
Economia e lavoro
Emergenza caldo nei cantieri, gli ingegneri Bat in campo per proteggere i lavoratori
Il richiamo all'ordinanza regionale e alle misure necessarie per ridurre i rischi nei cantieri, nell'edilizia e nei comparti più esposti
Bisceglie - lunedì 20 luglio 2026
10.00
Il caldo estremo entra nei cantieri e impone una nuova sfida alla sicurezza sul lavoro. Con l'anticiclone africano che porta le temperature verso livelli record e aumenta il numero delle città da bollino rosso, anche il ruolo degli ingegneri diventa centrale nella prevenzione dei rischi legati allo stress termico, dalla progettazione alla gestione dei luoghi di lavoro. L'ordine degli ingegneri della provincia Bat richiama l'attenzione sull'importanza di osservare l'ordinanza regionale 321 dello scorso 29 maggio, che introduce misure specifiche per tutelare la salute dei lavoratori esposti alle alte temperature e prevenire le conseguenze del caldo nei contesti produttivi.
«L'emergenza caldo ci ricorda quanto la sicurezza debba essere un elemento integrato nella progettazione e nella gestione dei luoghi di lavoro» sottolinea il presidente dell'ordine Giuseppe Pistillo. «L'ingegnere, attraverso la valutazione dei rischi, la progettazione degli spazi e l'organizzazione delle attività, può contribuire in maniera determinante alla creazione di ambienti più sicuri e resilienti anche rispetto alle nuove condizioni climatiche». L'attenzione riguarda in particolare il comparto dell'edilizia, dove operano numerosi professionisti tecnici, imprese e maestranze impegnate quotidianamente nei cantieri. Ma il rischio caldo coinvolge anche altri settori fortemente esposti, come agricoltura, attività forestali, florovivaismo, serre e tunnel agricoli, cave e cantieri stradali.
L'ordinanza regionale, con efficacia immediata e valida fino al prossimo 15 settembre, è stata adottata sulla base delle evidenze epidemiologiche e scientifiche disponibili in materia di stress termico ambientale e delle previsioni meteoclimatiche fornite dal sistema Worklimate, sviluppato da Inail e Cnr. Il provvedimento richiama la necessità di valutare il rischio derivante dalle condizioni climatiche e di adottare adeguate misure di prevenzione. L'Ordine provinciale degli Ingegneri ricorda che il rischio da radiazione solare riguarda esclusivamente gli ambienti outdoor, mentre il rischio da calore può manifestarsi anche negli ambienti indoor quando gli spazi non siano opportunamente isolati e climatizzati, quando siano influenzati dalle condizioni esterne o quando il layout degli ambienti non consenta il raggiungimento di una situazione di comfort termico.
Le alte temperature possono determinare effetti importanti sulla salute dei lavoratori: disidratazione e alterazioni dello stato mentale, dermatite da sudore, crampi di calore, sincope, stress e colpo di calore. A questi si aggiungono rischi indiretti che incidono sulla sicurezza complessiva, come l'aumento degli infortuni, la maggiore esposizione a sostanze chimiche pericolose, l'effetto moltiplicatore di altri fattori di rischio, l'esposizione ai raggi ultravioletti e l'incremento degli inquinanti atmosferici.
«La gestione del rischio caldo deve diventare parte integrante dei piani di sicurezza e delle procedure operative nei cantieri» evidenzia Pistillo. «La prevenzione passa dalla corretta pianificazione delle lavorazioni, dalla scelta degli orari più idonei e dalla capacità di individuare soluzioni tecniche e organizzative adeguate». L'ordine richiama l'importanza di programmare le attività più impegnative nelle ore con temperature più favorevoli, privilegiando la mattina e il tardo pomeriggio, garantire la disponibilità di acqua nei luoghi di lavoro, utilizzare abbigliamento adeguato e dispositivi di protezione individuale, prevedere pause in aree fresche o ombreggiate e organizzare i turni considerando anche le esigenze dei lavoratori con patologie croniche.
«Il cambiamento climatico sta modificando anche il modo di concepire la sicurezza nei luoghi di lavoro. La competenza tecnica degli ingegneri può offrire un contributo concreto nell'analisi dei rischi, nella progettazione degli ambienti e nell'individuazione di strategie capaci di proteggere lavoratori e imprese» conclude il presidente Pistillo.
«L'emergenza caldo ci ricorda quanto la sicurezza debba essere un elemento integrato nella progettazione e nella gestione dei luoghi di lavoro» sottolinea il presidente dell'ordine Giuseppe Pistillo. «L'ingegnere, attraverso la valutazione dei rischi, la progettazione degli spazi e l'organizzazione delle attività, può contribuire in maniera determinante alla creazione di ambienti più sicuri e resilienti anche rispetto alle nuove condizioni climatiche». L'attenzione riguarda in particolare il comparto dell'edilizia, dove operano numerosi professionisti tecnici, imprese e maestranze impegnate quotidianamente nei cantieri. Ma il rischio caldo coinvolge anche altri settori fortemente esposti, come agricoltura, attività forestali, florovivaismo, serre e tunnel agricoli, cave e cantieri stradali.
L'ordinanza regionale, con efficacia immediata e valida fino al prossimo 15 settembre, è stata adottata sulla base delle evidenze epidemiologiche e scientifiche disponibili in materia di stress termico ambientale e delle previsioni meteoclimatiche fornite dal sistema Worklimate, sviluppato da Inail e Cnr. Il provvedimento richiama la necessità di valutare il rischio derivante dalle condizioni climatiche e di adottare adeguate misure di prevenzione. L'Ordine provinciale degli Ingegneri ricorda che il rischio da radiazione solare riguarda esclusivamente gli ambienti outdoor, mentre il rischio da calore può manifestarsi anche negli ambienti indoor quando gli spazi non siano opportunamente isolati e climatizzati, quando siano influenzati dalle condizioni esterne o quando il layout degli ambienti non consenta il raggiungimento di una situazione di comfort termico.
Le alte temperature possono determinare effetti importanti sulla salute dei lavoratori: disidratazione e alterazioni dello stato mentale, dermatite da sudore, crampi di calore, sincope, stress e colpo di calore. A questi si aggiungono rischi indiretti che incidono sulla sicurezza complessiva, come l'aumento degli infortuni, la maggiore esposizione a sostanze chimiche pericolose, l'effetto moltiplicatore di altri fattori di rischio, l'esposizione ai raggi ultravioletti e l'incremento degli inquinanti atmosferici.
«La gestione del rischio caldo deve diventare parte integrante dei piani di sicurezza e delle procedure operative nei cantieri» evidenzia Pistillo. «La prevenzione passa dalla corretta pianificazione delle lavorazioni, dalla scelta degli orari più idonei e dalla capacità di individuare soluzioni tecniche e organizzative adeguate». L'ordine richiama l'importanza di programmare le attività più impegnative nelle ore con temperature più favorevoli, privilegiando la mattina e il tardo pomeriggio, garantire la disponibilità di acqua nei luoghi di lavoro, utilizzare abbigliamento adeguato e dispositivi di protezione individuale, prevedere pause in aree fresche o ombreggiate e organizzare i turni considerando anche le esigenze dei lavoratori con patologie croniche.
«Il cambiamento climatico sta modificando anche il modo di concepire la sicurezza nei luoghi di lavoro. La competenza tecnica degli ingegneri può offrire un contributo concreto nell'analisi dei rischi, nella progettazione degli ambienti e nell'individuazione di strategie capaci di proteggere lavoratori e imprese» conclude il presidente Pistillo.


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