affabile, sincera, distinta. Ma quella sera, seduto sulla scrivania del pronto soccorso mentre guardava Maria, l'infermiera che regolava gli ingressi dei tanti bambini che aspettavano di essere visitati, in un turbinio di tossi e di urla inconsolabili, mi guardò cercando una sponda nel mio infantile ma attento viso di specializzando e disse: «Marzano, è stata una giornata impegnativa: faringiti, tonsilliti, bronchiti. Eppure quando pensi di poter allentare l'attenzione e magari essere più superficiale nella visita ecco che proprio in quel momento puoi rischiare di sbagliare e se sbagli poi stai male con te stesso, fai male al bambino e non svolgi il tuo dovere. La giornata non è finita: Maria, iniziamo...».

Non ho mai dimenticato questo consiglio, anzi: questo insegnamento lo conservo ancora oggi - e molto gelosamente - nel mio io più profondo, perché sono certo che quanto meno mi abbia aiutato a fare del bene e a sbagliare il meno possibile.

La giovane signora Ernesta, neo mamma di uno splendido bambino di due mesi, è entrata in sala visita con una espressione interlocutoria: ci siamo guardati negli occhi e con un filo di voce...
«Dottore, ha detto mia sorella...»
«Ma scusami - le tolgo la parola - non l'ho visto una settimana fa per il bilancio? Che è successo?»
«Sì, ma ha detto mia sorella...»
«Ora devo stare a sentire pure tua sorella...»
«Vabbé dottore ma lo sapete che sto dando il mio latte, mangio quello che mi avevo consigliato e soprattutto non mangio quello che mi avete detto di non mangiare» .
«E allora?»
«Il bambino ha un colorito giallo. Avevate detto che il giallo se ne sarebbe andato e mio figlio sarebbe diventato roseo»
«E allora?»
A quel punto ha cominciato a spazientirsi e mi ha detto: «Se alzi il culo dalla sedia magari vedi tu!»
Ho aggrottato le sopracciglia, mi sono alzato, ho fatto un passo mentre Ernesta ha scoperto il bambino... «Cazzo, e ora come glielo dico?»
Ritorno seduto.
«Mimmo, sono Tonio. Come stai?» inserisco il vivavoce.
«Bene. In questi giorni ho il reparto pieno di bambini!»
«Ti chiamo perché vorrei sapere se puoi ricoverare un lattante di due mesi...»
«Ma è positivo?»
«No, non è per quello: è qui con la mamma ed è... Senti Mimmo, il bambino è proprio giallo itterico»
«Ma ha due mesi...»
«E sì». E allora lui mangia la foglia ed ad alta voce dice: «E allora ha l'atresia delle vie biliari? Qui non posso fare niente per il bambino. Lo devi mandare a Bari, all'ospedaletto»
«Come hai detto, Mimmo? All'ospedaletto?»
«Sì».

La mamma, emaciata in viso e con la fronte imperlata di sudore freddo mi fa: «All'ospedaletto?»
Ernesta non mi ha chiesto niente: ha capito, ha capito molto bene, perché è una ragazza giovane sveglia e perspicace.

Gigino è passato prima dall'ospedaletto di Bari, quindi al "Bambin Gesù" di Roma, sempre più itterico e sofferente. Ernesta è una mamma di polso e non si è scoraggiata neanche dopo l'intervento di Kasay che ha garantito per 48 ore un colorito roseo a Gigino. Poi tutto è ritornato come prima e a quel punto non le è rimasto che compiere un ultimo atto di amore per il bambino: da Roma è passata a Palermo dove è stato tipizzato il suo fegato compatibile per una parziale donazione, attraverso trapianto, a Gigino.
Mi ha mandato una foto: Gigino è nato una seconda volta e di questo ringrazio tutti i colleghi e ringrazio il Signore.

La medicina, negli ultimi 30 anni, ha fatto progressi enormi in questo campo. Nicolino, oltre trent'anni fa, purtroppo ci lasciò: senza trapianto, l'atresia delle vie biliardi non dà nessuna possibilità di sopravvivenza.

Aveva ragione il professor Torelli: «Marzano, stai con gli occhi sempre ben aperti, non distrarti mai» e, non me lo disse allora ma oggi avrebbe aggiunto «... e alza il culo dalla sedia... fa' il tuo dovere, visita!».
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Rubrica di pediatria a cura del dottor Antonio Marzano - pediatra di famiglia

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