Protesta degli operatori sanitari iscritti all'Usppi davanti alla sede della Direzione generale Asl Bt
Protesta degli operatori sanitari iscritti all'Usppi davanti alla sede della Direzione generale Asl Bt
Economia e lavoro

Contratti scaduti, la protesta degli operatori sanitari davanti all'Asl Bt

L'Usppi ha chiesto le dimissioni del Direttore generale Delle Donne

Hanno manifestato davanti alla sede dell'Asl Bt e chiesto le dimissioni del Direttore generale Alessandro Delle Donne. Gli operatori socio sanitari aderenti al sindacato Usppi sono sul piede di guerra a causa del mancato rinnovo dei loro contratti a tempo determinato: «È assurdo, incomprensibile e inaccettabile che il Dg faccia scelte in controtendenza rispetto alla volontà politica regionale, alimentando una tensione e un dramma sociale» ha affermato il biscegliese Nicola Brescia, segretario nazionale dell'organizzazione sindacale.

«Delle Donne, contrariamente a quanto chiesto dalla Regione Puglia, ha inteso non prorogare i contratti di lavoro con scadenza al 31 gennaio di 170 operatori sanitari mentre altri Direttori generali, come quello dell'Asl di Lecce, si sono comportati diversamente, concedendo un prolungamento di due mesi» ha aggiunto, rilevando che quanto accaduto «sta creando grave tensione sociale e avrà ripercussioni sulla continuità assistenziale».

Secondo l'Usppi, la Regione avrebbe espresso un orientamento favorevole alla proroga tecnica/pandemica dei contratti fino al 31 marzo con possibilità di successiva stabilizzazione - entro il prossimo 31 dicembre - degli aventi titolo. «Tutto ciò era stato discusso in videoconferenza lo scorso 28 gennaio col direttore del Dipartimento regionale della salute Vito Montanaro» ha spiegasto Brescia, esortando il presidente Emiliano «a rimuovere il mandato a Delle Donne» e «predisporre un atto di indirizzo politico a prorogare i cocntratti di lavoro al fine di ottenere "pari dignità" fra il personale delle Asl, poiché solo il Direttore Generale Asl Bt ha adottato il provvedimento di non prorogare i contratti dei 170 lavoratori, creando grande confusione e tensione sociale fra il personale».
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